Interculturalità  come …

 

Percorsi di integrazione e supporto educativo in un progetto della Legge 285/97.

 

 

Premessa

Il contesto in esame (Cerro Maggiore, Dairago, Legnano, S. Giorgio su Legnano, S. Vittore Olona, Rescaldina, nella Provincia di Milano), è caratterizzato da un’omogeneità del territorio formato da comuni piccoli (6000-13000 abitanti) e da un comune più grande di oltre 50.000 abitanti, ma con una  storia simile di servizi sociali in relazione alle tipologie di intervento. Negli ultimi anni, il fenomeno dei minori a rischio di emarginazione si è reso sempre più evidente anche nei contesti urbani delle piccole cittadine di provincia, accompagnato dall’altrettanto evidente pericolo di notevoli costi sociali, là dove vengano a mancare interventi specifici di prevenzione. A questo bisogna aggiungere il crescente fenomeno dell’immigrazione extracomunitaria, che porta con sé il grosso problema dell’accoglienza e dell’integrazione, nella realtà sociale e scolastica, di minori provenienti da contesti socioculturali lontani dai nostri.

 

Il Progetto

Il progetto nasce dall’idea di costituire un servizio sovraterritoriale di supporto educativo e di integrazione al quale affiancare un intervento di promozione della cultura del rispetto della diversità e dell’educazione alla mondialità da proporre alle scuole del territorio. Il servizio e l’intervento sono rivolti soprattutto alla fascia della scolarità (6-14 anni) ed hanno lo scopo di affrontare e prevenire le problematiche del disagio minorile nonché di favorire il processo di integrazione di minori stranieri nelle scuole che li accolgono, razionalizzando, nello spirito della 285, le risorse già esistenti sul territorio dei comuni interessati (come Comune capofila del progetto è stato scelto il Comune di Rescaldina).

In particolare il progetto si propone di attivare due interventi specifici:

 

1) Un supporto educativo individuale per minori italiani e stranieri a rischio di emarginazione e di disagio con particolare attenzione alle problematiche dell’inserimento e dell’integrazione sociale e scolastica.

 

2) Una promozione di interventi specifici nelle scuole sul tema dell’educazione alla mondialità e delle grandi questioni legate allo sviluppo del pianeta e dei rapporti nord‑ sud in collaborazione con Associazioni o Organizzazioni che operano nel settore, che da anni hanno prodotto sperimentazioni didattiche per ogni fascia d’età.

 

Riteniamo che la vera novità e specificità del progetto stia proprio nell’attenzione alle problematiche dell’accoglienza dei bambini stranieri, una questione che sul nostro territorio sta assumendo dimensioni sempre più consistenti.

 

In effetti la presenza di un sempre maggior numero di bambini stranieri, apre tutta una serie di nuove problematiche a cui gli operatori sociali e scolastici spesso si trovano impreparati.

 

L’idea di fondo da cui partire per lavorare in questo ambito è quella di concepire le differenze culturali e linguistiche dei minori non come un problema ma come una risorsa da “spendere” in positivo per tutta la comunità minorile.

 

E’ questo un lavoro complesso, talvolta delicato, ma che se compiuto con adeguati strumenti può assumere un carattere di ricchezza per tutta la comunità, anche alla luce di quella che dobbiamo aspettarci essere la società del futuro, una società multietnica e multirazziale.

 

L’intervento più consistente viene previsto all’interno delle scuole dell’obbligo che ospitano bambini stranieri, un ambito che ben si presta a valorizzare queste “ presenze” attraverso percorsi didattici specifici. E’ chiaro che si dovrà affrontare contestualmente anche la questione linguistica che spesso, almeno nella prima fase dell’inserimento,
resta un problema di una certa entità. Per questo si prevede l’impiego di personale adeguatamente preparato anche con una sufficiente competenza linguistica.

Appare evidente che il problema della formazione di tale personale è una questione di non poco conto, poiché, per quel che risulta, resta molto da fare sotto questo profilo.

