Introduzione - Ambiente e cambia...menti

Ambiente e cambia...menti

 

Tutte le promesse di benessere e tutte le sicurezze date in epoca moderna […] sono state distrutte. E non c'è più in giro un'istanza che tolga all'uomo le sue nuove paure. Ecco allora che la crisi ecologica ci fa intravedere qualcosa come un senso all'orizzonte, persino la necessità di una politica globale ed ecologica nel nostro agire quotidiano.

(Ulrich Beck)


Ambiente e cambia...menti

 

Tutte le promesse di benessere e tutte le sicurezze date in epoca moderna […] sono state distrutte. E non c'è più in giro un'istanza che tolga all'uomo le sue nuove paure. Ecco allora che la crisi ecologica ci fa intravedere qualcosa come un senso all'orizzonte, persino la necessità di una politica globale ed ecologica nel nostro agire quotidiano.

(Ulrich Beck)

 

Sono passati cinquant'anni da quando il libro della biologa Rachel Carson Primavera Silenziosa destò per la prima volta l'attenzione dell'opinione pubblica sulle questioni ambientali. Da allora abbiamo assistito alla diffusione delle tematiche ambientaliste in numerosi ambiti della nostra quotidianità: formazione, lavoro, politica, economia etc.

Termini come educazione ambientale, educazione allo sviluppo sostenibile, consumo consapevole e stili di vita eco-sostenibili non suonano nuovi alle nostre orecchie, eppure fatichiamo a definire esattamente che cosa essi significhino e a cogliere le sfumature lessicali che li caratterizzano.

Scuole, associazioni, istituzioni si occupano da tempo di educazione ambientale, ma i risultati sono insufficienti. Iniziative sporadiche, troppo diverse e non correlate tra loro non consentono il raggiungimento di cambiamenti importanti e si sente l'esigenza della creazione di una rete di collaborazione tra le varie realtà.

L'educazione ambientale in Italia è poco presente nei principali contesti di crescita e formazione e rimane perlopiù un'attività didattica relegata al mondo scolastico che non permea e non incide (o incide poco) sugli stili di vita dei ragazzi e delle famiglie. Il consumismo, l'egoismo e la paura che caratterizzano le nostre società rendono molto difficile la ricerca e l’affermazione di stili di vita che tengano conto della limitatezza delle risorse del pianeta e del fatto che esse vadano condivise.

Quale deve essere il ruolo delle famiglie, delle istituzioni e del mondo dell'educazione nel processo di sensibilizzazione nei confronti delle problematiche ambientali? Per operare un cambiamento culturale è necessario che essi si impegnino per far crescere la consapevolezza e la “voglia” di adottare comportamenti di tutela e cura dell'ambiente. I mass media e internet possono avere un ruolo importante in questo processo: ci danno infatti la possibilità di conoscere progetti, culture e politiche di crescita diversi, più sostenibili, che si stanno sperimentando in vari paesi del mondo.

L'educazione ambientale quindi se vuole essere incisiva essa deve strutturarsi come una strategia di sensibilizzazione e formazione continua. Educare/si all'ambiente significa soprattutto modificare i propri stili di vita, sviluppare il pensiero critico e proporre percorsi di riflessione nella società civile.

La tutela ambientale deve diventare un obiettivo e al tempo stesso uno strumento trasversale per diffondere una concezione di eco-cittadinanza che promuova i valori della responsabilità, della solidarietà e della democrazia e che porti l'uomo a modificare il rapporto che ha con l'ambiente e con il resto dell'umanità consentendo a tutti di avere accesso a una buona vita.

 

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