Legami in cambiamento e nuove famiglie

I mutamenti avvenuti nella seconda metà del novecento hanno di fatto modificato e rivoluzionato la famiglia, una delle strutture portanti della nostra società; tant’è che oggi si parla sempre più di “nuove famiglie”. Famiglie monoparentali, omogenitoriali, separate, ri-composte, maltrattanti o iper-curanti, interculturali e con integrazioni religiose, ma l’elenco potrebbe essere arricchito con ulteriori definizioni.

Legami in cambiamento e nuove famiglie

I mutamenti avvenuti nella seconda metà del novecento hanno di fatto modificato e rivoluzionato la famiglia, una delle strutture portanti della nostra società; tant’è che oggi si parla sempre più di “nuove famiglie”. Famiglie monoparentali, omogenitoriali, separate, ri-composte, maltrattanti o iper-curanti, interculturali e con integrazioni religiose, ma l’elenco potrebbe essere arricchito con ulteriori definizioni.

La diminuzione dei matrimoni, l’aumento delle separazioni, dei divorzi o delle convivenze, il ritardo nell’avere il primo figlio e la tendenza a non volerne più di uno, l’aumento degli affidi congiunti e l’incremento delle adozioni sono solo alcuni dei fenomeni che stanno trasformando l’universo della famiglia, soprattutto nel nostro paese. Le politiche sociali, gli apparati legislativi si stanno interrogando rispetto a questi cambiamenti ed anche i mass media, il marketing, la pubblicità, che vedono nella famiglia uno dei principali interlocutori, stanno reagendo e si stanno velocemente adattando ai mutamenti dei nuclei familiari.

La riflessione in campo educativo-psico-sociale sembra quindi essere rivolta alla definizione di “nuove” forme famigliari, di “nuovi” legami sociali emergenti che interrogano il variegato mondo dell’ambito sociale, psicologico e pedagogico.

Forse però più che sulla definizione di “nuove famiglie” bisognerebbe focalizzare l’attenzione sulle “nuove fragilità” che le problematiche internazionali, culturali, storiche ed economiche stanno facendo emergere e sulle “nuove potenzialità” che differenti reti di cura ed educazione possono contenere. Le diverse tipologie di famiglie, che ad un occhio attento risultano essere sempre esistite, ricevono finalmente l’attenzione che si meritano facendo emergere le problematicità e le potenzialità di forme famigliari divergenti dal “paradigma vigente”.

Sarebbe meglio parlare di un nuovo modo di osservare le famiglie e i suoi componenti, di una nuova attenzione alle relazioni che si creano al loro interno che, questo si, fa emergere le differenze e le soggettività nell’ambito dei vari nuclei familiari. Cambia lo sguardo, la prospettiva da cui si parla, si riflette e si lavora con e per le famiglie; loro, probabilmente, sono state e saranno sempre immodificabili nella loro poliedricità.