Il cuore affamato delle ragazze (Maria Rosa Cutrufelli)

Maria Rosa Cutrufelli
IL CUORE AFFAMATO DELLE RAGAZZE
Mondadori, Milano 2025, pp.2 79, € 19,50

1970, Staten Island. La protagonista, Etta, ormai ottantenne, si trova a fare i conti con i suoi ricordi, che vorrebbe relegare nel passato, ma che inevitabilmente tornano con il loro carico di sofferenza e malinconia.
Ha accettato con riluttanza l’invito, da parte di alcuni ricercatori universitari, a parlare del tragico incendio alla fabbrica di camicette Triangle a New York nel 1911, di cui è stata testimone. Etta non ha voglia di raccontare perché ha imparato che “le storie non sono figlie di chi le racconta, ma di chi le interpreta”. Però ci sono storie che non possono essere lasciate all’interpretazione di chi le ascolta né possono essere taciute, nemmeno quando si fatica a trovare le parole per raccontarle.
E così Etta comincia a scrivere e ci trasporta ai primi anni del Novecento, quando lei non ancora ventenne, figlia di immigrati Siciliani, si trasferisce da Philadelphia a New York, per lavorare come infermiera all’ospedale di Ellis Island dove approdano i migranti provenienti da ogni parte del mondo, un luogo sospeso tra speranza e smarrimento, disperazione e desiderio di riscatto.
L’incontro con Tessie, una cucitrice iscritta all’Unione delle operaie tessili, segnerà una svolta nella sua vita e la porterà a lasciare Ellis Island e a lavorare in uno studio medico a Manhattan, dove poco dopo la raggiungerà anche Molly, sua amica d’infanzia venuta a New York con il sogno di aprire una sartoria tutta sua. Tessie le introduce nel mondo nascente dei sindacati femminili, dove conoscono le figure storiche dell’attivismo americano, donne dal grande carisma, anticonformiste ed emancipate. Pur essendo cresciuta assorbendo le idee socialiste del padre, Etta non sa molto di lotte sindacali, ma si fa subito coinvolgere con entusiasmo.
E’ il 1910 e le operaie tessili di tutte le fabbriche di Manhattan, a partire dalla Triangle, cominciano a scioperare contro le disumane condizioni di lavoro.
La protesta si allarga a molte altre città, bloccando l’intero settore dell’abbigliamento.
Sono decine di migliaia le operaie che per settimane resistono alla pioggia, alla neve, al freddo alle spietate cariche della polizia, agli arresti. Sono corpi e cuori affamati di giustizia, di diritti, di amore e di vita: “dateci il pane, ma anche le rose”. Schierate al loro fianco, per solidarietà, anche le signore dell’alta borghesia, “la banda del visone”, che sfilano con loro, le soccorrono, le rifocillano, si fanno anche arrestare per intimorire i giudici. Etta e Tessie e anche Molly, a modo suo, sono sempre in prima fila, con coraggio e dedizione instancabili.
Alla fine molte fabbriche cedono all’ingresso dei Sindacati, ma alla Triangle, proprio quella da cui tutto era partito, le condizioni restano le stesse. Niente regole, niente ispettori, sino a quel fatidico 25 marzo 1911 in cui un incendio devastante distrugge tutta la fabbrica, che occupa gli ultimi tre piani di un grattacielo. Muoiono circa 150 operaie tutte tra i sedici e i ventitré anni.
Etta è lì, e assiste, prestando aiuto, all’orrore dei corpi in fiamme che precipitano dalle finestre, all’inadeguatezza dei mezzi di soccorso, allo strazio del riconoscimento dei corpi, al triste rito dei funerali e in seguito alla deludente conclusione del processo che vedrà gli imputati assolti per insufficienza di prove.
Da tutto questo dolore nasce una nuova consapevolezza che permetterà a Etta e Tessie di riconoscere il loro amore e a tutte le “ragazze ardenti” di continuare le loro battaglie.
Ripercorrendo la propria vita Etta comprende che quella luce della memoria non può spegnersi e, con generosità, consegna il suo racconto alla nipotina di Molly: “C’era una volta un gruppo di ragazze coraggiose […]”. Lo deve a se stessa e alle sue compagne di cammino.
Con un linguaggio che ci avvolge e ci coinvolge ed una sensibilità tutta al femminile, Cutrufelli, ancora una volta, dà voce al coraggio e alla forza vitale delle donne, alla loro solidarietà, ricreando con una sapiente e minuziosa ricerca storica le atmosfere e gli umori dell’epoca. Una testimonianza appassionata e concreta in cui le ragazze del passato ci parlano ancora e ci invitano a non smettere mai di lottare.

Carla Franciosi


Sede Legale:
Via Ghisolfa, 32 – 20217 Rho (MI)
pec: cooperativa@pec.stripes.it
P.IVA e C.F. 09635360150




Tel. (02).931.66.67 – Fax (02).935.070.57
e-mail: stripes@pedagogia.it
C.C.I.A.A. Milano REA 1310082




RUNTS N° rep.2360

Albo Società Cooperative N° A161242
Capitale Sociale i.v. € 365.108,00



Redazione Pedagogika.it e Sede Operativa
Via San Domenico Savio, 6 – 20017 Rho (MI)
Reg. Tribunale: n. 187 del 29/03/97 | ISSN: 1593-2259
Web: www.pedagogia.it


Privacy Preference Center