Dalla scienza pedagogica alla clinica della formazione

La decisione di organizzare un Convegno scientifico sul pensiero e l’opera di Riccardo Massa nacque nella sua Facoltà di Scienze della formazione e nell’Ateneo della Bicocca poco dopo la sua morte, prematura e improvvisa, il 1° gennaio del 2000. Esprimeva, in quei momenti in cui il dolore e lo smarrimento trovavano faticose vie di espressione e di elaborazione comune e condivisa solo nell’impegno a continuare il suo lavoro di fondazione e di sviluppo della Facoltà di Scienze della formazione che lui aveva fortemente voluto e appassionatamente costruito, il desiderio e la ferma intenzione di ritrovare, raccogliere e pensare insieme il suo pensiero e la sua opera.

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La decisione di organizzare un Convegno scientifico sul pensiero e l’opera di Riccardo Massa nacque nella sua Facoltà di Scienze della formazione e nell’Ateneo della Bicocca poco dopo la sua morte, prematura e improvvisa, il 1° gennaio del 2000. Esprimeva, in quei momenti in cui il dolore e lo smarrimento trovavano faticose vie di espressione e di elaborazione comune e condivisa solo nell’impegno a continuare il suo lavoro di fondazione e di sviluppo della Facoltà di Scienze della formazione che lui aveva fortemente voluto e appassionatamente costruito, il desiderio e la ferma intenzione di ritrovare, raccogliere e pensare insieme il suo pensiero e la sua opera. E di farlo lì, nel luogo in cui la sua “creatività pedagogica” e la sua riflesssione sulla formazione e sulla formazione dei formatori si erano espresse nella sua ultima grande impresa, la creazione della Facoltà.

 

Il desiderio e l’impegno ad organizzare il Convegno si confermavano e crescevano negli amici, nei colleghi, negli allievi con il tempo che passava e ci faceva sempre più misurare la ricchezza e la densità della sua eredità, la fecondità delle sue intuizioni, l’estensione della sua riflessione pedagogica, l’articolazione del suo pensiero. Cresceva ogni volta che il rileggere i suoi scritti ci faceva riincontrare il suo pensiero complesso e mobile ma continuo e coerente nella sua ricerca sull’educazione e la sua struttura e i suoi dispositivi. E ogni volta che, nel nostro lavoro, nell’istituzione che aveva voluto per formare educatori, insegnanti, formatori, ci guidava la sua lucida individuazione della professionalità educativa e delle vie per costruirla. E tutte le volte che, nel raccogliere e continuare le sue imprese, le sue ricerche, riscoprivamo la forza e l’originalità di un pensiero sempre teso e capace di ‘andare oltre’, di indicare nuove sintesi, formulazioni, obiettivi di azione. E cresceva nel trovare negli studenti che lo avevano incontrato i segni della curiosità intellettuale, della voglia di pensare e di capire. E nel trovare sul campo, nei professionisti dell’educazione che avevano lavorato con lui, le tracce di un incontro che non aveva lasciato le cose come prima. Ci motivava e ci sosteneva, nell’impresa di pensare una giornata dedicata a lui, la convinzione che fosse necessario inserire nel rimpianto del suo pensiero, che ci mancava e ci manca sempre, il progetto di un’occasione in cui riaccostarci ad esso, riscoprirne e indagarne lo sviluppo, i nodi critici, gli esiti e le indicazioni, le comprensioni e le consapevolezze che ci fornisce e i percorsi di studio e di ricerca che ci segnala. E ci spingeva la convinzione che fosse urgente immergerci nella comprensione e consapevolezza pedagogica che il suo lavoro di ricerca ci apre e ci permette per proporla ai professionisti, ai ricercatori, agli studiosi dell’educazione e valorizzare e diffondere, oltre che lo spessore e la densità teorica del suo pensiero, anche la sua fecondità e le vie che apre a chi deve e vuole, come professionista dell’educazione, “pensare l’educazione” e le sue pratiche per comprenderle, dirigerle, formarsi.

 

Così nasce il progetto di un Convegno scientifico che ha voluto essere una prima occasione di studio e di riflessione sul pensiero e l’opera di Riccardo Massa: il ripercorrere l’evoluzione del suo pensiero pedagogico e l’esplorare, grazie alle relazioni proposte, i molteplici ambiti, aspetti e forme del suo lavoro di ricerca ci aiuterà a mettere a fuoco tematiche e oggetti di studio specifici, sui quali promuovere in futuro altre iniziative di convegni o di seminari rivolte in particolare ai professionisti dell’educazione e della formazione. Il Convegno ha individuato subito come suoi destinatari privilegiati, oltre ai nostri studenti, tutti i professionisti dell’educazione: pedagogisti, educatori, insegnanti, formatori. E’ all’insieme delle articolazioni delle diverse professionalità educative, a quell'”arcipelago professionale e culturale” – per il quale Riccardo Massa sosteneva l’esigenza di una formazione pedagogica come riflessione culturale ed epistemologica di base comune e trasversale – che si è indirizzato il Convegno, mettendo al centro il suo discorso pedagogico sul dispositivo, sulla struttura specifica, sulle componenti strutturali, sulle dinamiche e i significati dei processi educativi e formativi.

