Introduzione – Società e valori

Siamo in un’epoca di grandi e repentini cambiamenti, il mutare delle condizioni complessive del nostro Paese, come di buona parte dell’Europa, ci impone di rivedere l’insieme dei nostri comportamenti individuali e collettivi e ci spinge a riflettere su ciò che non funziona nella nostra società, sulla perdita di valori che si ritenevano acquisiti.

Società e valori

Siamo in un’epoca di grandi e repentini cambiamenti, il mutare delle condizioni complessive del nostro Paese, come di buona parte dell’Europa, ci impone di rivedere l’insieme dei nostri comportamenti individuali e collettivi e ci spinge a riflettere su ciò che non funziona nella nostra società, sulla perdita di valori che si ritenevano acquisiti.

Paternalismo e autoritarismo si ripresentano sotto spoglie rinnovate ma non meno pericolose, mentre il sessismo viene giustamente individuato, con autorevole diagnosi, come uno dei virus della politica.

Proprio in un periodo come questo diventa importante individuare e promuovere i valori da trasmettere ai bambini, ai giovani affinché abbiano dei forti punti di riferimento nell’orientare la loro vita; la parola “valore” infatti deriva dal verbo latino valere che significa “essere sano”, “essere forte”, “essere capaci di…”.

I valori rappresentano il cuore e l’anima di una cultura, la carta d’identità di un popolo. Ma quali valori gli adulti di oggi stanno “passando” alle nuove generazioni? Quali valori trasmettono i media e gli opinion makers? E quali valori sono veicolati dalle nuove tecnologie?

L’etica, la sobrietà, la cooperazione, l’impegno, l’interiorità, l’equità tra i sessi, la solidarietà con i più deboli, l’incontro intergenerazionale, sono valori da promuovere nell’apprendimento di tutti i giorni se si vogliono formare cittadini “solidali e responsabili”.

Il ruolo dei giovani nel rinnovamento della società è fondamentale, è quindi dovere del mondo della scuola, del lavoro, dell’imprenditoria, della politica, dell’economia, della cultura, offrire loro tutti gli strumenti necessari per non rimanere “schiacciati” su un presente che offre pochi orizzonti.

Il mondo dell’educazione deve trovare le strategie più adatte ai tempi che viviamo per presentare in modo chiaro, coerente, motivato e motivante i valori che contribuiscono alla costruzione del progetto di uomo/donna del futuro e di un condiviso percorso orientato ad una “vita buona” per tutti.

Non si tratta di sognare improbabili ritorni ai valori di un tempo – molti dei quali abbiamo felicemente abbandonato per il loro carico di violenza e sopraffazione – quanto, piuttosto, di fare una sorta di censimento delle risorse e dei risultati ottenuti, valorizzando ciò che è veramente e positivamente cambiato ed accingersi a co-costruire, tra donne e uomini,tra generazioni diverse, tra chi ha esperienza e saggezza e chi ha nuove competenze e visioni, una “nuova frontiera”.

Si tratta di intraprendere la costruzione di un “noi”, progettare un futuro alternativo possibile e trasmettere ai più giovani, contro la retorica della crisi e dell’impotenza del sistema, la certezza di sentirsi parte di uno stesso destino, soggetti attivi di un nuovo civismo.

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