Sociologia e territorio

Nuovi ambiti formativi nella professione del sociologo

I bisogni ed i valori che si sviluppano nel tempo dell’adolescenza in differenti contesti sociali rappresentano un classico e radicato ambito di studi della sociologia. L’approccio culturale e simbolico alla vita quotidiana degli adolescenti, la sociologia dei processi culturali, ha costruito una consapevolezza sulle rappresentazioni sociali che tanto condizionano le percezioni di individui e gruppi.

Con l’avvento negli anni quaranta di un approccio microsociale, che rispondeva alla necessità di analisi dei percorsi di costruzione culturale in microcosmi sociali e relazionali, una parte della scienza sociologica si specializza sulle dinamiche culturali dei piccoli gruppi, anche e soprattutto di adolescenti. L’immagine sociale, gli stereotipi, i pregiudizi, degli adolescenti e sugli adolescenti, il rapporto tra strutture sociali, gruppi di adulti e singoli individui in crescita, i differenti contesti ambientali e l’influenza sui giovani, la costruzione sociale della realtà, lo sviluppo dei processi educativi nelle agenzie di socializzazione primaria, i presupposti ed i significati delle relazioni in gruppi circoscritti e protettivi di pari, costituiscono un patrimonio di sapere che la sociologia ha offerto ed ancora propone ad altri operatori sociali di territorio che si occupano di tematiche adolescenziali.

Gli ambiti formativi

L’interpretazione più consueta dell’apporto formativo del sociologo, lo vede impegnato nel trasferire competenze su come fare ricerca sul territorio, per comprendere i fattori che condizionano lo sviluppo culturale dei giovani, per analizzare gli stili di vita degli adolescenti e, da alcuni anni, per sollecitare e costruire delle reti educative di adulti, altri significativi testimoni privilegiati dei processi di evoluzione adolescenziale.

L’analisi dei contesti ambientali, delle specifiche culture giovanili e dei gruppi spontanei e formali di adolescenti, l’individuazione e l’attivazione di risorse educative territoriali, costituiscono i prerequisiti necessari per attivare scelte di politica sociale, servizi e prestazioni congruenti con i bisogni locali. Come fare ricerca sul territorio e sui giovani, come diventare imprenditori di reti educative e preventive di adulti, rappresentano due specifici settori formativi della sociologia.

Un terzo ambito formativo riguarda le acquisizioni scientifiche sui complessi significati, contenuti e dinamiche dei piccoli gruppi di pari, che collocano nel sapere sociologico una conoscenza approfondita del punto di vista degli adolescenti e del loro approccio nell’azione sociale. I valori “difficili” dei gruppi informali e formali di adolescenti costituiscono una competenza preziosa da trasmettere agli operatori sociali, in particolare attraverso modalità di confronto sulla pratica operativa territoriale, in gruppi di discussione con educatori, su aspetti sociodinamici e psicodinamici della condizione adolescente e della relazione con loro.

Infine, non si deve dimenticare in questo periodo storico di crescita della convivenza multiculturale, l’importanza degli studi sulla crisi delle seconde generazioni immigrate, sui percorsi di integrazione di adolescenti di diverse etnie, che riportano il sociologo e le sue competenze sulle dinamiche delle immigrazioni e dell’adattamento al centro dell’interesse politico e sociale. Un nuovo settore di sviluppo delle programmazioni sociali dei Comuni è proprio rappresentato dallo specifico “immigrazione”.

La tradizione sociologica ha sempre analizzato empiricamente e costruito un sapere specifico sull’immigrazione e, con l’integrazione di recenti studi italiani, possiede il necessario know how per agire con cognizione
di causa su questo delicato fenomeno sociale. Un nuovo ambito di formazione sociologica degli operatori sociali di territorio si orienta quindi nella  prospettiva della convivenza multiculturale dei giovani.

 

*Sociologo e criminologo clinico, Facoltà di Sociologia,

Università di Milano Bicocca.