 

Il titolo del Convegno “Dalla scienza pedagogica alla clinica della formazione”, riprende da un suo testo la definizione di un itinerario che ci sembra potente ed efficace nell’esprimere e racchiudere, in un orizzonte di significato complessivo, tutta la ricerca di Riccardo Massa: dalla rivendicazione dello specifico pedagogico e di una scienza che ne costruisca ed elabori il peculiare sapere, alla costruzione di un approccio originale di ricerca pedagogica, empirica e teorica, e di intervento per la formazione dei formatori. Con questo titolo abbiamo voluto alludere e anticipare il suo impegno ad affermare e studiare la specificità della dimensione pedagogica nei processi educativi, ad indagarne la struttura e le implicazioni, ad andare oltre e dentro gli eventi, le relazioni manifeste, le tecniche, i progetti, gli atti dell’educazione, per individuare la struttura latente e gli impliciti cognitivi-affettivi dell’esperienza e dell’evento educativo, gli intrecci costitutivi e fondanti di vita e formazione, di esperienza personale e professionale, e per ricavare da questo approccio clinico una prospettiva di nuovo sapere della pedagogia, di nuova razionalità pedagogica, di nuovi percorsi di elaborazione e formazione della competenza educativa.

 

All’interno dell’itinerario a cui il titolo del Convegno rimanda, abbiamo voluto ritagliare e indicare dei luoghi specifici, degli aspetti emergenti e delle particolari accentuazioni e declinazioni del pensiero e dell’opera di Riccardo Massa, e abbiamo chiesto, a chi più ha condiviso e seguito questi aspetti della sua attività, di proporcene una lettura e una riflessione.

 

Così abbiamo
chiesto a Piero Bertolini di ricostruire l’avventura pedagogica di Riccardo Massa, pensando proprio a quell’accezione di avventura, che Massa stesso ci ha proposto, che rimanda alla vicenda complessiva, al romanzo personale di formazione, di vita, di professionalità, di ricerca teorica e di esperienza vissuta e a tutti i loro intrecci, e a ciò che questi producono in termini di capacità di spingere sempre oltre la capacità di esplorare, indagare e illuminare il proprio territorio di scoperta e di lavoro.

 

E abbiamo invitato Alberto Granese ad aiutarci a capire la proposta di Riccardo Massa di una pedagogia che sia riflessione critica sull’educazione, e sviluppi un sapere autonomo e scientifico sull’educare, sui significati, i dispositivi, le strutture, i fini dell’accadere educativo.

 

Con il contributo di Franco Cambi la riflessione si è spostata sul rapporto tra pedagogia e filosofia dell’educazione, definito e vissuto da Riccardo Massa come rapporto di coincidenza, ed espresso nell’auspicio che chi studia e pratica professionalmente l’educazione sviluppi la capacità di “essere filosofo nel rapporto con gli altri, con se stesso, col proprio sapere, le proprie pratiche”.

 

Al contributo di Angelo Franza abbiamo chiesto di illustrare, da coprotagonista di questo percorso di ricerca, la nascita e il significato della Clinica della formazione, uno degli approdi più originali e preziosi del lavoro di Riccardo Massa, in cui l’atteggiamento clinico è assunto come posizione privilegiata per osservare, comprendere, riconoscere, nominare le strutture interne del fatto educativo, e garantisce quello sguardo critico ed ermeneutico sull’educazione che fonda un nuovo sapere a partire dall’esperienza.

 

Con l’intervento di Franco Frabboni ci siamo voluti accostare al pensiero di Riccardo Massa sull’istituzione scuola, e alla sua proposta radicale di “Cambiare la scuola”, non nel senso riduttivo di migliorarne e accrescerne solo la capacità e l’efficacia didattica, progettuale e organizzativa, ma nel senso di ripensare la sua “forma”: l’intreccio di organizzazione, cognitivo, affettivo, setting, relazioni, materialità, significato simbolico, progettualità, riti e modelli che la istituiscono.

 

A Livia Pomodoro il compito di parlarci dell’impegno di Massa nella ricerca pedagogica su grandi tematiche di rilevanza sociale fondamentale come la marginalità, l’adolescenza, la formazione dei formatori, il percorso di formazione dei giovani, svolta in collaborazione con il Centro di Prevenzione e Difesa sociale di Milano, in cui il suo pensiero sull’educazione diviene impegno di ricerca-intervento, produttivo di nuove consapevolezze e indirizzi nella politica sociale degli interventi educativi e formativi.

 

Poiché l’attività e l’impegno di Riccardo Massa non fu mai chiuso solo dentro all’Università, ma dialogò sempre con istituzioni, enti, associazioni impegnati nell’educazione a diversi livelli, abbiamo chiesto a quei luoghi dove massimamente si espresse il suo impegno, e che furono con lui protagonisti e promotori di iniziative formative, di collaborare e di essere con noi nell’organizzare il Convegno: sono la Direzione Regionale del Ministero della Pubblica Istruzione, l’IRRE della Lombardia, il Centro di iniziativa democratica degli insegnanti di Milano, L’Istituto di ricerca IARD di Milano, il Centro nazionale di prevenzione e difesa sociale.

 

E poiché la ricaduta del pensiero di Riccardo Massa sulla scuola, sulle realtà educative del territorio, sulla formazione dei formatori, sulla didattica universitaria, è stata continua, intensa e fecondissima, abbiamo chiesto ad alcuni testimoni privilegiati di portare la loro testimonianza, che, come tutti i discorsi del Convegno, ci aiuta a ricostruire, nell’intreccio della sua passione per l’educazione, del suo rigoroso e denso pensiero, del suo vivere la realtà educativa e riflettervi pedagogicamente, del circolo continuo tra le pratiche e la loro teorizzazione, tra il chinarsi sullo specifico, il locale, dell’evento educativo e l’allontanarsene per costruirvi ipotesi e costrutti di comprensione di più alta generalità, il significato e il valore dell’eredità scientifica di Riccardo Massa.

*Docente di Psicopedagogia del linguaggio

Università degli Studi Milano-Bicocca

 

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