La lezione

Pensi che fu una lezione facile?

Fu una lezione profonda

una lezione insegnata bene

una lezione imparata attentamente

 

Mi ricordavo di mia bisnonna

stanca di testa e farneticante

la mente svuotata e riempita

brillante

con tanta memoria

abilmente contorta

da un peccato che non ha eguali

nemmeno nella bisnonna della loro

Eva

prova vivente del potere della parola

sicura del fatto suo parlava di

 

Guglielmo il Conquistatore

che era il quarto figlio

del Duca di Normandia

Mia nonna sapeva che Guglielmo

aveva sposato Matilde

che i suoi figli erano

Roberto, Riccardo, Enrico, Guglielmo e

Adele

 

La nonna, tornando indietro con la mente

Insegnava quello che sapeva

Se la prendeva sempre con il capo amico

Il capo eroe

Guglielmo il Conquistatore

La nonna non ricordava

Capi Carib

Re o regine Ashanti

I suoi eroi erano in Europa

non ai Caraibi

non in Africa

 

la sua geografia era dell’oceano Artico

e del Mediterraneo

parlava di Novasembla

della terra di Francesco Giuseppe

e di Spitbergen nell’oceano Artico

sicura del fatto suo parlava della

Corsica, della Sardegna

della Sicilia e di Malta

delle isole Lomen

e delle isole dell’arcipelago

nel Mediterraneo

 

Non è una storia – Anancy

c’è poco da scherzare

prendevo in giro la nonna

le facevo il verso

finché un giorno

controllai sulla cartina

e trovai

l’ortografia

un po’ diversa da come la pensavo

ma la geografia dritta

come una freccia

con la punta sull’oceano Artico

 

Allora mi si gelò il sangue

e fissai gli occhi

sul circolo artico

guardavo Novasembla

e la terra di Francesco Giuseppe

guardavo, un po’ più in giù

le Isole Faroe di mia nonna

nello stretto di Danimarca

 

Inspiegabilmente sentivo la morsa del freddo

dell’Artico

notavo che

per uno scherzo crudele

la mente di mia nonna sapeva più di queste cose

che dei Caraibi

di un’Africa

che non esisteva

 

un pianeta vagante

sparato fuori dall’orbita

quando per un eterno istante

il mondo girò un po’ troppo in fretta

 

Abbiamo insegnato agli schiavi

e ai loro figli

e ai figli dei figli

a conoscere e a vivere per il nostro mondo

niente creazioni nuove

solo una parte del grande perenne vecchio

artico e mediterraneo

 

ed ora noi

che capiamo tutto questo e un po’ di più

avremo cara la memoria della nonna

ma chiameremo qui Guglielmo il loro conquistatore

a incontrare e riverire i nostri martiri

e i paesi e i principi

per cui lottarono

 

In questo inizio

riscriveremo i libri di storia

metteremo Guglielmo il loro conquistatore

sul retro di copertina

faremo di Morgan il loro pirata

una nota a piè di pagina

 

Le nonne che verranno

sapranno dell’oceano Artico

Ma sapranno di più del Mar dei Caraibi

Della traversata dell’Atlantico

Noi ricorderemo con orgoglio ciò che è nostro

Addio
dunque, Guglielmo

Che

liberazione!

 

Kai sa c’est sa’w

Esta es nuestra casa

In qualsiasi lingua

Questa è casa nostra

 

 

Testo tratto da Rotten Pomerack Traduzione del Laboratorio “Nutmeg Princess”**

 

*Nata e cresciuta a Grenada, isola minore dell’arcipelago caraibico, Merle Collins ha vissuto a Londra, dove ha insegna letteratura caraibica presso il Politecnico di North London. Attualmente vive negli U.S.A., dove insegna al Dipartimento di Inglese e Letterature Comparate dell’Università del Maryland. Tra le opere pubblicate ricordiamo le due raccolte di poesie Because the Dawn Breaks (1985) e Rotten Pomerack (1992), i romanzi Angel (1987), e The Color of Forgetting (1995), la raccolta di racconti brevi Rain Darling (1990) e Watchers and Seekers: Creative Writing by Black Women in Britain

La presente poesia è tratta dalla raccolta Rotten Pomerack, una serie di poesie che rompono il silenzio della storia con la voce dell’ironia e del paradosso. Si ringrazia l’autrice per la concessione dei diritti.

 

**Laboratorio di traduzione della letteratura caraibica anglofona – Università di Trento