Occasioni per crescere

Un progetto promosso dai comuni di Rescaldina, Legnano, Cerro Maggiore, San Giorgio su Legnano, San Vittore Olona e Dairago

I rappresentanti delle amministrazioni aderenti all’Accordo di programma della Legge 285/97 hanno elaborato un progetto finalizzato all’attivazione sul territorio di un Servizio educativo di supporto per minori valutati a rischio di emarginazione. La Legge 285, ormai al suo secondo triennio, ha richiesto agli Enti Locali la realizzazione di patti di collaborazione con altri Enti e Servizi; nella realtà del territorio preso in esame, nell’accordo sono  coinvolti, oltre alle sei amministrazioni comunali, le scuole materne, elementari e medie sia pubbliche che private, le Associazioni del Privato sociale, le  Cooperative di servizi, le ONG, i Centri di servizi Formativi, i Servizi di Comunità dell’ASl, i tecnici del terzo settore (assistenti sociali, educatori professionali etc..) e del Centro di Giustizia Minorile. Nell’ottica di un approccio integrato, si è trattato di definire una rete territoriale tra Enti che già operavano in realtà tra loro molto vicine e che, sin dalla fase di censimento e rilevazione dei bisogni, hanno interagito, cooperando e valorizzando gli elementi della comunicazione, oltre che la professionalità e la specifica competenza di ogni attore. Tale lavoro ha presupposto diversi livelli di intervento:

culturale: il riconoscimento della complessità dei bisogni e di soggetti presenti nel territorio,  conoscenza del contesto in cui si opera, attivazione modalità di documentazione;

organizzativo: definizione di saperi, tempi, metodologie e protagonisti dei singoli interventi e promozione della condivisione e corresponsabilità tra i vari operatori dei Servizi e tra i vari Enti promotori;

operativo: attuazione degli interventi nei diversi contesti, attivazione dei processi di verifica e valutazione dei risultati, ridefinizione  degli obiettivi o delle procedure laddove necessario; in linea generale l’intervento si è proposto di sostenere il minore ed il nucleo famigliare di origine, nonché di favorire un processo di mediazione e  di inserimento nel tessuto sociale, scolastico e culturale dei minori stranieri e delle loro famiglie.

L’insieme degli operatori selezionato e attivato nel progetto sommariamente descritto si è battezzato équipe “MOSAICANDO”. Il nome, individuato dagli stessi operatori in uno dei numerosi momenti formativi, tende a sottolineare l’azione del “costruire insieme” un prodotto in continuo divenire. L’équipe Mosaicando, composta da quattordici operatori tra educatori, psicologi, pedagogisti, mediatori culturali e animatori, coordinati da una psicopedagogista esperta in clinica della formazione ha attivato I suoi interventi a partire dal marzo 1999.

Il contesto in esame è caratterizzato dalla presenza di cinque piccoli comuni (6.000/13.000 abitanti) e da un comune più grande, Legnano, di circa 50.000 abitanti.

Caratteristica del territorio è, oltre alla consistente presenza di minori a rischio di emarginazione, il recente condolidamento di gruppi spontanei di adolescenti e, fenomeno in crescita, di preadolescenti. I luoghi di tali gruppi sono soprattutto la strada, le zone limitrofe ai plessi scolastici, i giardini pubblici, le piazze. Se da una parte la nascita e l’affermazione dei gruppi spontanei garantisce ai ragazzi una “palestra comunicativa” protetta, da promuovere attraverso la valorizzazione della socialità,  dall’altra, là dove il contesto urbanistico è particolarmente decentrato, scarso di sovrastrutture o, semplicemente, di esercizi commerciali, il “rischio emarginazione” si concretizza attraverso forme di trasgressione che sfociano in reati di diverso tipo e l’aggregazione spontanea può caratterizzarsi in senso negativo. In tale occasione, infatti, noia e solitudine spingono i ragazzi ad esasperare la competitività e l’aggressività: risse, danneggiamenti, piccoli furti e oltraggi a pubblici ufficiali finiscono per esserne i risultati più tangibili.

Esistono inoltre nel territorio nuclei famigliari multiproblematici dove è più consistente il rischio di dispersione scolastica e maggiore l’inadeguatezza dei genitori di fronte alle fasi evolutive dei figli. Per quanto riguarda il rapporto dei più giovani con la scuola è possibile individuare, a partire da specifici interventi e ricerche realizzati dagli operatori nel precedente triennio, le seguenti criticità:

1- passaggio da un ordine scolastico all’altro;

2- fallimento scolastico;

3- bullismo; problemi relazionali e/o di ambientamento e mancanza di senso di appartenenza al gruppo dei pari;

4- orientamento post scolastico (rapporto tra scuola e sistema della formazione professionale); una delle azioni prevista dal progetto è stata battezzata “promuovere l’ascolto per facilitare la comunicazione”: uno sportello ascolto.per ragazzi presso le scuole medie inferiori, inteso come spazio privilegiato per esplicitare i bisogni e/o problematiche ad un adulto che non sia un insegnante. L’iniziativa, appresso meglio descritta, è stata preceduta da un lavoro preparatorio che ha interessato operatori dello sportello, insegnanti e ragazzi. Sono stati garantiti momenti di restituzione a tutti i soggetti coinvolti e agli insegnanti, sono stati forniti nuovi strumenti di lavoro per meglio comprendere i bisogni del singolo e le dinamiche relazionali del gruppo classe.

*Pedagogista

Coordinatrice Progetto L.285