Inside Out 2
Rubrica cura di FEDERICO GAUDIMUNDO
Titolo: Inside Out 2
Formato: Lungometraggio
Genere: Animazione, commedia, drammatico
Produzione: USA
Anno: 2024
Regia: Kelsey Manm
Durata: 96 minuti
Dove: Cinema
(Abbiamo chiesto a Gabriella Ballarini, pedagogista e formatrice, di recensire il film e di raccontarci come può essere utilizzato in ambito formativo/pedagogico)
SINOSSI
Si torna, 9 anni dopo, nel mondo delle emozioni di Riley Andersen. In un primo momento tutto sembra uguale – ci sono tristezza, gioia, disgusto, paura e rabbia – ma all’improvviso qualcosa cambia, tutto diventa confuso, tutto diventa complesso. Arrivano ansia, invidia, noia e imbarazzo e il mondo prende una forma così difficile da comprendere. Gioia cerca di tenere tutto sotto controllo, ma la pubertà non chiede il permesso, entra e si fa spazio: è tempo di riorganizzarsi.
Agli occhi di Riley tutto cambia forma, la famiglia, le amiche, il suo corpo. Le nuove emozioni, ansia in testa, prendono il posto delle vecchie emozioni che vengono messe a tacere, finché qualcosa accade e inizia una sorta di dialogo tra le parti dell’adolescente Riley. Un dialogo alla ricerca del proprio sé e della consapevolezza che ogni emozione è importante e che l’interazione tra ciascuna di loro permetterà la costruzione della propria personalità, il cammino verso la crescita.
Pedagogika Point of view (PPOW)
Ho proposto la visione di questo film ad un gruppo di adolescenti come primo giorno di un campus di arte e scrittura dal titolo: “Mappare il corpo, percorsi creativi alla scoperta di sé”.
Per conoscere il proprio corpo abbiamo scelto di entrare da dentro, dalla confusione, dal cambiamento: dalle emozioni.
Il giorno dopo la visione del film, tutte le emozioni stampate sono state messe a disposizione dei ragazzi e delle ragazze, ho chiesto loro di sceglierne 3 o 4 maggiormente significative in questo momento della loro vita e realizzare un poster per raccontare al resto del gruppo il proprio corpo partendo da dentro, per arrivare fuori.
Osservare i ragazzi e le ragazze in questo processo creativo e conoscitivo è stato illuminante, proprio grazie ad alcune intuizioni che il film presenta al suo pubblico.
Tristezza, ad esempio, è il ponte che mette in comunicazione gioia con ansia (tratti predominanti nel film) e questa scelta cinematografica ha aperto uno spiraglio anche tra le tristezze e le ansie del gruppo.
Così come il filo che unisce paura e imbarazzo, due personaggi dall’animo delicato nel film, che diventano protagonisti di alcuni dei lavori illustrati dai ragazzi.
Inside out 2, si rivela un solido punto di partenza per una riflessione matura sul mondo interiore, un mondo invisibile che grida per essere ascoltato. Queste grida a volte si traducono in isolamento sociale, altre volte in devianza, alcune poi in adattamento che poi però diventa tormento e rabbia e silenzio. Un passaggio del film ha commosso sia le operatrici che i ragazzi e cioè: il segreto oscuro. Perché? Beh, per questo bisogna andare a vedere il film… fino alla fine.