 

A fianco dell’intervento all’interno delle scuole si prevedono anche interventi sul territorio volti alla valorizzazione di culture diverse.

Diventa allora utile pensare all’organizzazione di feste, di momenti ludici, ricreativi e culturali nei quali coinvolgere le persone straniere, magari utilizzando anche spazi aperti presenti nei vari comuni (a titolo esemplificativo si pensi a parchi, piazze o sale espositive).

 

Alla luce di queste precisazioni, le finalità principali che si propone di raggiungere il progetto possono essere così sintetizzate:

– sostenere e supportare il minore e il suo nucleo familiare d’origine per attivare un processo educativo coerente;

‑ favorire il processo di apprendimento e di integrazione dei minori;

‑ attivare tutte le risorse che fanno parte del mondo vitale del minore per formulare un intervento educativo integrato;

‑ inserire nel tessuto sociale e culturale i minori stranieri provenienti da famiglie con difficoltà di integrazione;

‑ stimolare i bambini/e e ragazzi/e delle scuole sui temi delle differenze culturali e della multirazzialità.

Modalità di attivazione

del servizio

Il Servizio prevede la costituzione di un’équipe sovraterritoriale di operatori che, in collaborazione con i servizi sociali locali, attiva risorse di supporto a minori a rischio di emarginazione e con difficoltà di integrazione e risorse volte a formulare dei micro progetti nelle scuole sul tema dell’educazione alla mondialità.

In particolare l’équipe da una parte si dovrebbe occupare di seguire situazioni segnalate dai servizi, anche attraverso progetti individualizzati e utilizzando supporti e strumenti quali l’affido giornaliero o temporaneo del minore o l’inserimento in un centro diurno di accoglienza e centri di aggregazione. Si tratta di interventi che potremmo definire in linea con la bozza degli indirizzi generali del secondo piano socio‑assistenziale, di assistenza domiciliare dei minori. E’ chiaro che quest’intervento assume, a seconda dei casi, una connotazione più nettamente preventiva o riparativa: in effetti in alcuni casi siamo di fronte alla necessità di prevenire il disagio, soprattutto se le situazioni a

rischio sono individuate per tempo, mentre in altri casi si dovrà operare sul versante della riparazione. Per la verità, talora, è molto difficile distinguere nettamente i due livelli, soprattutto in ambito minorile. Tali interventi assumono, comunque, la valenza di interventi «ponte» tra i minori a rischio di emarginazione, la loro famiglia e il territorio. Per quanto riguarda i minori stranieri in difficoltà di integrazione, là dove risulta necessario, si ritiene opportuno poter contare sulla figura del mediatore interculturale, in grado di seguire, con più competenza, le problematiche di inserimento scolastico e, più in generale, sociale.

La stessa équipe dovrà poi, dall’altra parte, attivare micro‑progetti di educazione alla mondialità, utilizzando una consulenza di associazioni specifiche che operano nel settore e coinvolgendo le scuole del territorio al fine di proporre percorsi didattici finalizzati. E’ chiaro che questo tipo di intervento sarà possibile solo nella misura in cui gli operatori scolastici mostrino un certo interesse per un simile intervento. Risulta, peraltro, evidente che tali progetti di educazione alla mondialità mirano a promuovere atteggiamenti aperti al pluralismo culturale, oltre ad essere ottimi strumenti per valorizzare i minori stranieri e le loro famiglie.

Metodologie e principali interlocutori del progetto

Il progetto, a livello sovraterritoriale, deve necessariamente essere realizzato attraverso la metodologia dell’intervento di rete. Diventa, cioè, fondamentale riuscire a coinvolgere tutti i servizi che, a livello diverso, sono di  supporto e di educazione del minore e di promozione di una cultura dell’integrazione.

