I semi della convivenza

Un progetto formativo per cittadini del mondo

Fratelli dell’uomo: nati per cooperare

Fratelli dell’uomo, organizzazione non governativa di cooperazione internazionale, nata in Francia nel 1963, è ora presente anche in Belgio, Lussemburgo e Italia. Nell’ottica della cooperazione e dello scambio opera in Asia, America Latina, Africa con partner locali (gruppi e associazioni di base) per combattere ingiustizia, sfruttamento, pregiudizi per la crescita della coscienza civile e per la conquista dei fondamentali diritti umani. Il modello di cooperazione proposto da Fratelli dell’uomo, oltre a ripudiare ogni forma di “colonialismo” ideologico e culturale,  valorizza le esperienze significative dei partner del Sud nella ricerca di modelli alternativi di economia e di convivenza.

Cooperare nel Sud, agire nel Nord del mondo

L’azione al Nord si focalizza sull’incentivare “reti virtuose” di cooperazione decentrata che vedano come protagonisti enti e istituzioni locali, nel far conoscere situazioni emblematiche del Sud, nella sensibilizzazione della cittadinanza ai temi del “malsviluppo” per promuovere protagonismo e partecipazione dal basso  e nelle proposte formative rivolte al territorio e alle scuole.

Solo con un profondo cambiamento di mentalità, di atteggiamenti e di comportamenti nelle nostre società  è possibile l’avvio di modelli di sviluppo diversi che non implichino necessariamente lo sfruttamento e il degrado di altre aree del pianeta in una dimensione di “guerra infinita”. Modelli predatori di sviluppo e di consumo, inoltre, riproducono anche nel Nord aree di emarginazione e di povertà, creano sistemi di esasperata competitività, degradando la coscienza civile.

Un progetto ventennale per cittadini del pianeta. Il progetto educativo e culturale nel Nord di Fratelli dell’uomo è l’interfaccia di una azione nel sud del mondo che non voglia essere né assistenziale né emergenziale. Ha come scopo la formazione di cittadini “globali”, coscienti della interdipendenza fra tutti gli esseri umani, informati sulle problematiche legate agli squilibri Nord/Sud, capaci di confronto con altre culture, di scambio con le diversità e di gestione non violenta dei conflitti. Fratelli dell’uomo da quasi vent’anni si rivolge alle scuole di ogni ordine e grado con una proposta articolata (percorsi di formazione, laboratori, ricerche-azione, seminari, assistenza ai POF e ai piani di studio personalizzati, progetti di mediazione culturale) rivolta sia a docenti sia a studenti, in grado di coprire tutto il terreno delle “nuove educazioni” (allo sviluppo, all’intercultura, all’ambiente, ai diritti, alla pace) intese come domande intorno a problemi emergenti
del mondo cui i saperi, i saper fare e i saper essere debbono dare risposte.

Una scuola autonoma e solidale

Questa proposta, pur mantenendo costanti i valori di riferimento (coesistenza, condivisione, corresponsabilità), si trasforma in funzione dei nuovi bisogni che emergono dalla scuola e dalla società e per colmare “ vuoti” significativi dei progetti di riforma. La scuola dell’ “autonomia” ha le potenzialità per aprirsi al territorio, tuttavia non sempre le esplica vivendo in una dimensione autoreferenziale e proponendo  saperi che rispondono a paradigmi superati. Inoltre le linee formative della riforma Moratti, pur ponendo l’accento sull’educazione alla convivenza, non ne precisano e non ne contestualizzano i significati e non sviluppano la dimensione mondiale dell’identità e della cittadinanza, limitandosi a quella locale, nazionale e europea. Infine, pur in presenza di una società e soprattutto di una scuola sempre più multiculturali, la riduzione di ambiti, figure e progetti adeguati, rende più difficile un cammino interculturale già di per sé accidentato e complesso.Mentre il multiculturale è un dato di fatto, la dimensione interculturale richiede la volontà specifica di gettare un ponte tra culture, di affrontare gli incidenti interculturali, di trovare nuove cornici di valori condivisi. In questa prospettiva tutti si mettono in relazione e si trasformano trasformando. La scuola è il primo banco di prova perché vi transitano tutti  i futuri cittadini e può essere un moltiplicatore di iniziative perché oltre agli allievi raggiunge tutti i genitori e può così inseminare il territorio di buone pratiche.

Una proposta fuori moda ma sempre attuale

Si tratta di un percorso complesso e lungo, con tempi che non prevedono scorciatoie; in questi anni  sia nella scuola sia nella società vi sono stati esempi positivi non tradotti in modelli generalizzabili e generalizzati. Oggi, per ragioni politiche, istituzionali e sociali, c’è la possibilità concreta di un arretramento che rischia di vanificare anche l’esperienza maturata. La scuola fa i conti con  la “povertà istituzionale” ed è costretta a destinare i pochi fondi alle “emergenze funzionali”; gli insegnanti sono stanchi e demotivati; nella società e nei paesi soffiano venti favorevoli a trasformare le diversità culturali in scontri di civiltà. Perciò è tanto più necessario, ora che non è più così “di moda” come negli anni scorsi, che le associazioni di cooperazione con il Sud del mondo abbiano un progetto anche per il Nord. E’ con questo spirito che ogni anno Fratelli dell’uomo ripropone, ripensato e arricchito, il suo progetto.

*Responsabile Settore Educazione allo Sviluppo di Fratelli dell’uomo

Author