Laboratorio Italia

Redazione


 

Ci toccava, l’abbiamo scelto, ci abbiamo lavorato e pensato molto a come affrontare un tema così pesante e impegnativo in un dossier di Pedagogika.it.

E’ sembrato arduo, ad un certo punto, trovare una chiave di lettura che evidenziasse e rendesse intellegibile una “italianità”, che desse un senso alla storia di 150 anni di Stato Nazionale, soprattutto quando grandi ideali e grandi passioni sembrano appartenere ad un altro mondo e ad un altro tempo.

Ci si trova, sempre più spesso, davanti a comportamenti e stili di comunicazione, anche pubblica, cinici e, per certi versi, indigeribili. 

Esterofilia, localismo, familismo, individualismo, refrattarietà ad ogni più o meno retorico senso di appartenenza nazionale sembrano essere i caratteri distintivi di una sia pur sommaria e riduttiva definizione delle tipicità identitarie dell’italiano medio.

E tuttavia, in questi ultimi mesi, abbiamo assistito a un soprassalto di sensibilità alle tematiche del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

E’ tutto spiegabile con l’altrettanto congenita (?) e provata capacità degli italiani di saper riconoscere i grandi appuntamenti? O dobbiamo ascriverne il merito al forte impulso esercitato dal Presidente Napolitano, alle indignate prese di posizione di firme importanti?

Abbiamo ipotizzato che la questione sia alquanto più complessa e meriti di essere approfondita con i contributi di quanti possano proporre letture e interpretazioni dello strano rapporto che lega gli italiani ad un altalenante sentimento di amor patrio, volta a volta percepito come spirito fondativo dello stato unitario, talora enfatizzato strumentalmente per sostenere politiche di potenza, talaltra per riconquistare le energie morali e culturali per ribellarsi a decenni di depressione e repressione antidemocratica e dar vita ad un nuovo spirito costituente.

Intellettuali, giovani, donne, operai con le loro organizzazioni sono stati, nelle diverse fasi, gli attori di periodiche rinascite, lasciando, ogni volta, i segni di una incoercibile volontà di democrazia e di orgoglio nazionale, eppure lasciando spazio a periodici sbandamenti, infiacchimenti, cadute di tono, atteggiamenti di delega ai poteri politici ed economici. 

In questo numero dedicato al 150° anniversario ci siamo sforzati di dare un contributo di chiarimento senza trascurare ambiti e contesti, storici e culturali, sociologici e pedagogici, che possano aiutare a trovare risposte e, semmai, a porsi nuove domande sul significato di Risorgimento, Unità, Resistenza e Costituzione.

Ci è, infine, sembrato di buon auspicio accogliere il pensiero positivo di giovani italiani e di giovani di seconda generazione.

 

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