Che roba è

 

Traduzione di Giovanna Covi, Elisabetta Nones, Milena Rodella

del Laboratorio Nutmeg Princess/Principessa Nocemoscata

 

 

Cos’è sta roba

quella che dicono loro

appena mi vòlto?

 

è un uccello? è un’ape?

è una roba che punge?

 

è una lucertola? è una rana?

è una roba che salta?

 

non mi dire che è una persona?

è un essere come me?

 

che sa camminare? che sa parlare?

che è fatto a mia immagine e tutto il resto?

 

E allora com’è che io sono diventata

minoranza etnica?

 

Sembra un germe.

Sembra un verme.

Sembra una roba

che non passa l’esame

 

minoranza per me in bocca

ha il sapore dell’aceto

etnica sai

mi suona proprio come sporca negra?

e a te non sembra che ti chiamino

serva indiana?

 

 

 

Là in fondo in Sud Africa

l’ Azania che verrà

c’è un po’ di gente bianca

con soldi che non sono proprio suoi

Ma di solito non la chiamiamo etnica

nemmeno quando è minoranza

la minoranza bianca è un regime, lo sai

 

Laggiù ai Caraibi c’è un po’ di gente che è bianca

gli piace far surf e andare a vela e le pianta-

gioni e roba del genere

 

Col sole sulla pelle

e il vento nei capelli

risate che toccano le stelle

nell’aria fresca della notte

 

Ma noi non la chiamiamo etnica!

Non la chiamiamo neanche minoranza,

sai

 

Non è non-nera

è solo affermativa

giusta, OK bianca

 

Così quando vedi gente che distribuisce

le carte e le segna

col proprio segno

 

noi non possiamo fare quella partita

noi come se in quella roba

noi non possiamo chiamarci etnica

 

Non siamo non-bianca

noi siamo solo affermativa, bella

NERA

 

*Merle Collins è nata a Grenada e vive e insegna tra Londra e gli Stati Uniti.  E’ autrice di romanzi, racconti e poesie; la traduzione in originale porta il titolo  “What ding is dat?” ed è tratta dalla raccolta Rotten Pomerack, pubblicata da Virago nel 1995.

 

Le ragioni di una collaborazione

La ragione principale di questa collaborazione tra il laboratorio di traduzione delle letterature caraibiche anglofone e questa rivista sta proprio nella natura dialogica del discorso articolato da Pedagogika: un discorso aperto sempre all’ascolto e alla comprensione, ma soprattutto allo scambio, con le diversità che caratterizzano il nostro sociale e devono sempre più contribuire alla costruzione di un’impostazione pedagogica capace di comunicare attraverso le culture del nostro tempo e possibilmente creare i presupposti per una società più democratica.
Nutmeg Princess/Principessa Nocemoscata porta un nome che desidera sottolineare la colonizzazione dell’area caraibica (le decisioni mondiali sul monopolio della noce moscata a Grenada), la sua bellezza (principessa), la possibilità di recuperarne una storia indipendente e nuova attraverso la narrazione delle donne (Principessa Nocemoscata, come in una fiaba), e infine la volontà di cogliere la sfida della ri-presentazione di questo raccontare in una lingua, come quella italiana, che non abita quei luoghi e deve pertanto anch’essa re-inventarsi per poterli dire (nocemoscata—tutta una parola). Questo laboratorio è nato in seno alla Società Italiana delle Letterate, quindi nel contesto di una tradizione femminista che a nostro avviso è sempre stata caratterizzata dall’ascolto e dalla molteplicità—perché il femminismo non solo non ha mai avuto un manifesto o libro fondatore, ma è anche sempre stato plurale: femminismi, una pluralità che si è manifestata attraverso dialoghi, spaccature, tensioni ma anche profondo arricchimento e un continuo processo di rinnovamento.

Nutmeg Princess/Principessa Nocemoscata si impegna nella diffusione di una cultura tanto importante per la comprensione della realtà odierna nel suo complesso. In un clima di sempre maggiore attenzione per la molteplicità quale elemento vitale di qualsiasi cultura, in una economia globale e in una società che sempre più rischia di venire globalizzata, avvicinarsi a luoghi caratterizzati da una lunga storia di commistioni etnico-culturali permette di entrare in contatto con voci, suoni e colori diversi e invita a trovare parametri nuovi di comprensione della realtà per fare in modo che l’alterità non debba essere concepita quale preda di discriminazione e appropriazione e possa anzi venire detta come diversità anziché alterità.

Questa preoccupazione ci sembra ampiamente condivisa dalla rivista Pedagogika, la cui politica editoriale ha dimostrato di sapersi confrontare con le diversità più difficili, perché più vicine a noi, e quindi di sapere aprire il proprio discorso a sempre diverse e nuove articolazioni per offrire parametri di comprensione della realtà odierna più utili per il nostro pensare. Nutmeg Princess/Principessa Nocemoscata è orgogliosa di poter contribuire a questa apertura e messa in discussione di concetti tradizionali di identità e cultura, è grata a Pedagogika per avere offerto una collaborazione che nel tempo speriamo di contribuire a rendere sempre più significativa per i lettori.

(Giovanna Covi)

 

Nutmeg Princess/Principessa Nocemoscata, Dott. Giovanna Covi — Dipartimento di Scienze Filologiche e Storiche, Università di Trento — Via S. Croce, 65, 38100 TRENTO; e-mail: Giovanna.Covi@lett.unitn.it