Alcuni problemi preliminari ad un possibile discorso

Redazione Pedagogika.it

Cercare una definizione di handicap è un compito arduo se non vano. Gli ambiti di riferimento sono troppo vasti ed elastici, quasi si volessero mettere in primo piano con questo termine gli aspetti psicologici e sociali che accomunano queste persone.

"Lo ha detto la televisione"

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Quali sono gli effetti della tv sui bambini? Il risultato di un'indagine in una Scuola Elementare della provincia di Milano. Il medium "televisione" più autorevole della parola scritta. La fiducia nel messaggio filmato e l'emulazione.

Cambiamento e persistenza

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E' un dato abbastanza normale della nostra esperienza che, ogni volta che osserviamo una persona, una famiglia o un sistema sociale più ampio con problemi che persistono nonostante il desiderio e lo sforzo di cambiare la situazione, ci poniamo domande del tipo: "Come mai persiste questa situazione"? e "Cosa bisogna fare per cambiarla"?.

Antropologia teatrale come esperienza transculturale

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Nell'epoca del "Villaggio globale" e di "Internet" le lingue e le menti vengono manipolate su grande scala secondo una strategia globale di "ipnotico consumismo", che per questioni di marketing promuove l'appiattimento delle differenze e dei valori tradizionali.

Il gioco e la psicoterapia

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Il gioco è di per sé il piacere, svago, creatività ecc. e proprio per questo, ogni volta che vogliamo segnare uno spartiacque fra lo scherzoso ed il serio pronunciamo frasi come "ora smettiamo di giocare e facciamo sul serio". La cultura della scienza "seria" è sempre stata bene attenta a non confondersi con il gioco determinando una cultura della serietà basata sul sacrificio e sulla pesantezza degli impegni. Ecco perchè, forse, il mondo della terapia ha voluto, in qualche modo, caricare il gioco di serietà e credibilità scientifica facendolo diventare terapeutico, ma rilegandolo al mondo dell'infanzia, come se la terapia per adulti fatta di giochi potesse rendere la scientificità della terapia poco credibile.

Interventi educativi con figli di famiglie maltrattanti

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Sempre più spesso gli operatori della rete psicosocioeducativa sono chiamati a costruire dei progetti multiprofessionali che concernono minori maltrattati, abusati sessualmente, gravemente trascurati. Tali progetti, che vedono come soggetto protagonista il minore, ma non possono - nel suo interesse - trascurarne i genitori (spesso portatori di patologie psichiatriche e/o di dipendenza da alcol e droga, inseriti di regola in famiglie problematiche da più generazioni), sono per loro natura estremamente complessi. In tale complessità rischia di smarrirsi il ruolo di ciascuno e l'interconnessione di ciascun ruolo con quello degli altri membri della rete. Vorremmo qui riportare una semplice griglia che favorisca la chiarezza dell'intervento dell'educatore di fronte a questi tipi di minori e di famiglie, in modo da permettere una collaborazione efficace con assistenti sociali e psicologi che si occupano del medesimo caso.

Il palcoscenico interiore dello spettatore bambino

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Da quando nel 1995, con il Protocollo d'intesa stipulato tra Ministero della Pubblica Istruzione ed Ente teatrale Italiano, è stato riconosciuto ufficialmente che il teatro può essere vissuto a scuola come momento di accrescimento culturale e cognitivo, sono state promosse diverse attività e ricerche nel tentativo di riflettere sul significato di questo principio e di favorirne la realizzazione. Ricercare quale sia la qualità della relazione fra spettacolo e spettatori bambini è stato il fulcro del recente progetto Pianeta T- guida allo spettacolo teatrale realizzato dal Settore Cultura della Provincia di Milano in collaborazione con la Cattedra di Educazione degli Adulti dell'Università degli Studi di Milano - Bicocca, coinvolgendo insegnanti e alunni di scuola materna e dell'obbligo di 5 Comuni' del territorio.

