Editoriale

Abbiamo cominciato a lavorare a questo numero in tempi antecedenti all’inizio della campagna elettorale e avevamo in programma di uscire, con ragionevole tempestività, entro la fine dell’anno scolastico con un dossier dedicato al riordino dei cicli. Francamente non pensavamo che saremmo stati costretti, dopo il 13 Maggio, a riconsiderare l’opportunità di parlare di qualcosa che pare debba essere bloccato, sospeso e, comunque, stravolto. Siamo arrivati alla conclusione che fermare la riforma della scuola è un’operazione antistorica che nessun governo, per nuovo che sia, può permettersi di fare. Certo, si tratterà di vedere che cosa ci metteranno dentro d’altro e di diverso! Certo non è questo il momento di abbassare la guardia: questo è il momento di sostenere ed incentivare il dibattito, perché il sistema formativo non può essere materia da trattare nel chiuso dei tavoli ministeriali… Insegnanti, formatori, amministratori, dirigenti scolastici e degli enti locali, genitori e studenti, tutti hanno da dare dei contributi e cercheremo di dare voce a quanti più possibile. Nelle pagine che seguono abbiamo cominciato a dare spazio ad alcuni rappresentanti del mondo accademico, ad un preside, al Cidi, al Coordinamento dei genitori democratici. Riportiamo poi una testimonianza in memoria di Riccardo Massa ed un contributo sui servizi per l’infanzia; seguono i servizi sulla pedagogia dell’errore e sulla genitorialità e le consuete rubriche di recensioni bibliografiche.

Igor Guida

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