Le Psyco Carte

L’esperienza del Centro di Salute Mentale di Vicolo Terese

Le PsycoCarte, così Dal Negro ha chiamato i Tarocchi di Vicolo Terese di Verona.

Infatti proprio qui, al numero 5, sono nati, in una ‘casa’ che, prima ancora del Centro di Salute Mentale territoriale diretto da Graziella Morandini, è l’accogliente ‘casa’ di  Diego, Luciano, Anna, Annamaria, Giulia, Panajotis, Ivo e di molti altri ospiti che, con modalità diverse, hanno scelto di soggiornarvi. Tra compagni di sventura,  segnati da uno stesso destino di dolore, trascorrono parte del loro tempo partecipando a progetti terapeutici riabilitativi rivolti al recupero di un equilibrio psichico e sociale. Così questi ragazzi tentano di sopravvivere alla loro sofferenza, di strappare briciole di senso alla propria sorte.

Ed è proprio in questo luogo un po’ speciale, abitato da fantasmi, angeli e demoni, che un giorno fa  la sua comparsa Luigi Scapini, pittore veronese già docente dell’Accademia Cignaroli.

E’ un evento che si rivela da subito straordinario poiché Scapini, oltre che artista dallo spirito libero ed eclettico, è anche niente di meno che un esperto di Tarocchi, ai quali da tempo si appassiona. La sua logora cartella trabocca, oltre che di colori, terre e pennelli, anche di quell’armamentario di miti, alchimie, sortilegi che queste carte immancabilmente trascinano con sé.

Come il leggendario pifferaio di Hamelin, Scapini finisce presto per incantare i ragazzi.

Le sue narrazioni, la sua potenza visionaria muovono le loro emozioni, evocano antiche memorie, intrecciano le trame dei loro vissuti. Spazio e tempo si rarefanno, l’atmosfera si fa magica, l’immaginario si accende, l’energia creativa ribolle, le mani cercano febbrili i pennelli, i colori. Sotto l’abile guida del Maestro, che con ritualità quasi religiosa guida i loro gesti, la creatività prende forma, si carica di vitalità. Ed è così che i colori diventano macchie, le macchie fantasmi, i fantasmi figure, presenze. A volte l’immagine si libera piano dalla fantasia, a volte irrompe potente sui fogli bianchi. In questa babele di linguaggi emotivi, espressivi, l’attività diventa frenetica, i disegni si moltiplicano ma l’interpretazione risulta  sempre originale, personale. L’esperienza  si fa intensa, produce un effetto catartico. Si opera, come dire, una sorta di sdrammatizzazione di psyche, quasi costretta a consegnare alla espressività della creazione artistica quel mondo fantasmatico terrificante che ci rende la vita insopportabile. Proiettate fuori, sui dipinti, queste immagini perdono infatti il loro carattere demoniaco attuando una qualche  riappacificazione con la propria ombra, la parte più oscura di noi. Anche in tutto questo si misura l’efficacia dello strumento artistico  negli interventi di  riabilitazione di questi pazienti.

Il percorso estetico si rivela un buon farmaco per l’anima. Nella socialità che il lavoro di gruppo instaura la vita recupera infatti note di leggerezza, di vitalità, di riappropriazione di senso.

Cosa inaudita, in un gioco di assonanze pittoriche, le  rappresentazioni per la loro forza espressiva, per l’esplosività degli effetti scenici raggiunta, azzardano confronti con il Surrealismo, e soprattutto con l’Art Brut, la Transavanguardia. Come rileva Daniela Rosi, che ha curato il profilo artistico delle ‘carte,’ emerge una certa affinità inconscia con il  mondo contemporaneo delle arti irregolari, irregolari perchè non condizionate dalla cultura dominante. Il rimando è dunque a quella forma di estetica spontanea che stimola l’elaborazione di una poetica personale attraverso il recupero di uno sguardo  visionario, del  sentimento cosmico.

Così nascono le figure dei Tarocchi, gli Arcani Maggiori e Minori, dell’atelier di pittura di Vicolo Terese. Una sorta di reinterpretazione della infinita narrazione del mondo che i Tarocchi
portano con sé, alla luce di quella  divina follia di memoria platonica che possiede l’anima quando è attraversata dai vagabondaggi dei démoni.

Di questi misteriosi nessi parla un prezioso vademecum che accompagna le ‘carte’ e che si offre quindi come strumento propedeutico importante alla loro comprensione. Una  suggestiva rilettura dei   prodotti artistici, curata da Corinna Albolino  e Graziella Morandini, a partire da quegli eventi biografici che la narrazione aveva in qualche modo evocato. Infatti proprio là, dove il mito si annoda confondendosi alle  trame di vita individuale, la rappresentazione prorompe colorandosi   dei tratti della personalità dell’artista. Ed è così che i Tarocchi prendono a vivere, definendosi nella loro originalità di  PsycoCarte dei ragazzi del Centro di Vicolo Terese.

Filosofo consulente 

Responsabile culturale Centro Franca Martini, Trento