Folla solitaria e lavoro psicoanalitico

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La sempre maggiore utilizzazione di psicologi nella scuola può fare pensare ad un processo di modernizzazione della stessa, intesa come istituzione tale per cui figure nuove vengono ad aggiungersi a quelle tradizionali, al fine di fornire alla comunità dei cittadini un servizio progressivamente migliore. Questo corrisponde, indubbiamente, ad una parte di verità e sono convinto che nella mente del legislatore sia questo il fine che spinge ad innovare. Ma non è solo un'inveterata e cocciuta abitudine a pensare che la storia avanzi dal "lato cattivo" a spingermi, direi istintivamente, a diffidare di un'immagine modernizzante della questione.

Pensare alla rovescia

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I servizi psichiatrici sono nati con l'obiettivo dichiarato di restituire ai malati di mente la dignità sociale e personale troppo a lungo negate negli ospedali psichiatrici e alla malattia mentale il diritto di non essere occultata. Quest'attenzione al paziente ha prodotto un innovativo rovesciamento del rapporto tra produzione di servizi e consumo: non è più l'offerta dei servizi a determinare i contenuti della domanda, ma è la domanda dei pazienti che crea i contenuti dell'offerta1.

Educare in psichiatria

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Molto spesso in contesti educativi - riabilitativi gli educatori operanti all'interno dei servizi faticano a inserire nel loro "mansionario" anche il termine "terapia". Questo non per chissà quale loro difficoltà intrinseca, quanto per come il linguaggio si è venuto a delineare e a costruire sul terreno dell'educazione, della riabilitazione, della terapia. Non si vuole fare assolutamente un excursus etimologico dei tre termini; mi vorrei invece concentrare sulla "prassi" di questi termini. Utilizzo "prassi di termini" perché vorrei sottolineare quanto nell'agire quotidiano gesti utilizzati nella riabilitazione portino con sé atti educativi, rieducativi e terapeutici.

Danzare le parole

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Poesia: celebre sconosciuta Ossimori a parte, questo è stato il punto di partenza. Quando, ad inizio d’anno, chiesi ai diciannove visetti di seconda elementare che mi guardavano solari, di parlarmi di ciò che loro conoscevano come poesia , le risposte mi stupirono:

Ridere! Imperativo categorico della nostra epoca?

Redazione Pedagogika.it

Mai come in questi ultimi decenni si è scatenata una pletora di spettacoli, libri, eventi, personaggi impegnati a farci ridere o a insegnarcene l’arte. Insomma, diciamocelo, siamo tutti un po’ sedotti dall’incanto del riso…

Il gioco e le sue variabili ossessivo-maniacali

Rossana Dalla Stella

L’articolo racconta un’esperienza osservativa condotta secondo il modello dell’infant observation, effettuata prevalentemente all’interno di una Scuola Materna. Il lavoro è centrato attorno alla psico dinamica del gioco e delle sue variabili ossessivo/maniacali poste in atto nel corso di un anno di frequenza presso la Struttura educativa. Sullo sfondo le vicende familiari e sociali di Luigi, i piccoli passi interattivi che attivano ora un confronto, ora un conflitto o altresì che segnalano una via di fuga e una difesa.

Wittgenstein e gli insegnanti

Wittgenstein sostiene che il modo in cui l’essere umano apprende una lingua, che sia quella materna o una straniera, si avvale inevitabilmente del contesto.

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EDUCAZIONE E VALORI: Siamo in un'epoca di grandi e repentini cambiamenti, il mutare delle condizioni complessive del nostro Paese, come di buona parte...

PEDAGOGIKA.IT - XVIII - 1

DOVE CRESCONO  BAMBINE E BAMBINI: Retoriche dell'infanzia e buoni sentimenti relegano i discorsi sull'educazionea stanchi riti appassiti sul...

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AMBIENTE E CAMBIA...MENTI:  Sono passati 50 anni da quando il libro della biologa Rachel Carson Primavera Silenziosa destò per la prima...

PEDAGOGIKA.IT - XVII - 3

LA FORMAZIONE ENTRA IN CAMPO: Ogni 4 anni il fenomeno delle Olimpiadi (e in parte delle Paralimpiadi) riporta alla luce e all'attenzione di miliardi di...

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