Editoriale

L’acutizzarsi dello scontro mediatico e politico (?) in ordine alla necessità di fare giustizia di talune rimozioni su fatti avvenuti nell’immediato dopoguerra non poteva lasciarci indifferenti, né poteva trovarci a cavallo di improbabili “bipartizanerie”.

Tanto più se il nostro pensiero di gente che, per professione o personale propensione,  si occupa di scuola, educazione, formazione, viene, in questi giorni, messo pesantemente in discussione da scriteriate politiche ministeriali che ci riportano indietro di decenni.

Non ci interessa più di tanto entrare in un angusto dibattito sulla conta dei morti imputabili, alla cosiddetta (e non da tutti) “guerra civile” alla quale si vuole ridurre la Resistenza.

Ci preme, con il breve dossier “educazione e valori” che presentiamo in questo numero, fare una semplice opera di testimonianza, dare spazio alle riflessioni di chi nella struttura fondante di un’educazione democratica trova necessario evidenziare il sistema valoriale di riferimento rappresentato dalla Costituzione, dalla sua origine, dalla sua lungimiranza.

Richiamare l’attualità di un Calamandrei non ci pare operazione archeologica ma doverosa azione di presenza civile: pensiamo che anche così si preservi un futuro dignitoso alle nuove generazioni.

Le altre azioni che ci vedono impegnati come redazione di Pedagogika.it sono la partecipazione a due convegni di cui riferiamo nella seconda parte di questo numero: uno sulla riforma della scuola con il Centro Elica e il comune di Cinisello Balsamo ed uno sul “Bambino sregolato” nell’ambito del XV° incontro internazionale di Castiglioncello.

A questo nostro sforzo di presenza qualificata su temi di rilevanza pedagogica e civile è riconducibile la scelta di aumentare la tiratura di questo numero, anche se questo ha comportato una veste grafica ancora più sobria e meno “colorata” degli scorsi anni.

Maria Piacente

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