Percorsi formativi

La scuola assegna prevalentemente valore ai linguaggi verbali senza curarsi della dimensione di ricerca sui linguaggi espressivi, quali esperienze indispensabili per la formazione degli allievi.

E’ possibile partire dall’ambito motorio per sviluppare e consolidare capacità cognitive fondamentali, non solo per l’apprendimento scolastico ma per l’intero sviluppo della persona umana. E l’educazione fisica è un momento privilegiato nell’attuazione del percorso educativo, che offre spunti di conoscenza, e creatività accolti sempre con grande entusiasmo dai ragazzi. Al Liceo Linguistico Internazionale G. Deledda di Genova recitazione, strumentazione musicale, canto e danza sono state proposte quali materie opzionali extracurriculari, inserite nel POF (Piano dell’Offerta Formativa) e riconosciute come credito scolastico.

La ricerca didattica

Il punto di partenza è stato il frequente riscontro di una tendenza forte nella cultura scolastica che induce gli allievi a considerare il processo formativo come la somma di nozioni acquisite separatamente tra loro e, secondo questo criterio errato di interpretazione, a ridurre lo studio ad attività mnemonica, limitatamente rielaborativa.

D’altro canto, gli studenti mostrano sempre potenzialità che prediligono esprimere con maggiore forza in ambiti diversi da quelli scolastici.

Date queste premesse, per incoraggiare gli studenti verso una crescita più consapevole e finalizzata delle loro inclinazioni, è stato creata un’area, in ambito scolastico, in cui ognuno potesse individuare il proprio percorso di formazione. Quindi, in relazione alle specificità dei programmi del liceo linguistico si è scelto di integrare lo studio delle lingue, punto di forza del Liceo Linguistico Grazia Deledda, con lo studio e approfondimento di ulteriori linguaggi: i linguaggi espressivi.

Il contesto

La scuola, e nello specifico la tipologia del liceo linguistico, assegna prevalentemente valore ai linguaggi verbali. Di fatto, quando si parla di linguaggi si è soliti fare riferimento solo a quelli orali o scritti Quindi, per allargare l’orizzonte delle conoscenze e delle competenze è sembrato indispensabile integrare le attività curriculari con un progetto che ponesse le basi per un percorso di apprendimento di più ampio respiro, superando l’iter chiuso fra regole e principi astratti e optando per una ricerca sui linguaggi espressivi quali esperienze indispensabili
per la formazione di allievi versatili, creativi, autentici che, coinvolgendo in modo trasversale l’area curriculare, consentisse di acquisire conoscenze e competenze esportabili in ambiti diversi Certamente, un progetto che interessa, anche se indirettamente e in modo trasversale, l’area curriculare non può essere inteso solo come ricreazione, divertimento e stare insieme, perché implica sempre un apprendere e ha quindi una sua ricaduta sul processo formativo. La disciplina e la concentrazione sono fondamentali; ognuno si abitua a vivere osservando e ascoltando se stesso, gli altri e ciò che avviene intorno. E i linguaggi espressivi, diversamente dalle discipline scolastiche che esaltano le conoscenze acquisite individualmente, costituiscono occasione di socializzazione, attenuano la divaricazione esistente tra allievi con capacità diverse, favoriscono gli aspetti emotivi, relazionali e comunicativi fondamentali per lo sviluppo globale della personalità.

Le risorse

Nel progetto sono state impegnate risorse individuate sia in ambito interno che esterno alla scuola e se ne deve sottolineare la felice integrazione. Anzi, il valore di questo progetto sta innanzi tutto nell’aver creato un’equipe pedagogica costituita da insegnanti altamente qualificati e di grande valore artistico, con obiettivi. Sono stati proposti seminari e laboratori di recitazione, di musica d’insieme, di canto corale e danza.

Il centro culturale sportivo scolastico

E’ nato così il Gratia D. Ensemble, un gruppo di lavoro stabile, che accoglie diverse realtà espressive e interagisce con le attività curriculari.

Si è attivato un gruppo di teatranti: chiamarli attori è forse troppo, visto la loro giovane età, ma è anche certamente riduttivo, considerato che spesso i testi sono selezionati se non scritti da loro stessi. E’ stato formato un Coro, composto da splendide voci femminili che non soffrono del ricambio generazionale, che spesso si esibisce in manifestazioni canore giovanili ed in eventi ufficiali.

Un gruppo musicale, ha unito il meglio dei gruppi giovanili con la professionalità dei nostri studenti che frequentano anche il Conservatorio.

Un altro gruppo di disegno e fotografia ha curato scenografie, costumi, trucchi.

Infine si è strutturato un gruppo di Danzatori, che raccoglie le più volenterose allieve ed allievi in una ricerca espressiva che sfocia in coreografie sempre originali e di grande effetto.

Insomma, al termine di ogni anno scolastico il Gratia D. Ensemble, ha coinvolto circa 200 studenti nella produzione di un significativo evento teatrale interamente scritto ed interpretato (negli ambiti di propria competenza) dagli studenti stessi.

