{"id":75897,"date":"2021-07-05T10:40:23","date_gmt":"2021-07-05T08:40:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pedagogia.it\/digituslab\/?p=75897"},"modified":"2021-07-05T10:43:19","modified_gmt":"2021-07-05T08:43:19","slug":"konrad-zuse-e-lo-z1-il-primo-computer-digitale-elettro-meccanico-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pedagogia.it\/digituslab\/2021\/07\/05\/konrad-zuse-e-lo-z1-il-primo-computer-digitale-elettro-meccanico-del-mondo\/","title":{"rendered":"Konrad Zuse e lo Z1, il primo computer digitale elettro-meccanico del mondo"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;][vc_custom_heading]<b>Konrad Zuse e lo Z1, il primo computer digitale elettro-meccanico del mondo <\/b><b><\/b><\/p>\n<p>[\/vc_custom_heading][vc_column_text]<span style=\"font-weight: 400\">La storia di <\/span><b>Konrad Zuse<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, ingegnere e informatico tedesco, \u00e8 simile a quella di molti altri scienziati rimasti nell\u2019ombra poich\u00e8 troppo all\u2019avanguardia: le sue invenzioni e formidabili scoperte nel campo dell\u2019informatica furono cos\u00ec innovative che per anni furono ignorate e, di fatto, solamente nel 1998 Il convegno internazionale di Informatica gli riconobbe, con il suo <\/span><b>Z1, <\/b><span style=\"font-weight: 400\">il ruolo di<\/span><b> inventore del primo computer programmabile funzionante della storia.<\/b><span style=\"font-weight: 400\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400\"><br \/>\n<\/span><b>Cenni biografici<\/b><\/p>\n<p><b>Konrad Zuse<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> nacque 1910, a Berlino, di famiglia ugonotta emigrati in Germania dalla Pomerania per sfuggire alle persecuzioni. Il padre era un impiegato delle poste e venne trasferito nella Prussia Orientale, portando con s\u00e8 l&#8217;intera famiglia. Terminate le scuole inferiori, Konrad fu ammesso al <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Gymnasium Hosianum<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">, uno degli istituti tedeschi migliori dell\u2019epoca. Il padre di Konrad venne promosso e la famiglia Zuse dovette nuovamente trasferirsi. Konrad venne iscritto alla scuola pi\u00f9 vicina, il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Realgymnasium<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">, dove vigeva l\u2019insegnamento dell\u2019istruzione pratica: da qui nacquero infatti le sue abilit\u00e0 meccaniche e competenze artistiche. Nel 1927 si diplom\u00f2 e si iscrisse al corso di <\/span><b>ingegneria meccanica <\/b><span style=\"font-weight: 400\">presso l\u2019Universit\u00e0 di Berlino. Dalla sua biografia, si vede come lo studioso non amasse il fatto che questi studi dessero <\/span><b>poca importanza all\u2019aspetto creativo<\/b> <b>della progettazione<\/b><span style=\"font-weight: 400\">. Cos\u00ec abbandon\u00f2 ingegneria meccanica per iscriversi a quella <\/span><b>civile<\/b><span style=\"font-weight: 400\">. La sensibilit\u00e0 artistica e l&#8217;inclinazione verso le arti figurate, avevano avvicinato Zuse all&#8217;<\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Akademische Verein Motiv<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">, associazione universitaria composta da studenti di architettura e caratterizzata da una forte tradizione teatrale. Alle rappresentazioni prodotte dal circolo, lo scienziato contribu\u00ec come attore, scenografo e autore degli effetti speciali ottenuti con macchine di sua invenzione. Intanto una <\/span><b>societ\u00e0 dell&#8217;industria aeronautica decise di allestire un laboratorio e dedicarsi alla costruzione di calcolatori<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: Konrad non si fece scappare l\u2019occasione. Era il <\/span><b>1935<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, Zuse si era da poco diplomato e la sua famiglia era tornata a Berlino\u00a0 nonostante le poche possibilit\u00e0 economiche, accolsero l&#8217;idea del figlio e gli concessero alcune stanze della casa per i suoi esperimenti. Rimanevano i problemi finanziari e il padre di Zuse, in pensione, torn\u00f2 alle poste ancora per un anno; anche la sorella, di due