Editoriale

Cari lettori,

qualcosa è cambiato, ve ne siete già accorti, vero? Abbiamo indossato un abito nuovo. Sotto ci siamo sempre noi, un pò più numerosi, alcuni  giovanissimi, altri un pò più invecchiati, tutti ancora appassionati e  pieni di ardore, sempre alle prese con lo “Stare al mondo”. Uno stare al mondo, per dirla col filosofo Salvatore Natoli, sempre piu’ complesso.

Un’arte difficile, che interroga inquietudini e vorrebbe trovare certezze, tentata di ripescarne qualcuna delle vecchie e di cercarne di  nuove… Nessuno vuole farsi cogliere all’improvviso dall’imprevisto che viene da tanti nuovi saperi.

Forse di notte, nella calma e più vicini al silenzio, fantastichiamo di  diventare “giovani leoni”. Ma all’alba il coraggio svanisce come neve  al sole e allora… si è tentati di dire: “Sto”, come nel gioco del “Sette e mezzo”.

Ma se, come noi pensiamo,  è ormai improcrastinabile trovare nuovi orizzonti di senso, occorre fare uno sforzo e ormai, davvero,  pensare che quel passo lì, proprio quello, tocca a noi farlo.

Ritrovarsi come “The dreamers”, i sognatori di quei beati anni cui oggi, ancora, tocca dare l’esempio e, se possibile, trovare nuove passioni.   La nostra passione,  ci ha condotto a esplorare meglio il nostro laghetto, per trovare altri indotti, altri sbocchi. In poche parole, ci siamo interrogati e, stavo per dire, ci siamo rinnovati, e invece dico:  ci siamo trasformati, nel senso che è accaduto qualcosa tra noi . E’ avvenuta  una sorta di osmosi,  una specie di contaminazione, per usare un termine caro ai  sostenitori dell’approccio multiculturale, una  sorta di matrimonio laico, un PACS, che ha risvegliato tutti i sensi, una febbre i cui brividi  hanno percorso tutta la redazione, grafici compresi. Anzi soprattutto loro. Una corsa per arrivare in tempo che ci ha  visti insieme tante ore e tanti giorni. Un serrato confronto tra il nostro ‘storico’ Art Director Raul Jannone, e il nostro ‘storico’ illustratore Davide Tatti. Due tratti così diversi e però così necessari. Abbiamo co-costruito, insieme con loro, questa veste grafica nuova che, in certo modo, crediamo finirà con l’influenzare anche i contenuti. Ma fondamentale, come punto di riferimento, è stato il ‘giudizio’ dei nostri lettori che già negli scorsi mesi avevamo avuto modo di ascoltare, avviando un fruttuoso dialogo intorno alla leggibilità della rivista ed alla scelta dei temi da proporre.  Il fatto, poi, che questo sia il decimo anno di pubblicazione ci ha spinto, ancor di più, a stringere i tempi della trasformazione. In queste circostanze una ‘vera signora’ deve sempre rispetto ai suoi ospiti, amici, compagni, visitatori,  adoperandosi al meglio. I festeggiamenti di questo decennale, quindi, avverranno in concomitanza con il XVI° Incontro Internazionale di Castiglioncello.

Pedagogika.it, che in questi anni si è occupata spesso dell’infanzia e dei bambini, avrà un ampio spazio a disposizione nei  giardini del Castello dei Pasquini. Giardini silenziosi e soleggiati che guardano il mare. Fermarsi un po lì, per poterlo ammirare e confrontarsi tra chi sulla rivista scrive e chi la legge.

Che la crisalide stia divenendo farfalla? A proposito, ve la ricordate la farfalla sulla Kappa di Pedagogika.it? Non c’è più… Sta solo volando più in alto.

Maria Piacente