La forma dello spettacolo ha previsto la partecipazione di tutte le forme artistiche oggetto della ricerca e quindi dell’espressione corporea, della musica e della recitazione. I testi, sempre costruiti in maniera originale, prendendo spunto dai classici ma anche dalla quotidianità, sono stati esclusiva opera degli studenti partecipanti al progetto, limitandosi l’intervento del docente al coordinamento scenico degli stessi.

La messa in scena di elaborati originali ed il rapporto con il pubblico ha rappresentato un momento imprescindibile nella valutazione e verifica dei risultati.

Mises en espace

Gli spettacoli prodotti sono stati portati in scena nei principali teatri cittadini ed hanno ottenuto un largo consenso da parte del pubblico.

Lo spettacolo No war any more (Teatro della Tosse, 2002) è stato il frutto di una ricerca sui temi della guerra ed i testi, le musiche e le coreografie scelte hanno prodotto risultati estremamente toccanti.

Down Town (Teatro della Corte, 2003) ha inteso fotografare la vita e le contraddizioni, le aspirazioni ed i timori di chi vive in città; lo spettacolo ha ricreato un’atmosfera certamente meno drammatica, ma ancora densa di pathos.

Ancioe sott’a pria [nome in dialetto di una specialità gastronomica tipicamente genovese: le acciughe sotto sale]?(Teatro Politeama Genovese, 2004) è il risultato di una ricerca sulla vita della città nella prima metà del ‘900, periodo lungo e travagliato che ha visto trasformarsi la città di pescatori e commercianti in città industriale, ed ha avuto come obiettivo il favorire la conoscenza e la valorizzazione del ricco patrimonio culturale genovese.

Il 10 maggio 2005, Festa dell’Europa, è andato in scena un lungo viaggio, con biglietto Inter rail, sulle linee della musica e della poesia. Una mise en espace in cui i testi poetici hanno fatto da trait d’union  tra le musiche e le canzoni che risuonano ad ogni latitudine. Ed il corpo è diventato espressione di un linguaggio, se possibile, ancora più universale.

Sulla scena sono comparse 32 allieve e la coreografia iniziale è stata costruita durante le ore scolastiche a moduli di 4 allieve ciascuna, prevalentemente con classi prime.

Utilizzo di attrezzi occasionali: una palla gonfiabile e dei teli di stoffa bianca

Ricercare approcci alternativi con le cose che ci circondano, o inventare nuove gestualità espressive amplifica senza limite, le occasioni di creatività, sperimentazione e utilizzo didattico.

Far coincidere le dinamiche del corpo umano con quelle dell’oggetto, sia esso piccolo o grande, di fortuna o di fantasia, esprime un presupposto pedagogico che ha alla base il costruirsi di una rete di relazioni:

  • Rapporto con la dimensione temporale, di cui la musica rappresenta l’elemento pregnante.
  • Rapporto con le altre componenti del gruppo in cui si opera.
  • Rapporto con l’oggetto e di conseguenza con l’energia che fa vivere il movimento e gli da significato.

Ogni oggetto, per effetto della forma e della materia di cui è composto ha una specifica e propria finalità fisiologica, neuro muscolare, psicologica e suggerisce usi distinti. Pertanto, le proposte di lavoro, svincolate dai paradigmi comuni, è bene siano molteplici e multiformi.

L’oggetto è percepito diversamente se è deformabile o rigido, solido o morbido, pesante oppure leggero; e dà impulso ad azioni differenti. Attraverso i canali sensoriali si ricevono gli stimoli (uditivi, visivi o tattili), che l’oggetto stesso comunica. Dal coinvolgimento di curiosità ed emozione, scaturisce la risposta gestuale e l’azione coreografica.

Il suono. Preferendo il canale uditivo si pone l’accento sulla scoperta delle potenzialità sonore delle cose. Inventare strumenti percussivi, come ho già illustrato, è utile per acquisire una buona educazione al ritmo, per auto-guidarci all’esecuzione, per guidare gli altri, per sonorizzare certi passaggi, per marcare talune posizioni, per giocare, etc…

Il gesto nello spazio. Attraverso il canale visivo, si percepiscono le qualità che determinano la forma esterna dell’oggetto. Ricercando le impressioni che comunicano fotografie, sculture, oggetti, modelli, forme, luci colori si pongono in atto le proprietà più importanti della visione: l’intensità di risposta alla luce, al colore; la risposta temporale e le risposte spaziali.

Il contatto.

Per mezzo del canale tattile si stabilisce il contatto con l’oggetto. Un pezzo di stoffa leggera può trasformarsi in un elemento mobile del movimento, un complemento che collega, divide, avvolge, segue.

L’incontro con ogni oggetto, e il suo utilizzo, implica in sostanza la presa di coscienza di ciò che si può fare, vale a dire dell’espressione emotiva che le cose stesse suscitano; usando forme esterne al corpo, si crea un altro corpo, nuove forme, nuove gestualità.

*Docente di Espressione corporea Corso di Laurea in Scienze Motorie, Facoltà di Medicina

Università di Genova

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