Progettare sul territorio come nuovo strumento didattico

Il comune di Bosisio Parini, volendo riqualificare alcuni sentieri all’interno del proprio territorio, ha chiesto alla Scuola Agraria della Fondazione Minoprio la realizzazione di un progetto che tenesse conto di tutte le componenti ambientali e storiche del paese che ha dato i natali al poeta Giuseppe Parini. Nel dettaglio, si volevano riqualificare alcuni sentieri agresti del territorio, recuperare e rendere accessibile a tutti un’area verde inframmezzata fra il centro del paese e le sponde del lago di Pusiano (LC). Inoltre, il tutto doveva essere progettato recuperando un’identità urbana e sociale sia del paese che della popolazione.

Attori coinvolti.

La regia di tutto il progetto è stata sostenuta da un laboratorio multidisciplinare (Progettazione giardini, Comunicazione e Informatica) che aveva come primo compito quello di promuovere una serie di strumenti didattici, tecnici e umani al fine di stimolare gli studenti. Il cast degli attori che ha dato sostanza a tutto il viaggio era così composto:

  • gli studenti del Corso di qualifica professionale “Addetto alle colture florovivaistiche e ai servizi di giardinaggio” del Centro Professionale di Minoprio, che hanno avuto un ruolo di sostegno tecnico e pratico oltre che una funzione di collante con tutti gli altri attori coinvolti;
  • le Scuole medie di Bosisio Parini, che hanno lavorato sul piano emotivo e sul piano tecnico attraverso uno studio dei collegamenti storico – ambientali legati al periodo e alla figura di Giuseppe Parini;
  • le Scuole elementari, che hanno avuto un ruolo importante nello studio delle essenze vegetali autoctone e della fauna, la progettazione di alcuni giochi e la progettazione di un osservatorio naturalistico;
  • la Nostra Famiglia;
  • l’Amministrazione Comunale di Bosisio Parini, che oltre al supporto economico ha garantito una serie di servizi a favore dell’interazione dei diversi soggetti.

Metodologia.

Nella fase di scelta metodologica si è valutato di non fare un progetto ma un lavoro progettuale, ossia un’attività mirata a produrre effetti di cambiamento e trasformazione. Non a caso si è preferito uno strumento come la Progettazione Partecipata, capace di produrre innovazione.

Progettazione Partecipata vuol dire:

  • aprirsi al confronto;
  • accettare che esiste l’altro e che può avere idee, interessi e aspettative diverse dalle nostre;
  • pensare che ci sono una quantità di potenzialità latenti che si possono manifestare attraverso la disponibilità e le idee nel momento in cui si presenta l’occasione;
  • creare relazione;
  • ascoltare.

Con il lavoro di Progettazione Partecipata non abbiamo voluto pianificare i tempi e percorsi né tanto meno abbiamo preteso di arrivare alla conclusione migliore, ma abbiamo voluto costruire unione, senso di appartenenza, esser-ci.

Obiettivi raggiunti.

Gli obiettivi che ci eravamo prefissati e speriamo di avere raggiunto, oltre alla progettazione puramente tecnica, sono stati:

  • rivalutare la scuola come luogo di rielaborazione e crescita ed evitare che diventasse un “non luogo”;
  • trasmettere agli studenti l’importanza dell’altro;
  • riconquistare un luogo di identità sociale;
  • creare un rapporto significativo con gli adulti;
  • attivare una rete di confronto e collaborazione;
  • concretizzare le idee dei ragazzi;
  • l’ultimo obiettivo, e non per importanza, era di dare concretezza ad una serie di idee che ha attivato nuove idee, che speriamo di realizzare e concretizzare in futuro.

Chi volesse maggiori informazioni può richiedere sia il libro Il Bosco incantato a cura di R. Ballabio, E. Margheriti, A. Missaglia, P. Modolo, edito dalla Fondazione Minoprio, sia il video-reportage prodotto dalla Cooperativa Sociale Brianza. In entrambi i supporti si spiega compiutamente tutto il progetto svolto in questi ultimi due anni con il metodo “Progettazione Partecipata”.

*Sociologo dell’équipe,

coautore del libro menzionato nell’articolo.