Il centro di Aggregazione Territoriale della zona ovest di Pavia

Intervista all’Assessore E. Gatti in occasione del convegno-seminario “L’età incerta, riflessioni sull’adolescenza”

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Assessore, può dirci in maniera abbastanza sintetica cos’è “Città in gioco”?
“Città in gioco” è il nome del Piano Territoriale d’Intervento Per L’Infanzia e L’Adolescenza che l’Amministrazione Comunale di Pavia ha realizzato in collaborazione con l’ASL, il Provveditorato agli Studi di Pavia e le organizzazioni del Privato Sociale per l’attuazione della Legge 285/97, conosciuta anche come Legge Turco.

So che il Piano si articola in vari punti …
E’ vero, “Città in gioco”sviluppa e specifica i contenuti di quattro articoli della Legge Turco: “Promozione dei diritti e delle opportunità”(art.7); “Servizi ricreativi ed educativi per il tempo libero” (art. 6); “Servizi di sostegno alla relazione adulto-bambino”(art. 4); “Sperimentazione di servizi innovativi per la prima infanzia” (art. 5).

Ciò di cui ci interessa parlare in questa sede sono i servizi rivolti ai preadolescenti e agli adolescenti. Quale parte del Piano si occupa in particolare di questa fascia di età?
Vorrei iniziare a risponderle sottolineando che buona parte degli obiettivi generali del Piano tengono conto proprio della condizione, dei bisogni e delle esigenze del cosiddetto mondo giovanile e quindi dei servizi ad esso rivolti. Al di là di questa considerazione generale, e per rispondere in modo più preciso alla sua domanda, la parte del Piano che riguarda i preadolescenti e gli adolescenti è quella che si rifà all’articolo 6 della Legge: “Servizi ricreativi ed educativi per il tempo libero?. In essa sono contenuti i progetti che riguardano il Centro di Aggregazione Territoriale, il Centro di Aggregazione in Ambito Scolastico e quello su Sport e Educazione.

Nello specifico, possiamo parlare del Centro di Aggregazione Territoriale?
Il Centro usufruisce degli spazi della ex scuola elementare Don Minzoni di via Chiozzo nel quartiere Pavia Ovest. Fondamentalmente, sono tre i fattori che hanno determinato questa ubicazione territoriale: 1) il quartiere è un’area a rischio di disagio minorile; 2) alcune proposte avanzate dagli studenti dell’Istituto “Volta” nel corso della seduta del Consiglio Comunale Aperto del maggio 1998; l’esistenza di esperienze socio-assistenziali e culturali, di progetti specifici come il Progetto Comes e di una rete di risorse da valorizzare e potenziare.
Il servizio si rivolgerà principalmente agli studenti iscritti alle scuole medie superiori cittadine.
Sarà articolato per attività di laboratorio, attuate in rete con altre realtà scolastiche. L’offerta culturale e formativa ovviamente avverrà in orario sia scolastico che pomeridiano e quindi post-scolastico.

Cosa sarà il Centro?
Il Centro sarà luogo di incontro e socializzazione, luogo di ricreazione, luogo di promozione di attività e eventi socioculturali, nonché luogo di arricchimento e produzione culturale.

Si sa
che l’istituzione di questi servizi prevede alcune fasi e una tempistica. Quali sono, in questo senso, le coordinate del vostro progetto?

Il nostro progetto prevede due fasi. La prima, che si svilupperà nel corso del 1999, prevede la rilevazione dei bisogni dei ragazzi e la formazione degli operatori, un programma di incontri nelle scuole e sul territorio e, infine, un’azione di informazione e pubblicizzazione, con progettazione da parte dei ragazzi degli spazi del Centro e delle attrezzature necessarie.
La seconda fase, che si concluderà nel 2000, è una fase, diciamo così, di definizione e consolidamento del servizio. E’ prevista tutta una serie di operazioni, che vanno dalla definizione dei contenuti e delle metodologie di lavoro, delle modalità di raccordo col territorio, all’allestimento degli spazi e delle sale attrezzate per arrivare alla verifica e valutazione dei risultati delle risposte attivate, del programma di lavoro realizzato e così via.


Assessore, può allora descrivere sinteticamente le azioni necessarie all’apertura e all’attivazione del Centro nel corso del triennio?
Certo. Dopo la fase di rilevazione dei bisogni, si tratta di organizzare la gestione e l’accordo programmatico tra le agenzie che partecipano alle attività di predisporre degli spazi attrezzati come una sala multimediale, uno spazio musica e un atelier espressivo; organizzare laboratori con animatori e attivare un servizio per l’ascolto, l’accompagnamento e l’orientamento, i colloqui individuali, gli incontri e gli approfondimenti di gruppo.

E per quanto riguarda il personale del Centro?
E’ prevista un’equipe di educatori, con un rapporto di 1 a 15, messi a disposizione dal Comune. Inoltre il Centro si avvarrà di consulenze specifiche in relazione al programma di attività ed ai bisogni più rilevanti, di animatori ed esperti per i laboratori, di interventi di uno psicologo e di un assistente sociale “forniti”dalla ASL.

Infine una domanda sulle prospettive di collegamento del servizio, della sua interazione e messa in rete.
Il Centro di Aggregazione sarà punto di riferimento per il territorio e dunque aperto al concorso e alla collaborazione con le agenzie socioeducative, le associazioni culturali, il volontariato, le società sportive. Si stabiliranno inoltre rapporti coordinati con lo Sportello Informagiovani e forme di collegamento tra le esperienze di aggregazione formali ed informali, sia nell’area cittadina che sul territorio della Provincia.

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