Il fenomeno del bullismo

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Da quando nel 1995 Ada Fonzi, in un articolo, denunciò la forte presenza in Italia del fenomeno del bullismo (chiamato nella letteratura internazionale "bulling"), la tematica ha avuto grande risonanza suscitando vivo interesse. In pochi anni è stata condotta una ricerca estesa a ben otto regioni che ha permesso di conoscere l'entità del fenomeno in modo più accurato oltre che progettare e perfezionare interventi a scopo preventivo o diretti ai soggetti implicati.

Se la scuola si fa in palcoscenico...

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Cosa succede se per qualche settimana una classe di seconda elementare abbandona l'aula, si trasferisce in teatro e prova l'ebbrezza del palcoscenico?

Scuola...e bottega

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Artigianato e volontariato uniti per un progetto di educazione professionale

Precari con la valigia

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Sono gli insegnanti italiani inseriti nelle scuole croate e slovene. Privilegiati agli occhi dei colleghi stranieri, di fatto degli esclusi dal sistema scolastico italiano

Nido e riforme possibili

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Negli ultimi tempi la promozione di una comunicazione efficace e qualitativa all'interno dei contesti educativi per la prima infanzia ha caratterizzato la gran parte degli interventi formativi. In particolar modo il rapporto con le famiglie nel nido è oggi un vero e proprio tema di discussione all'interno dei collettivi di lavoro.  

L'irresistibile necessità di scrivere di sè

Neo romanticismo giovanile? Il genere letterario che va sotto il nome di "romanzo di formazione", come è noto, ha anticipato e poi contrassegnato gran parte della cultura romantica e post romantica. Nato già prima del '700 - in forme biografiche ed autobiografiche - ha rappresentato, e continua a rappresentare in quanto, ormai, stile di pensiero, una delle manifestazioni più esemplari della soggettività umana. Scrivere l'altrui o la propria storia di vita (nelle sue vicende apicali, nelle sue transizioni passionali amorose o avventurose, nella constatazione che la memoria salva i ricordi trasfigurandoli in poetiche dell'esistenza interiore) è difatti contributo, o tributo, al riconoscimento di una individualità.

Ti racconto una storia che viene da lontano

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"Ti racconto una storia e viene da lontano" è il titolo di una raccolta di autobiografie di preadolescenti e adolescenti migranti arrivati nel nostro paese negli ultimi tre anni, che frequentano varie classi della nostra scuola: la scuola media statale di via Scialoia a Milano. La proposta della stesura delle autobiografie ai ragazzi stranieri - di cui qui presentiamo alcuni frammenti - segue l'esperienza positiva del Il "parlar di sé" realizzata nell'anno precedente, sia nelle classi multietniche come strumento di conoscenza reciproca e di relazione e scambio interculturale, sia nei piccoli gruppi di alfabetizzazione di alunni stranieri come strumento, più coinvolgente affettivamente, di esercizio linguistico e arricchimento semantico.

Con gli occhi di Giano

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Che senso ha raccontare la propria storia di vita a scuola? Perché dedicare del tempo a parlare di sé? A quale scopo ripensare al passato se bisogna guardare al futuro? Queste potrebbero essere alcune delle domande e delle perplessità espresse o sottaciute da parte di chi senta parlare per la prima volta di metodologia autobiografica nell'ambito scolastico. Agli stessi interrogativi si cercherà di rispondere esponendo un'esperienza effettuata in una scuola del mantovano. Nella scuola media "G. Pascoli" di Suzzara è stato realizzato un progetto di formazione con il metodo autobiografico; prima di analizzare tale progetto nel dettaglio si vogliono però esplicitarne le finalità generali, le quali risiedono nelle valenze educative della metodologia autobiografica e nei significati della sua applicazione nel contesto scolastico.  

Io mi scrivo

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" Quando stanno succedendo troppe cose, più di quante tu ne possa sopportare, puoi scegliere di far finta che non stia accadendo niente di speciale, che la tua vita stia girando come il piatto di un giradischi. Poi un giorno ti rendi conto che quello che credevi un piatto di giradischi lidcio e uniforme, era in realtà un mulinello, un vortice". S. Bellow, L'iniziazione Le pagine che seguono illustrano un percorso di utilizzo del metodo autobiografico, all'interno di un progetto di formazione realizzato in collaborazione con la facoltà di Scienze della Formazione - Cattedra di Educazione degli Adulti della seconda Università degli Studi di Milano - Bicocca, gli artisti del Teatro del Buratto, ed il Settore Cultura della Provincia di Milano'.

