La Città  Educativa di Roma

La Città educativa di Roma è stata inaugurata nella primavera del 2004 e da allora ha svolto una intensa attività di ricerca e sperimentazione, ospitando una serie di eventi, incontri, seminari di studio, mostre, ecc.. Il posto, al Quadraro, non è centrale ma è bello, vicino al Parco degli Acquedotti, locali ampi, luminosi, esteticamente pregevoli,  arredati con gusto e attrezzati al meglio, con tecnologie avanzate. Naturale che tutti vogliano andarci.

Fra le realizzazioni più significative, il progetto “Ti racconto la Memoria”: in una serie di 10 incontri gli alunni delle scuole secondarie superiori, che avevano fatto negli anni passati alcune esperienze didattiche, importanti e intense, sulla Shoah e l’occupazione tedesca (viaggi ai lager di Auschwitz e Birkenau, raccolta di testimonianze e documenti sulla Resistenza a Roma), le hanno “raccontate” ad alunni di terza media (quattro classi al giorno), che per la prima volta si avvicinano a queste tematiche. Duplice lo scopo: da un lato, diffondere le buone pratiche didattiche, da un altro realizzare una più concreta forma di comunicazione e reciproca conoscenza tra due gradi del nostro sistema scolastico di solito separati fra loro.

L’effetto di visibilità e l’orgoglio dell’artefice (“ecco le cose che siamo stati capaci di fare!”) si coniugano con la dimensione cospicuamente affettiva della conoscenza partecipata: i racconti personali, le spiegazioni trovate o fatte proprie, le impressioni e le emozioni (qualcuno, narrando di Auschwitz, piangeva), da una parte, e, dall’altra, le domande di chi ascolta, le critiche, le osservazioni. Guardando i prodotti, cartacei o multimediali (in particolare il video “Con i nostri occhi” premiato a Giffoni) o ascoltando esecuzioni canore e musicali, ci si può rendere conto della serietà del processo seguito, dell’impegno profuso ma anche delle soddisfazioni che se ne ottengono.

In altre parole, la Città educativa non è solo un luogo fisico accogliente quanto si voglia ma inerte, un contenitore e basta. È piuttosto un’idea pedagogica e un orizzonte culturale di tipo propositivo. Il progetto nasce a Barcellona all’inizio degli anni ’90 e oggi accomuna oltre 260 città in tutto il mondo, riunite nell’Associazione Internazionale delle Città Educative (AICE) sulla base di una Carta di principi comuni.

Aderendo al movimento, l’Assessore alle politiche scolastiche ed educative del Comune di Roma, on.le Maria Coscia, ha inteso mettere a disposizione delle scuole, di insegnanti, bambini e loro famiglie, e di quanti operano nel campo educativo, uno strumento di lavoro e di arricchimento culturale e didattico, un moltiplicatore di qualità.

L’idea di base è la valorizzazione della funzione educativa della città, nella convinzione che l’educazione – intesa come opportunità di costante crescita morale, culturale e sociale dei cittadini – costituisca un’assoluta priorità per le società contemporanee. Ma a differenza di quanto avviene in altre città, a Roma l’Amministrazione ha voluto che la scuola, anzi l’incontro con la scuola, fosse il punto nodale, la cifra che caratterizza lo stile delle attività. Un incontro lungo tre direttrici:

1.- la città come cultura e conoscenza che si offre come oggetto di indagine e di studio, e, nello stesso tempo offre alla scuola i suoi saperi incorporati in apparati tecnologici, servizi, pratiche di vita, ecc.;

2.- la città come palestra di partecipazione e di responsabilizzazione dei cittadini, luogo di esercizio concreto di democrazia, solidarietà, protagonismo;

3.- la città come ambiente dinamico di vita in cui costruire e seguire percorsi di miglioramento e di crescita civile.

Nelle nostre migliori esperienze didattiche, queste tre piste, intrecciate intimamente tra loro, sono quasi sempre presenti. La ricerca sul territorio, soprattutto a livello di scuola di base, si è sempre posta sia come fattore di apprendimento, che come scoperta di valori e di identità storica, sentimento di appartenenza a un contesto socioculturale e di solidarietà, assunzione di responsabilità verso il passato da conservare, il presente da migliorare, il futuro da consegnare a chi viene dopo. Tematiche come quella del rispetto dei monumenti storici e artistici, l’ambiente, l’energia pulita, la salute, lo smaltimento dei rifiuti, ecc., si può dire che sono diventati luoghi comuni di una buona didattica, soprattutto da quando gli Enti locali, con le politiche nel campo del diritto allo studio, hanno reso possibile un’offerta formativa più ricca e interessante.

Roma, in particolare, come struttura fisica (monumenti, beni artistici e naturali, strade e strutture urbane) e come organizzazione di vita (servizi, tecnologie, regole e procedure, mercati, fabbriche, uffici, scuole, ospedali, ecc.), è entrata a pieno titolo, a tutti i livelli scolastici, nel curricolo allargato: per un verso, quasi un particolare sapere disciplinare (matematica, lingua, scienze, storia) da apprendere in modi inconsueti in quanto incorporato in fatti concreti e strutture materiali, e, per un altro verso, stimolo e fonte originale e autonoma di conoscenza e nuovi saperi (cultura giovanile, sport, musica, tecnologia, teatro, arte) che si offrono alla scuola per percorsi di apprendimento più partecipati e attraenti.

I progetti promossi e finanziati dall’Assessorato alle politiche educative e scolastiche, sono numerosissimi. Dalle ricerche sui beni ambientali culturali e archeologici (fattorie educative, adotta un monumento, città come scuola, parco degli acquedotti, energie per il futuro, disegna il tuo quartiere), alla solidarietà e alla pace (intermundia, intercultura, l’italiano che mi serve per gli immigrati, tavolo interreligioso), dalla memoria del passato (la Shoah, la Resistenza, Roma 1944-2004), alla cultura giovanile (musica, Roma rock Roma pop, le chiavi segrete della musica), senza dimenticare le proposte in largo senso disciplinari (dall’astronomia ai concorsi di scrittura di testi e poesie, alla geometria dinamica).

A questo punto l’idea della Città educativa non è solo un elemento di importazione, da Barcellona o da Torino. Diventa una necessità e sancisce un impegno di lavoro, per il Comune come per le scuole.

Ispettore tecnico,

Coordinatore di Città Educativa

Cos’è la Citta Educativa di Roma

Città Educativa è un progetto dell’Assessorato e del Dipartimento alle Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Roma diretto a dare sostegno e visibilità a tutte le attività che contribuiscono all’educazione delle nuove generazioni, in particolare alle attività delle scuole romane.

Concretamente è un centro multifunzionale che si sviluppa su due piani per 850 mq, con sale convegni, spazi espositivi, attrezzature per videoconferenze, laboratori per le arti e la creatività, le scienze e la matematica, l’informatica e la comunicazione in rete. Al piano terra, sono la sala riunioni, la segreteria e i servizi di amministrazione. Al terzo piano, l’ala rossa, l’ala gialla e l’ala verde, ognuna con una serie di locali attrezzati per svolgervi attività diverse: multimediali, umanistiche e artistico/musicali, matematico/scientifiche.

Città Educativa è parte degli interventi realizzati dall’Ufficio Cabina di Regia Legge 285/97 del Comune di Roma, Dipartimento V, per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza (testo della legge).