 

Per questo è fondamentale che i gruppi di lavoro costituiti in base al progetto, entrino in contatto e collaborino con l’Ufficio Minori, le Scuole, il Tribunale dei Minori, l’ASL, i servizi sociali comunali, i Centri che si interessano di mediazione interculturale, le consulte del volontariato, i Consultori del territorio, le Associazioni di volontariato che si interessano di minori e di educazione alla mondialità, le associazioni sportive o ricreative, le agenzie del tempo libero che, a diverso titolo e in modo diverso, interagiscono con il minore in difficoltà. Questo difficile lavoro di rete presuppone una capacità costante di utilizzare informazioni, risorse al fine di poter attivare interventi adeguati alle situazioni di bisogno del territorio.

 

Le risorse necessarie

Le risorse necessarie per far funzionare il progetto sono di due tipi: da una parte quelle che si riferiscono al personale e dall’altra quelle che riguardano le attrezzature e le strutture.

 

Per quel che concerne il personale si ritiene di dover contare sulla presenza delle seguenti figure di operatori:

‑ Coordinatore del progetto: in possesso di una buona esperienza di coordinamento in particolare nel settore dei minori, figura necessaria per raccordare da una parte i diversi livelli d’intervento e dall’altra gli operatori con i vari servizi coinvolti.

‑ Educatore: in grado di avere una particolare esperienza nel campo minorile.

‑ Animatore: che abbia sviluppato nella sua professionalità degli interventi specifici coi bambini/ragazzi delle scuole.

‑ Mediatore culturale: una figura di operatore piuttosto nuova che ha il compito di intervenire là dove ci sono minori stranieri con difficoltà di integrazione ed inserimento a causa di problemi di comprensione linguistica e di apprendimento scolastico. Si privilegiano figure che abbiano maturato una certa esperienza nel campo, preferendo coloro che abbiano una qualche conoscenza delle lingue e delle culture dei paesi di provenienza dei minori stranieri presenti sul territorio.

‑ Pedagogista: una figura che possa operare all’interno delle varie scuole con compiti di monitoraggio e prevenzione del disagio minorile. Si ritiene anche di poter contare sulla sua professionalità nell’attivazione di progetti individualizzati e nella programmazione delle attività di sostegno al minore svantaggiato.

‑ Consulente: per la programmazione degli interventi didattici di educazione alla multiculturalità nelle scuole (Associazione specifica, ONG).

 

Per quanto riguarda le attrezzature e la sede, si ritiene che i vari comuni aderenti al progetto potranno mettere a disposizione una sede idonea e tutti gli strumenti necessari (Telefono, Computer ecc..) per condurre l’intervento complessivo attingendo dal patrimonio di risorse già disponibile.

In effetti ciò che “serve” per dare gambe al progetto sono attrezzature già disponibili all’interno delle varie amministrazioni comunali che diventa utile razionalizzare al fine di contenere la spesa.

Verifiche

E’ fondamentale prevedere costanti momenti di verifica del progetto, che siano anche momenti che permettano a tutti gli enti coinvolti di conoscere il livello degli interventi e dei risultati raggiunti.

Le verifiche dovranno essere effettuate a due livelli:

‑ da una parte un costante monitoraggio sull’andamento del progetto globale, con particolare attenzione ai risultati ottenuti negli interventi di mediazione interculturale attuati nelle varie scuole;

‑ dall’altra
una verifica semestrale specifica relativa ai vari casi seguiti, in cui valutare l’andamento del supporto educativo individuale, attraverso lo strumento della cartella individuale costruita ed aggiornata dall’educatore che ha preso in carico il soggetto minore, utile al servizio sociale comunale per aggiornare l’andamento del progetto d’intervento.

 

Inoltre si prevede un incontro almeno semestrale tra tutti gli operatori del progetto e i referenti dei vari servizi sociali comunali e degli altri enti coinvolti.

Risulta chiaro che si dovranno identificare poi degli indicatori specifici in grado di permettere una puntuale valutazione dei risultati del progetto. A titolo esemplificativo si possono citare i seguenti strumenti:

‑ andamento scolastico;

‑ scheda individuale costantemente aggiornata dei minori presi in carico

‑ livello di apprendimento ed integrazione raggiunto.

 

 

* Responsabile del progetto