L'insegnante specializzato e la sua formazione

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Uscire da uno stato confusionale L'attuale situazione della formazione degli insegnanti attraversa un periodo di transizione. Vorremmo sperare che sia importante dire che scriviamo queste note verso la fine del 1999. Lo vorremmo sperare perché ci auguriamo che fra un anno la transizione sia a un altro punto della sua storia e non allo stesso punto in cui ci troviamo adesso; che fra tre anni la transizione sia sul punto di essere superata, perché in ogni transizione vi è il sospetto che si lasci qualcosa senza avere la possibilità di raggiungere altro o dell'altro.

La scuola del cambiamento, il cambiamento della scuola

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La scuola trasmette culture esplicite e culture implicite. Le culture esplicite sono le materie in tutta la loro oggettività. Le culture implicite sono sempre le materie, ma in tutta la loro soggettività. Praticamente sono le due facce di una stessa medaglia. Possiamo dire che la scuola vive la specificità delle materie e della loro modalità di insegnamento e di apprendimento come valori assoluti e incambiabili e attribuisce invece a tutti gli apprendimenti specifici un valore di pura casualità. Gli apprendimenti aspecifici sono tali perchè, a differenza di quelli specifici che prendono in considerazione le conoscenze proprie della materia con un coinvolgimento controllato da parte di chi apprende, prestano invece attenzione all'apprendimento attraverso lo sviluppo complessivo delle potenzialità e capacità psichiche dell'individuo, con particolare riferimento alla sfera emotiva e agli atteggiamenti.  

Qui si parla di me...

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Come ogni insegnante, all'inizio di un nuovo anno scolastico mi piace proporre alcune attività ai miei nuovi giovani studenti - ragazzini della prima media - per cominciare a conoscerli e a conoscersi. Fra queste, quella che io chiamo dei "perché"consiste nel semplice invito a elencare per iscritto, senza troppo indugiare nel pensiero, 10-20 domande "a tutto campo"alle quali vorrebbero trovare una risposta. La lettura condivisa che ne segue si rivela sempre occasione per riflessioni intriganti e divertenti.

Il Linguaggio nella matematica

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Chiunque si avvicini alla matematica, presto o tardi, nota l'uso particolare che questa fa del linguaggio, con il ricorso a termini definiti in modo rigoroso e utilizzati con univocità, assumendo che abbiano un unico significato possibile - beninteso all'interno dello specifico contesto matematico: il linguaggio è uno strumento della matematica che diventa efficace in quanto ciascun termine specialistico viene esplicitamente definito. In misura maggiore di altre discipline scientifiche, la matematica limita al massimo il ricorso a parole che non siano definite nel contesto d'uso.

Danzare le parole

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Poesia: celebre sconosciuta Ossimori a parte, questo è stato il punto di partenza. Quando, ad inizio d’anno, chiesi ai diciannove visetti di seconda elementare che mi guardavano solari, di parlarmi di ciò che loro conoscevano come poesia , le risposte mi stupirono:

Pedagogia e formazione professionale un dialogo possibile

Mario Tonini

La Federazione Nazionale CNOS-FAP – Centro Nazionale Opere Salesiane-Formazione e Aggiornamento Professionale, che coordina i Salesiani d'Italia impegnati nel campo dell'orientamento, della formazione e dell'aggiornamento professionale, ha organizzato il 14 novembre 2012 una giornata di studio dal titolo “L'intelligenza nelle mani” per riflettere sull'importanza della formazione professionale per i giovani in vista del loro inserimento nel mondo del lavoro.

Wittgenstein e gli insegnanti

Wittgenstein sostiene che il modo in cui l’essere umano apprende una lingua, che sia quella materna o una straniera, si avvale inevitabilmente del contesto.

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EDUCAZIONE E VALORI: Siamo in un'epoca di grandi e repentini cambiamenti, il mutare delle condizioni complessive del nostro Paese, come di buona parte...

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DOVE CRESCONO  BAMBINE E BAMBINI: Retoriche dell'infanzia e buoni sentimenti relegano i discorsi sull'educazionea stanchi riti appassiti sul...

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AMBIENTE E CAMBIA...MENTI:  Sono passati 50 anni da quando il libro della biologa Rachel Carson Primavera Silenziosa destò per la prima...

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LA FORMAZIONE ENTRA IN CAMPO: Ogni 4 anni il fenomeno delle Olimpiadi (e in parte delle Paralimpiadi) riporta alla luce e all'attenzione di miliardi di...

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