Editoriale – Robotica in educazione

Robotica in educazione

Ben ritrovati care lettrici e cari lettori!

Entriamo quest’anno nel 21esimo anno di pubblicazione della Rivista e l’interesse vostro, dei nostri insegnanti, educatori ed educatrici, pedagogisti e psicologi, che da anni lavorano nella nostra Cooperativa, è sempre più forte, interessato, appassionato, vivo.

Il desiderio che da sempre ci accompagna è quello di “stare e di esserci” in tutti i contesti educativi dove l’azione pedagogica, coadiuvata da tutti gli strumenti a disposizione, raccoglie i suoi frutti. Continuiamo, come più volte abbiamo detto e scritto in questa Rivista, a sporcarci le mani e la testa, a fare esperienze, sperimentazioni, provocazione.

Nell’affrontare i temi e gli argomenti che costituiscono il Piano editoriale di questo 2017, l’argomento proposto sulla Robotica educativa è stato accolto con un entusiasmo davvero straordinario ed era atteso dai nostri collaboratori, sempre curiosi ed aperti a nuove esperienze educative.

Igor Guida, Direttore della testata on line di Pedagogika, Responsabile informatico di Stripes Coop (esperto della materia), ha illustrato le tecnologie robotiche e gli apprendimenti che queste ultime sollecitano nei bambini e nelle bambine, nei ragazzi e nelle ragazze, negli studenti che ne fanno esperienza. Dunque, gli lascio subito la parola perché ci introduca in questo nuovo mondo al quale è stato dedicato questo speciale numero monografico.

Maria Piacente

Pare che l’idea dell’uomo di dar vita ad oggetti inanimati possa risalire addirittura a qualche migliaio d’anni fa. In Cina ci sono testimonianze a partire dal terzo secolo avanti Cristo; nel libro Trattato del vuoto perfetto (uno dei tre grandi classici taoisti), ad esempio, si narra dell’ingegnere meccanico Yan Shi capace di costruire un automa dalle sembianze umane. O ancora le leggende della mitologia greca del dio Vulcano che avrebbe costruito una schiera di servitori meccanici. Nel 428 a.C., Archita di Taranto (???????, Archýtas)1, considerato come l’inventore della Meccanica razionale (o meccanica analitica) e il fondatore della Meccanica, si dice abbia inventato diverse apparecchiature meccaniche tra cui la colomba di Archita; la quale, messa su un albero pare fosse capace di volare di ramo in ramo. E che dire poi di Leonardo da Vinci? Tra i suoi molti automi possiamo ricordare il cavaliere o meglio ancora il soldato robot2 che, ricostruito in scala 1:1, ha dato prova di funzionare correttamente.

La passione per l’automazione prima, e la robotica poi, ha dato prova di affascinare dunque l’uomo da lungo tempo fino ad arrivare alla creazione nel 1954 da parte di George Devol di quello che da tutti viene considerato il primo robot realmente programmabile. Adottato infatti nella catena di montaggio della General Motors, è diventato a tutti gli effetti il primo robot industriale ad entrare in funzione, dando il via ad una corsa che non si è ancora arrestata.

Questo percorso, in ambito educativo, ci ha condotto negli anni ‘60 a Seymour Papert, che potendo vantare un’esperienza lavorativa con Jean Piaget, si trasferì al MIT per lavorare con un gruppo che si occupava di Intelligenza artificiale.

In quegli anni darà vita al LOGO, un linguaggio di programmazione comprensibile ed usabile anche da bambini delle scuole elementari e postulerà l’utilizzo del computer nelle scuole come supporto valido anche per i bambini più piccoli. Il LOGO è orientato alla grafica, alla geometria di base ed alla matematica. È l’antesignano degli strumenti che oggi utilizziamo nella robotica educativa che prendono spunto dalla tartaruga del LOGO, sia fisica che virtuale, che può essere spostata con comandi semplici (avanti, indietro, destra e sinistra indicando anche i gradi di rotazione) e permette di tracciare una linea lungo il proprio cammino o di non farlo, consentendo quindi di realizzare disegni, così come anche molti comandi per la gestione del testo e per l’elaborazione di dati (operatori di confronto, variabili, cicli, selezioni condizionali). In questo numero monografico abbiamo cercato di mostrare quale sia lo stato dell’arte della robotica educativa, quali i kit robotici presenti sul mercato e come li si può utilizzare come strumenti didattici, capaci di interagire in campo educativo con ragazzi e ragazze aperti ad una nuova e più complessa visione del mondo.

Igor Guida

1 https://it.wikipedia.org/wiki/Archita

2 I Robot di Leonardo da Vinci – La meccanica e nuovi automi nei codici svelati ISBN: 978-88-6048-008-8

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