Modalità  di apprendimento e memorizzazione

Modalità di apprendimento  e memorizzazione 

di Sabrina Germi*

Modalità di apprendimento  e memorizzazione 

di Sabrina Germi*

L’insieme delle conoscenze che si hanno intorno alla propria memoria e delle strategie che si mettono in atto per memorizzare si può definire metamemoria. Una buona consapevolezza del funzionamento della propria memoria permette di adottare di conseguenza strategie efficaci. Ognuno di noi dovrebbe capire le strategie che ha messo in atto per svolgere un determinato compito, ciò che è stato utile e meno utile, funzionale e non, imparando ad utilizzare al meglio le strategie più utili al fine del compito da assolvere.

Troppo spesso però non sono considerate, in particolare nell’ambiente scolastico, le modalità sensoriali con cui si apprende e si impara.
Le modalità sensoriali riguardano i modi preferenziali di utilizzare i sensi per gestire le informazioni in arrivo: tradizionalmente vengono considerate le modalità visiva/visiva non verbale, uditiva e cinestetica. Per esempio, i visivi tendono a vedere il mondo per immagini. E siccome tentano di stare al passo con le immagini che hanno in testa, hanno la tendenza a parlare in fretta. Non si curano di come pronunciano le parole ma si sforzano di attribuire parole alle immagini. Amano esprimersi per metafore visive, dicendo come le cose appaiono loro, quali sono gli aspetti chiari e quelli oscuri.

Gli uditivi invece, si mostrano più selettivi circa le parole che usano. Hanno voce più sonora, il loro eloquio è più lento, più ritmico, più misurato. Siccome le parole hanno per loro grande importanza, stanno attenti a quel che dicono. Amano espressioni come “questo mi suona bene”.

Ancora più lenti risultano gli individui prevalentemente cinestesici, che reagiscono soprattutto a ciò che sentono tattilmente. La loro voce è di solito fonda, spesso le parole escono loro di bocca lente, si servono di metafore tratte dal mondo fisico: le cose per loro sono “pesanti” e “intense”, aspirano ad “entrare in contatto” con la realtà.

Ciascuno di noi ha in sé elementi delle tre modalità, ma nella maggioranza degli individui, un sistema predomina su tutti. E’ importante ricordare comunque che i nostri ricordi (e di conseguenza le immagini che creiamo) sono sempre un mix di questi 3 canali e dei nostri 5 sensi.

Vi è poi, la preferenza per un’elaborazione analitica (che parte dai singoli elementi per ricostruire il tutto) piuttosto che globale (che considera il contesto complessivo prima di scendere nei dettagli) – preferenze di solito associate alle funzioni degli emisferi, rispettivamente, sinistro e destro del cervello. A questa distinzione si sono aggiunti numerosi altri modelli bipolari riguardo al formulare ipotesi e individuare le variabili di problemi (sistematico/intuitivo) o riguardo al prendere decisioni e valutare in tempi lunghi o brevi (riflessivo/impulsivo).

Nella pratica didattica, i compiti di apprendimento dovrebbero cercare di soddisfare la varietà di stili sempre presente nel gruppo-classe.
Per esempio, un compito come “scrivere il resoconto di una gita scolastica e scambiarla con un compagno che la controlla e la corregge” favorisce gli stili visivo-verbale, analitico, sistematico e riflessivo e introverso; un compito come “a coppie, a turno un alunno mima delle azioni e l’altro le descrive oralmente” favorisce gli stili cinestetico, uditivo, intuitivo ed estroverso.

Centrale è comunque la figura dell’insegnante, portatore a sua volta di uno stile (di apprendimento prima ancora che di insegnamento), che può esplorare la gamma delle diversità individuali, in modo da identificare il più chiaramente possibile i profili individuali e del gruppo-classe, di cui gli alunni stessi devono diventare consapevoli. Un compito importante è sostenere gli alunni con la stimolazione di opportune strategie (una didattica strategica) e metacognitiva, perché strutturata sull’alternanza tra esperienza e riflessione e sullo sforzo costante di aumentare la consapevolezza, individuale e del gruppo-classe, non solo di che cosa si sta imparando, ma anche di come si impara.

*Pedagogista Clinica, Formatrice e Mediatore familiare e sociale.
Collabora con il Centro Medico San Marco a Creazzo (Vi), con alcune riviste e in Istituti scolastici della provincia di Vicenza.
Ha contribuito a fondare l’Associazione Spazio Empatia (www.spazioempatia.it)

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