anni maggiore e laureata in scienze economiche, aiut\u00f2 Konrad e del suo progetto con l&#8217;intero stipendio. All&#8217;aiuto della famiglia si aggiungevano quello dei vecchi compagni di scuola e di Universit\u00e0 mentre chi non poteva permettersi di contribuire con i soldi, partecip\u00f2 attivamente alla costruzione dello <\/span><b>Z1<\/b><span style=\"font-weight: 400\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Lo Z1 e il Plankalk\u00fcl<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">A dirla tutta, il primo elaboratore della storia nacque con il nome di <\/span><b>V1<\/b><span style=\"font-weight: 400\">. La V, abbreviazione di <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Versuchmodell<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">, ovvero modello sperimentale, fu sostituita dalla lettera Z, per evitare la somiglianza con i missili della ricerca bellica nazista.<\/span><\/p>\n<p><b>Zuse cre\u00f2 la macchina per risolvere in meno tempo i calcoli che impegnavano gran parte del lavoro degli ingegneri<\/b><span style=\"font-weight: 400\">. La macchina era programmabile secondo il sistema dei <\/span><b>numeri binari <\/b><span style=\"font-weight: 400\">e la cosa pi\u00f9 innovativa fu infatti la netta <\/span><b>distinzione tra processore e memoria<\/b><span style=\"font-weight: 400\">; questa architettura non venne adottata dalle prime macchine americane ma rispecchia la definizione di computer di <\/span><b>John von Neumann<\/b><span style=\"font-weight: 400\">. Un altro fattore innovativo fu che possedeva un\u2019autonoma unit\u00e0 di calcolo in virgola mobile; la memoria era limitata a 64 parole e i dati venivano inseriti attraverso schede perforate. I tempi per i calcoli erano molto pi\u00f9 lenti di quelli a cui siamo abituati oggi noi ma all\u2019epoca erano davvero all\u2019avanguardia. Lo <\/span><b>Z1 <\/b><span style=\"font-weight: 400\">utilizzava la <\/span><b>tecnologia elettromeccanica <\/b><span style=\"font-weight: 400\">ed era basato su un <\/span><b>originale sistema di memorie meccaniche costituite da piastrine metalliche azionate da un motore elettrico<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, che la rendevano simile nell&#8217;aspetto e nel suono prodotto ad una specie di grosso centralino telefonico. Dopo anni di ricerca per capire come inserire nella sua macchina le componenti meccaniche pi\u00f9 costose e all\u2019avanguardia di quegli anni, decise di affidarsi all&#8217;aiuto dell\u2019amico<\/span><b> Schreyer<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, buono conoscitore della teoria elettromagnetica.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Schreyer ebbe l&#8217;idea di usare i tubi a vuoto, all&#8217;epoca utilizzati per le radio: finalmente i due riuscirono a <\/span><b>sviluppare un meccanismo in grado di rappresentare le operazioni di congiunzione, disgiunzione e negazione<\/b><span style=\"font-weight: 400\">. Zuse ottenne un finanziamento di 7.000 Reichsmark dal proprietario di un&#8217;azienda di calcolatori. Lo Z1 fu completato da Zuse nel 1938, deve essere considerato in assoluto il <\/span><b>primo computer moderno<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: anticip\u00f2 il <\/span><b>Colossus<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> di <\/span><b>Alan Turing<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> del <\/span><b>1944<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, utilizzato per la decifrazione della comunicazione militare durante la seconda guerra mondiale. <\/span><span style=\"font-weight: 400\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400\">Intanto Zuse stava approfondendo lo studio delle opere di Hilbert ma soprattutto <\/span><b>dell&#8217;algebra Booleana<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, importantissima per l\u2019informatica moderna, ma poco conosciuta nella Germania dell\u2019epoca. Nello stesso periodo inizi\u00f2 a sviluppare i principi basi del suo <\/span><b>Plankalk\u00fcl<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, un linguaggio di programmazione. Konrad era convinto che il suo<\/span><b> Z1 fosse anche in grado di giocare una partita a scacchi<\/b><span