Editoriale

Stava scritto, era esplicito fin dal primo numero di Pedagogika.it, quattro anni fa. Già nella sofferta scelta della testata, nell’azzardo di quella “k” di dubbia ascendenza, nella determinazione a far la scommessa del “punto.it”, nell’impegno ad essere presenti nel nuovo mondo del web: in tutto questo e nella composizione stessa della redazione, fatta in ampia prevalenza da pedagogisti, psicologi, operatori sociali e ricercatori c’era la sintesi delle contraddizioni, nostre e, crediamo, non solo nostre!

immagine relativa articolo

Eppure, abbiamo aspettato a dedicare la nostra consueta area monografica al rapporto possibile tra nuove tecnologie, bambini e scuola: abbiamo fatto le nostre ricerche – anche sulla rete, ovviamente! – e abbiamo scelto di non metterci dalla parte di chi enfatizza e discetta di epocalità. A rischio di apparire pavidi verso il nuovo, verso ciò che, sempre più, sembra essere il futuro della comunicazione, dell’informazione, della formazione, abbiamo prudentemente scelto di richiedere contributi a chi di questo mondo ha colto le potenzialità ma anche i pericoli; a chi anche sul complesso rapporto tra bambini e computer, tra espressività infantile e multimedialità, invita a ripensare il modo di essere agevolanti ed adulti; a chi come Roberto Maragliano si interroga sul “che fare” della scuola di fronte a un “tale sconvolgimento epistemologico, antropologico, psicologico”. Abbiamo invitato a “discutere” con noi Adduci, Santangelo, Priore, Paccagnella ed altri ancora: chi ha costruito siti per la scuola e per l’infanzia, chi ha fatto sperimentazioni. Abbiamo aperto la nostra finestra ed aspettiamo chi verrà ad affacciarvisi. Nella seconda parte della rivista segnaliamo i contributi di Alfredo Carlo Moro in materia di diritti dell’infanzia e di Fulvio Scaparro sul MUBA, il museo dei bambini, in “Segni e creatività”.