Atlante dei giardini del Piemonte

Renata Lodari (a cura di)

Atlante dei giardini del Piemonte

Edizioni Libreria Geografica, Novara 2017, pp. 256, € 29,90

Il giardino è come un microcosmo dove si esprime la concezione del bello e di un ordine che rispecchia la concezione di vita di chi lo cura, ma anche di un bisogno collettivo di spazio conviviale. La passeggiata nel verde e nel parco spesso ci riconcilia con noi stessi e con la natura ed è un invito a non trascurare o violentare con l’incuria e gli incendi il verde che ci circonda.

Il libro è il risultato di un progetto promosso e sostenuto dalla Regione Piemonte, Assessorato alla Cultura e al Turismo ed è stato presentato lo scorso maggio alla Fiera del Libro di Torino.

Pur essendo un volume in cui sono censiti tutti i luoghi con precise caratteristiche come previsto da una Legge Regionale del 1983, si evince e traspare una rara passione nel raccontare il verde e il paesaggio.

Il merito di questo racconto è sicuramente della sua autrice, paesaggista molto competente e da sempre studiosa dei giardini. Ha curato ed è stata autrice di altri interessanti libri su questo argomento, attualmente è Presidente dell’Ente di Gestione dei sacri Monti del Piemonte e, come responsabile dell’Archivio “Ville e giardini” del Museo del Paesaggio di Verbania, Renata Lodari ha lavorato a questo progetto per oltre dieci anni, arrivando a censire oltre ottocento giardini pubblici e privati catalogandoli e inserendoli nella storia e nel paesaggio di ogni singola area del territorio piemontese.

Il volume è interessante dal punto di vista storico culturale, artistico, botanico e ambientale, e rappresenta nel suo insieme un invito a visitare e percorrere i sentieri di questi spazi protetti ricchi di storia e ammirarne la bellezza e la diversità stagionale.

Il censimento dei parchi e dei giardini del Piemonte parte dalle ricche residenze sabaude, fino ai laghi d’Orta e del Lago Maggiore, ma a parte queste aree più conosciute, ci sono da scoprire i giardini delle tenute agricole, quelli boschivi della montagna biellese o dell’Ossola – per citare solo qualche capitolo del libro, che include anche le aree verdi nelle industrie della Olivetti e i giardini della pianura coltivata e molto altro.

Il libro è anche un percorso fotografico, un racconto per immagini: le foto di Giorgio Oliverio, fotografo del paesaggio, ci guidano attraverso il mutare delle stagioni e le differenti tonalità rendendoci partecipi della bellezza della natura.

Il libro evidenzia il senso di benessere che può trasmetterci un luogo armonico e bello, e fa riflettere sul mondo che ci circonda e su come tutelare il nostro paesaggio.

Si parla molto di ecologia e di periferie degradate, di aree inabitabili, ma valorizzare e porre attenzione al giardino quale bene comune ci rende consapevoli di una memoria storica da proteggere. E in questo senso vorrei invitare alla lettura e alla visione di questo volume , per “ripensare i giardini come centro nevralgico di una metamorfosi urbana, spazi di ibridazione tra architettura e natura, innesti verdi nel grigio delle città.” Il verde che ci circonda e i giardini ci invitano ad “un nuovo concetto di “green” non solo considerato a partire dal suo valore estetico e decorativo, ma come un bene culturale “vivente” imprescindibile per operare una riqualificazione dei luoghi”.

Emilia Canato