The Niro – La Nascita (14/11/2025)
The Niro – La Nascita (14/11/2025)
Davide Combusti, in arte The Niro, ha iniziato la propria carriera circa 17 anni fa con l’omonimo album. In particolare il singolo Liar lo aveva reso celebre e aveva attirato l’attenzione del pubblico, non solo in patria ma anche all’estero. Pur avendo successivamente pubblicato altri tre dischi in lingua inglese con cadenza biennale, Best Wishes (2010), The Ship(2012), 1969 (2014), non è riuscito ad affermarsi stabilmente come artista di livello internazionale. Undici anni e un paio di progetti dopo, presenta La Nascita, lavoro tra i più profondi del cantautore romano. Da sempre diviso tra inglese e italiano, in questo disco canta in entrambe le lingue, a volte all’interno della stessa canzone. Questa vena di sperimentazione è ulteriormente enfatizzata dal fatto di aver autoprodotto l’intera raccolta, suonando diversi strumenti e lavorando nel suo studio personale. L’opener della raccolta è l’emozionante title-track: il brano rappresenta l’intima lettura di un’intera vita, appesantita da vecchi traumi che tornano a galla, ma sospinta da una dirompente voglia di dimenticare tutto e risorgere dall’oscurità. In Nessun Rimpianto il rimorso viene cullato con un ritmo reggae leggero. “I try to live every fuckin’ day with a smile” (“Cerco di vivere ogni fottuto giorno con un sorriso”): così recita So Odd, in cui il buio pessimistico del passato si trasforma nella luce ottimistica del presente. Bergman si interroga sulla mancanza di empatia, mentre My Desires esplora la volontà di non far del male ai nostri cari. Tamburellando con sonorità tribali,Tarantola descrive il morboso rapporto tra oppresso e oppressore. Il ricordo di Martin Luther King rivive con I Have a Dream, in cui si sottolinea la grandezza di una vita trascorsa perseguendo principi come la pace e l’amore tra persone. Quasi in antitesi, arriva la brillante Borderline e il suo rimprovero a chi non è in grado di svolgere un’autocritica verso se stesso. Una vetrina illuminata di rosso da cui si ammira una donna che balla avvolgendosi sensualmente attorno ad un palo: questo è il quadro dipinto idealmente dall’autore in Amsterdam, scaturito dalle memorie di una sua precedente visita alla città olandese. Anch’essa ispirata da un viaggio, ben più avventuroso anche se metaforico, la traccia Ulisse racconta il desiderio di muoversi tra smarrimento e speranza. A chiudere il disco, viene esposta la fotografia di un momento di tristezza immortalata da Rainy Days, cupi giorni di pioggia necessari per vivere al meglio quelli radiosi di sole. Tra atmosfere avvolgenti, a volte eteree, a volte scure, la voce di The Niro si muove sinuosa, delicata e graffiante allo stesso tempo. I testi risultano molto introspettivi, come se fossero parte di una lucida analisi del proprio passato svolta in termini poetici. Così ha spiegato lo stesso Combusti: “Il disco può essere letto sia come viaggio interiore con l’ammissione dei propri limiti, sia come viaggio vero e proprio; il partire senza sapere dove si sta andando ma alla ricerca di qualcosa. Non tutti hanno la forza, la voglia e il coraggio di intraprendere un percorso che ti mette alla prova”. Un percorso pieno di dolore e bellezza, come la vita stessa.

