Editoriale

Se, come afferma Elisabeth Badinter nel suo L’amour en plus,  “non amare i figli è diventato un crimine imperdonabile”, occorre che la società nel suo insieme ripercorra la storia della cultura dell’infanzia con uno sguardo attento alle diverse tappe che, almeno per l’occidente, dal medioevo in poi, ne hanno marcato l’evoluzione. Nel suo articolo, Anna Oliverio Ferraris, ci accompagna alla graduale scoperta  dei molteplici fattori che ci hanno portato all’attuale concezione dell’infanzia e del bambino. Il bambino di oggi, diventato il “bambino re”, non sembra ancora del tutto “ascoltato”, almeno secondo Marcello Bernardi, pediatra di più generazioni: è un bambino poco ascoltato, uno status symbol, da “lucidare” e “mostrare”, lanciato nel mercato dei media  per essere riempito, e non  aiutato ad essere quello che è. L’azione  educativa di genitori consapevoli, passa attraverso l’attenzione e la sollecitudine con la quale si occupano del loro figlio,  rimettendo soprattutto al centro delle relazioni la diade madre-figlio, riducendo il rischio dello scollamento che, nelle situazioni patologiche, fa “precipitare” dalla mente dei genitori il bambino. Si parla, in questo numero, di  tale azione ed ancora ci sono contributi che

testimoniano  dell’impegno profuso nei laboratori creativi, dove i giochi del “fare finta”e le letture  emozionanti, capaci di sprigionare paure e fantasie, rappresentano luoghi nei quali l’infanzia può trovare spazio ed opportunità di raccontarsi. La capacità di interrogare l’infanzia, attraverso un lavoro di osservazione discreto e competente, sembra essere la sfida dei prossimi anni per genitori ed educatori. Noi di Pedagogika.it saremo presenti e cercheremo di fare la nostra parte anche attraverso l’avvio, su internet, dei forum di discussione sull’infanzia, sull’adolescenza, sull’autobiografia e su altri temi sui quali aspettiamo il contributo dei nostri collaboratori e dei nostri lettori.

Igor Guida