Libri e lettura in biblioteca

In una biblioteca che si rivolge a bambini e ragazzi, si sente l’esigenza di far parlare i libri. L’importanza fondamentale del rapporto tra la persona che legge o racconta…

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Biblioteca, teca di libri, luogo pieno di libri, ordinatamente in scaffale, rigorosamente chiusi, a pile sui tavoli, studiosi, silenzio,… posto propizio allo studio, alla ricerca, ma non al piacere del leggere e al piacere del libro.
Niente di tutto questo in una biblioteca per bambini e ragazzi: libri esibiti nel più piacevole dei modi, richieste ai piccoli utenti di sfogliare, guardare, gustare le pagine.
I bibliotecari , da consulenti su titoli, autori, classificazioni e cataloghi, diventano necessariamente anche consiglieri e alleati nelle ricerche e nelle scorribande fantastiche.
E presto, in una biblioteca che si rivolge a bambini e ragazzi, si sente l’esigenza di far parlare i libri, di mettere in comunicazione in qualche modo il mondo delle storie scritte con il mondo dei non-lettori e delle non-lettrici, perché una reale e articolata abilità di leggere viene acquisita piuttosto tardi, rispetto alla capacità di seguire e apprezzare testi complessi. Quando a nove, dieci anni si è veramente capaci di leggere, spesso si è già perso il gusto di seguire una storia in un libro e la voglia di perdersi nel mondo ricreato dalle parole scritte. Ed è ancora più necessario “dare voce ai libri” se si pensa che ascoltare una storia ben letta o ben narrata da una persona adulta, a cui magari siamo affezionati, significa anche creare un legame affettivo e positivo fra noi e il mondo delle storie e dei racconti. Chi legge o narra, nei casi migliori, viene percepito come la persona che dona cose intime e importanti: l’attenzione e la disponibilità ad aprire un mondo altrimenti precluso, la capacità di ricreare un’esperienza fantastica ed emotiva.
Questa cura positiva si riverbera sul mondo dei libri; con la mediazione di un lettore/lettrice, consiglieri abbastanza caldi e persuasivi, i libri e le loro storie, i mondi che contengono prendono vita, diventano interessanti. I libri non sono più una fonte di disagio o di frustrazione, ma una scatola a sorpresa che si è ansiosi di aprire, da essi scaturiscono emozioni, informazioni, interi mondi fantastici.
E’ necessaria qui una precisazione. Per semplicità si parla di “storie” e “mondi fantastici”, ma questa esigenza di far vivere ciò che sta scritto nei libri è rilevante anche nel caso della divulgazione e dell’informazione: in biblioteca, con altre modalità, si organizzano incontri incentrati sull’uso di libri di divulgazione o di informazioni ricavandone
occasioni altrettanto ricche e interessanti, soprattutto per un pubblico di ragazzi e ragazze più grandi. Libri di divulgazione scientifica o libri d’arte e divulgazione artistica hanno ricevuto da questi incontri una, diciamo così, nuova vita…
In qualsiasi situazione comunque la persona che legge o racconta ha un’importanza cruciale, non stiamo a distinguere qui fra chi narra o chi legge: nell’esperienza della biblioteca i narratori, le narratrici hanno sempre “usato” i libri e le loro storie e all’inverso i lettori, lettrici si sono sempre un po’ staccati dai libri. Ma in tutti i casi per gestire bene queste occasioni di incontro con i libri gli adulti devono essere consapevoli del potere che hanno e delle emozioni che possono suscitare, specialmente con i più piccoli o in contesti particolarmente coinvolgenti.
E’ necessario inoltre essere molto attenti e sensibili, pronti a capire le reazioni dei bambini perché queste spesso sono imprevedibili. Il mondo delle emozioni infantili ha qualcosa di insondabile per una mente adulta, gli stessi bambini che ascoltano senza fare una piega una truce divorazione di orchi, si emozionano fino al pianto su qualche fatto che a prima vista sembra assai meno terrificante: il cane che resta a bocca asciutta perché truffato da un altro animale più furbo, una bambina che rimane temporaneamente sola.
Ci sono molte situazioni che possono svilupparsi in incontri con le storie e la lettura; in classe, in casa, al giardino con gli amici, la biblioteca è una di queste situazioni, ma pone al lettore/lettrice o narratore/narratrice problemi abbastanza specifici: in primo luogo, il gruppo dei bambini e delle bambine che interviene ai vari incontri è casuale, eterogeneo per età e per esperienze, poi, di solito, ci sono anche alcuni accompagnatori adulti che non si allontanano durante l’incontro.
Questi fatti sono elementi di disturbo e dunque i narratori devono saper padroneggiare una situazione non ideale, devono di punto in bianco saper creare un ambiente intimo e fiducioso, un cerchio magico dove può avvenire la narrazione. Durante gli anni e le esperienze buone e meno buone, si sono evidenziati fatti di vario genere che influiscono positivamente o negativamente sul risultato delle letture o delle narrazioni. Li ricordiamo in ordine di importanza come semplici riflessioni, non come indicazioni per la buona riuscita di incontri analoghi. Ci sono innanzitutto due condizioni di base da tenere sempre presenti: il numero dei partecipanti deve essere piuttosto limitato e adeguato agli spazi a disposizione, la proposta deve essere sostanzialmente semplice.

Il percorso della lettura con i bambini

1

– Scegliere la storia e la lettura
– è impossibile sapere in precedenza che cosa potrà piacere ad un gruppo di bambini che non si conosce, ma ci sono storie che funzionano quasi sempre e esistono per essere narrate e lette ad alta voce, fiabe, novelle, storie in rima.
Comunque anche nei casi più semplici si deve conoscere in anticipo e bene il testo per modulare i tempi, la velocità di lettura, le pause, ecc..

2

– Adeguarsi all’età dell’uditorio
– parlare e leggere lentamente e in modo scandito
– lasciar tempo, lasciar “respirare” le storie
– essere vicini, anche fisicamente ai bambini più piccoli, come ha fatto una lettrice un po’ anziana che ha stretto accanto a sé l’uditorio dei bambini piccoli diventando una nonna
– fare qualcosa insieme, cantare filastrocche, disegnare o colorare le illustrazioni di una fiaba.

3

– Rendere più suggestivo l’ambiente
– spegnere le luci e lasciare solo un centro luminoso. Un incontro natalizio è risultato “magico” perché si è svolto al buio intorno alle candele di una corona dell’avvento
– usare la musica per creare attesa o sottolineare passaggi particolari
– allestire lo spazio in maniera adeguata alla storia, nei casi più semplici disponendo cuscini per terra, o formando un cerchio di seggioline o nei casi più complicati cercando di evocare ambienti diversi come ha fatto un lettore iraniano che ha portato dei tappeti e degli oggetti del proprio paese

4

– Usare dei mezzi per illustrare la narrazione
– oggetti, diapositive o disegni per illustrare qualche passo del racconto
– travestimenti come nel caso di una mamma che per raccontare storie di Halloween si è travestita da strega o per raccontare storie natalizie si è travestita da mamma-natale.

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