Scelti per voi

Marcello Cini

Dialoghi di un cattivo maestro

Bollati Boringhieri, 2001, pp. 328, L. 48.000

C’è un significante che percorre tutto il testo di Marcello Cini, accompagnandoci nel corso degli anni che si snodano lungo i capitoli, compagno e cifra dell’esistenza dello stesso Cini. Il significante è: curiosità, una curiosità non pettegola, ma passione e interesse per l’uomo, per gli uomini che l’autore ha incontrato nel corso della sua esistenza, per la storia e le vite che hanno accomunato questi incontri. Attorno a questo significante si condensano le scelte politiche e intellettuali di Cini, in un rimando continuo che la passione tiene unite, impedendo alla curiosità di disperdersi, e alla passione di prevaricare ed accecare. Le scelte quindi, da quella di dedicarsi alla fisica, agli interrogativi sorti all’interno di quella professione che si intrecciano con le scelte politiche come domande sul fare scienza, sul come e non solo sul perché, incontrando gli snodi della politica all’interno della scienza, coerenti con le riflessioni interne a quella professione. Poi l’incontro con la psicoanalisi e con il pensiero di Bateson, la crisi e il ritorno alla professione con una passione rinnovata, con scelte che evitano di buttare tutto, ma recuperano invece il grado di libertà soggettiva che le aveva originate. Ma il testo è qualcosa di più di un’autobiografia, nella struttura dialogica stessa ci rimanda ad una presenza dell’altro sociale con cui fare i conti, ad un confronto serrato che partendo dall’interno della propria professione si allarga a cogliere le contraddizioni del presente, le responsabilità verso i propri simili, in una tensione continua di ricerca, evitando scorciatoie.

A.C.

Marcello Buiatti

Lo stato vivente della materia

Utet, 2000, pp. 242, L. 35.000

Un altro testo che parte dall’interno di una professione, questa volta la biologia, scritto da una delle persone amiche di Cini e citate nel suo libro, è quello di Marcello Buiatti Lo stato vivente della materia. Evitando di lasciarsi contaminare dall’euforia riduzionista che semplifica tutto e che è così diffusa nella vulgata scientifica, Buiatti ci accompagna in quello che ancora non conosciamo, nascosto in alcuni enigmi delle sequenze non codificanti del DNA, per segnalarci la distanza ancora da colmare nella comprensione della complessità dei sistemi biologici. Nei primi capitoli vengono esaminate le relazioni tra informazione genetica e sua espressione a livello proteico, nei successivi viene introdotto il concetto di reti di interazioni tra componenti, per passare poi a parlare di evoluzione e chiudere con una riflessione sul concetto di disordine. Non inganni l’arida esposizione fatta poco sopra, il testo lascia intravedere una passione che contagia il lettore, che induce stimoli intellettuali nonostante alcuni passaggi possano apparire difficoltosi ai profani, ma che merita un’ampia diffusione anche per contrastare un analfabetismo scientifico dilagante del quale non è il caso di andare fieri.                A.C.

Steven Rose

Linee di vita

Garzanti, 2000, pp. 390, L. 45.000

Un altro testo teso a contrastare il riduzionismo volgare, a smontarne pezzo pezzo la concezione, i presupposti logici e le false premesse, è Linee di vita di Steven Rose. Lo spazio non ci permette di dilungarci sul lavoro che Rose e altri autori hanno fatto nel corso degli anni per contrastare lo sciocchezzaio diffuso sul determinismo
genetico volgare, ma il testo si raccomanda come una lettura affascinante anche per i risvolti culturali diffusi sul nostro modo di intendere la malattia, il malessere, le forme in cui si esprime e soprattutto si cura, evitando scorciatoie ma anche una posizione stupidamente antiscientifica che “butta il bambino con l’acqua sporca”. A.C.

Edgar Morin

I sette saperi necessari all’educazione del futuro

Raffaello Cortina, 2001, pp. 122, L. 18.000

Vi è un saggio molto bello di Giulio Maccacaro, intitolato Il campanile di Codogno, in cui ricevendo un premio che il comune di Codogno gli assegnava, l’autore faceva una storia delle sue scelte, del suo vagare per il mondo, di un viaggio iniziato da Codogno, dalla visione del mondo che si vedeva dal suo campanile per concludere sottolineando come il vero viaggio, il più affascinante fosse quello compiuto attorno all’uomo, che rimaneva il vero fulcro di tutto un viaggiare, uno studiare, un percorso di vita. Questo saggio ci è tornato in mente leggendo il saggio di Morin, che proprio questo si propone, di porre al centro dei percorsi di conoscenza l’uomo, la sua presenza nel mondo. Attraverso l’esame del percorso di conoscenza, rifiutandone la frammentazione per cercare le relazioni tra parte e tutto, per girare intorno alla condizione umana, per poterla insegnare, per evidenziarne i rischi di crisi, cogliendo gli elementi di incertezza che appaiono all’interno della scienza, evitando di vendere false certezze per arrivare all’etica come costume nell’abitare la terra, nel cogliere la presenza di altri. Un percorso nel sapere necessario all’educazione del futuro che l’autore ha steso su incarico dell’Unesco e che ci rimanda a quella curiosità incontrata all’inizio e ci permette di declinarla come interesse per l’altro, passione per il mondo in cui viviamo, che ci sembra percorrere tutti i testi presi in considerazione in questa rubrica.

“L’atteso non si compie, all’inatteso un dio apre la via”, nelle parole di Euripide possiamo declinare la curiosità come un lasciarsi sorprendere sulla via della conoscenza che ci permetta di mantenere viva la passione, il guardarsi intorno con occhi ancora curiosi.   A.C.

Alberto Pellai

Le parole non dette

Franco Angeli, pp144, L. 28.000

Alberto Pellai

Un bambino è come un re

Franco Angeli, pp80, L. 12.0000

Due libri/manuali pubblicati a poca distanza di tempo sul tema della prevenzione dell’abuso stanno ad indicare certamente l’attenzione che merita il problema della tutela del minore. Non è però uno scandalizzarsi del fenomeno, né gridare “dagli all’untore” ma interrogarsi sul valore che ogni bambino ha in sé e sulle responsabilità che gli adulti hanno nei confronti di questo valore. Credere fortemente che ogni bambino ha dei diritti che devono essere rispettati ed essere coscienti dei bisogni dei bambini è essenziale per instaurare con loro un dialogo profondo, proficuo, rispettoso delle tappe evolutive. I due testi offrono una parte teorica in cui le riflessioni riconducono ad una relazione adulto/bambino sana, rispettosa dei ruoli  che ciascuno deve avere nella relazione, per proporre poi alcuni  giochi interattivi, fiabe, filastrocche che aiutino a trovare parole giuste per situazioni che potrebbero rimanere silenti. Nel libro Parole non dette è proposto un percorso da svolgersi in gruppo da parte di educatori ed insegnanti, in Un bambino è come un re è previsto un percorso individuale genitori/figli. I genitori, gli educatori hanno trovato una “facile ricetta” per superare  il problema? Certamente l’obiettivo del Pellai è quello di sviluppare, attraverso anche delle proposte concrete, una sensibilità all’ascolto e all’interrogarsi ritenendo che dovere di tutti gli adulti è rendere possibili i diritti dei bambini.    R.M.