style=\"font-weight: 400\">. Il <\/span><b>Plankalk\u00fcl<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> sarebbe stato completato fra il 1943 e il 1945, ma comprendeva gi\u00e0 i concetti di modularit\u00e0 inclusi nei moderni linguaggi di programmazione. Non ottenne finanziamenti dal governo Nazista perch\u00e8, secondo i calcoli del Reich, la realizzazione dei progetti di Zuse avrebbero richiesto troppo tempo. Dopo la Seconda Guerra mondiale Konrad cerc\u00f2 di diffondere le idee del <\/span><b>Plankalk\u00fcl <\/b><span style=\"font-weight: 400\">ma il mondo accademico lo ignor\u00f2 e molte di queste dovettero essere riscoperte e alla fine <\/span><b>venne pubblicato nel 1972 mentre il primo compilatore secondo questo modello venne costruito nel 2000 presso l\u2019Universit\u00e0 Tecnica di Berlino<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: aveva anticipato la storia di quasi 60 anni! Zuse sostenne che il <\/span><b>Plankalk\u00fcl<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> fosse stato il primo linguaggio ad alto livello mai progettato: se le affermazioni di Zuse fossero fondate, sarebbe davvero il <\/span><b>primo linguaggio di programmazione moderno a porsi sopra le vecchie tecniche di programmazione<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> in cui le istruzioni venivano inserite utilizzando interruttori, connettori ed altri sistemi manuali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\"><br \/>\n<\/span><b>La seconda guerra mondiale e i compilatori<\/b><b><br \/>\n<\/b><span style=\"font-weight: 400\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400\">Quando scoppi\u00f2 la guerra nel 1939\u00a0 Zuse fu chiamato alle armi, venne assegnato alla fanteria ma non venne mai fatto combattere sul campo. Lo stesso signore che finanzi\u00f2 le sue ricerche, chiese il congedo per Zuse poich\u00e9 i suoi <\/span><b>studi potevano essere importantissimi per l&#8217;industria aeronautica<\/b><span style=\"font-weight: 400\">. La richiesta non fu presa in considerazione e Konrad ne approfitt\u00f2 per approfondire i suoi studi sulla <\/span><b>logica matematica e sulla teoria generale della computazione<\/b><span style=\"font-weight: 400\">. Aveva sviluppato una <\/span><b>macchina per la codifica dei messaggi<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> ma gli fu risposto che \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">gi\u00e0 esisteva<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">\u201d (in riferimento ovviamente ad Enigma). Alla fine fu assegnato alla divisione speciale della la stessa industria aeronautica per cui aveva lavorato anni prima: volevano l\u2019aiuto di Zuse per sviluppare nuove armi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Nel 1940 aveva gi\u00e0 ultimato lo <\/span><b>Z2<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, pi\u00f9 che un miglioramento dello<\/span><b> Z1 <\/b><span style=\"font-weight: 400\">ma Konrad aveva gi\u00e0 ideato un nuovo compilatore e ottenne un contratto che gli garant\u00ec dei fondi per lo <\/span><b>Z3<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, gi\u00e0 in fase di realizzazione, un modello molto pi\u00f9 avanzato. Completata nel 1941 e basata sulla stessa architettura del predecessore, <\/span><b>la macchina era molto pi\u00f9 veloce<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> ma purtroppo fu distrutta nel 1944 durante un raid. <\/span><span style=\"font-weight: 400\">P<\/span><span style=\"font-weight: 400\">oco dopo aver terminato lo <\/span><b>Z3<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, l&#8217;attivit\u00e0 di Zuse fu di nuovo intralciata dalle azioni militari dell&#8217;Asse perch\u00e8 servivano rinforzi. Zuse venne richiamato in battaglia e inviato verso il fronte orientale ma pochi giorni dopo venne congedato ancora una volta per tornare ai propri studi. Da qui nacque a Berlino lo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Zuse Ingenieurb\u00fcro und Apparatebau<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">. Le difficolt\u00e0 della guerra non permettevano l\u2019utilizzo di tutti i materiali ma Zuse poteva contare sui suoi colleghi: lavoratori non qualificati tra cui donne, malati mentali e disabili. <\/span><b>Il nuovo obiettivo era lo Z4<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, una<\/span><b> macchina ben pi\u00f9 potente delle precedenti, con istruzioni condizionali e con una memoria di 1024 parole<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: venne ricavata da elementi dello Z1 e dello Z2 ma il materiale non era sufficiente perci\u00f2 Zuse e i suoi collaboratori, cercavano nuovi pezzi e oggetti da utilizzare tra le strade devastate di Berlino.