Editoriale - Tra libertà e violenza, tra luci ed ombre

Tra libertà e violenza, tra luci ed ombre

di Maria Piacente


di Maria Piacente

 

Mentre stiamo per andare in stampa e prima che la rivista arrivi a voi, ai nostri collaboratori ed ai nostri abbonati sappiamo che, purtroppo, l'elenco delle donne uccise dalla violenza di uomini si sarà allungato. Mi rendo conto che è orribile quello che sto asserendo, nondimeno questo è ciò che accadrà perché le statistiche ce lo dicono con chiarezza: ogni due giorni circa, accade.

Ma cosa accade?

Accade che nelle relazioni, perlopiù di tipo sentimentale, tra uomini e donne, qualcosa si inceppa: il rapporto da libero luogo di scambio, relazione d'amore e sostegno reciproco, diventa teatro del crimine. Come è possibile, che ancora oggi, nel mondo la prima causa di morte delle donne è da attribuire alla mano assassina di un uomo? E che anche da noi, nella nostra bella Italia le discriminazioni, gli abusi e le violenze continuino ad essere perpetrate sul genere femminile?

La questione è assai complessa e difficile, ma è assolutamente necessario affrontarla con tutta la forza e con tutti gli strumenti a nostra disposizione, senza risparmio alcuno. Il femminicidio deve essere fermato, da noi e nel mondo intero. Ancora nel 2006 i dati di Amnesty International, assai  crudeli confermavano che le donne e le bambine risultavano le prime vittime in situazione di guerra civile o di conflitto armato.

L'impegno politico contro questa barbarie è stato menzionato proprio ieri 25 Aprile, giorno della Liberazione, in Piazza Duomo a Milano dalla nostra Presidente della Camera Laura Boldrini (a proposito, a quando una Presidente della Repubblica?), ricordando con forza che il Parlamento deve ancora ratificare la Convenzione d'Istanbul, dove “fra gli obiettivi principali” emergono “la protezione delle donne verso ogni forma di violenza, l’eliminazione della discriminazione al fine di una concreta parità tra i sessi, la promozione della cooperazione internazionale e la predisposizione di politiche per la protezione e l’assistenza in favore delle vittime”.

Ma le leggi, lo sappiamo, da sole non bastano, occorre decostruire, con pazienza una storia millenaria che, da sempre, ha sottoposto le donne i bambini e le bambine, gli anziani alla virilità del maschilismo. Al potere.

Oggi, da noi, in Italia, gruppi di uomini si interrogano sul loro stare al mondo, il gruppo Maschileplurale ha sviluppato una riflessione critica sui modelli maschili dominanti. “La violenza contro le donne ci riguarda” era uno degli appelli, messo al centro di incontri pubblici e di dibattiti,  una sorta di autointerrogazione, una denuncia della violenza e delle sue radici per costruire un percorso in grado di dare voce al desiderio di cambiamento degli uomini.

In questo dossier sulle “Relazioni tra i generi e violenza”, troverete vari punti di vista: sociologico, psicologico, antropologico, pedagogico, giuridico, narrativo. Pensiamo così di avere dato qualche chiave interpretativa e, speriamo, di avere acceso qualche luce in luoghi inconsueti, ma fecondi che, a volte, lo sappiamo, succede di cercare là dove è già illuminato, solo perché c'è luce...

Ma noi dobbiamo far luce, là, nelle pieghe profonde delle relazioni tra gli essere umani, capire, indagare l'animo umano: rispettare l'altro come Altro da noi è cosa difficile per tutti uomini e donne. E gli uomini, ancora di più oggi devono fare i conti con le loro origini, l'essere nati da una donna, con tutto quello che questo comporta.

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