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Nel 1945 lo <\/span><b>Z4 <\/b><span style=\"font-weight: 400\">fu terminato ma date le sorti del Terzo Reich, il calcolatore fu smontato e il suo laboratorio venne trasferito a G\u00f6ttingen mentre gli Alleati continuarono la loro avanzata perci\u00f2 Zuse dovette continuare a spostarsi fino alla notizia della resa. Nascose lo <\/span><b>Z4<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> in una casa: era l\u2019unico computer in Europa ma nessuno seppe capire l\u2019importanza della sua invenzione. Fu trovato da dei contadini che lo scambiarono con il V4, pensando ad un\u2019arma segreta ma i militari americani, una volta perlustrata la zona, se ne disinteressarono. Lo <\/span><b>Z4 <\/b><span style=\"font-weight: 400\">rest\u00f2 a Zuse, che dovette mantenersi con l\u2019arte e la pittura. Lo <\/span><b>Z4<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> fu infine consegnato, pur rimanendo di propriet\u00e0 dell&#8217;inventore, all\u2019<\/span><b>Universit\u00e0 Tecnica di Zurigo: gli accademici iniziarono a capire l\u2019importanza storica di quel computer e di tutte le invenzioni e scoperte di Zuse<\/b><span style=\"font-weight: 400\">. <\/span><b><br \/>\n<\/b><span style=\"font-weight: 400\"><br \/>\n<\/span><b>La rivalsa<\/b><span style=\"font-weight: 400\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400\">Zuse lavor\u00f2 ancora per molti anni ai propri progetti, fond\u00f2 la propria impresa, la <\/span><b>Zuse KG<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> dove si produssero centinaia di computer; alla fine degli anni \u201860 fu acquisita dalla <\/span><b>Siemens<\/b><span style=\"font-weight: 400\">. <\/span><span style=\"font-weight: 400\">Il sogno di Zuse era quello di <\/span><b>creare un piccolo computer per applicazioni commerciali e scientifiche<\/b><span style=\"font-weight: 400\">.<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">Konrad Zuse ricevette molti premi scientifici internazionali e gli vennero conferite molte lauree <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">honoris causa<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\"> dalle pi\u00f9 importanti universit\u00e0 del mondo. Oggi molte delle sue macchine, originali o ricostruite da Zuse stesso negli anni \u201880 come la <\/span><b>Z1<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, sono conservate nel Museo della Tecnica di Berlino. Zuse mor\u00ec nel 1995. <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400\">Questo studioso visse in un\u2019epoca ostile, complicata e demotivante per gli studi ma soprattutto per alcune discipline. L\u2019ingegno di Konrad era di gran lunga \u201cavanti\u201d rispetto agli accademici con cui si confrontava, in un paese troppo politicizzato e militarizzato per poter riuscire ad aprire nuovi orizzonti al mondo delle scienze. Ma nonostante questo, nonostante gli anni difficili e i troppi pochi riconoscimenti, Konrad Zuse non abbandon\u00f2 il suo sogno e divenne cos\u00ec il <\/span><b>padre dell\u2019informatica moderna<\/b><span style=\"font-weight: 400\">.\u00a0<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;][vc_custom_heading]Konrad Zuse e lo Z1, il primo computer digitale elettro-meccanico del mondo [\/vc_custom_heading][vc_column_text]La storia di Konrad Zuse, ingegnere e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":184,"featured_media":75898,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[],"class_list":["post-75897","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blogdigitus"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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