Scelti per voi

Pierre-André Taguieff

Il Razzismo

Punto di partenza dell’analisi di Taigueff è la constatazione della necessità di un lavoro di ridefinizione del razzismo, in vista soprattutto delle sue attuali metamorfosi. Oggi, infatti, ci troviamo di fronte ad un “razzismo senza razza”, mascherato, poichè le modalità in cui si esprime prescindono dal riferimento all’ineguaglianza tra le razze e, quindi, più facilmente sfuggono ad uno sguardo ingenuo. Né le tradizionali teorie sul razzismo, appaiono adeguate a rendere conto della complessità assunta dal fenomeno: di qui la proposta di una sua rilettura attenta a reperirne le diverse forme, i nuovi bersagli, i modi d’azione e a seguirne le continue trasformazioni nel contesto attuale.

Nella seconda parte del volume, l’autore affronta la questione della lotta contro il razzismo, mostrando, come qualsiasi discorso sull’antirazzismo rimandi inevitabilmente a ciò che si intende per razzismo. Perché l’antirazzismo non si riduca ad essere una parola vuota, occorre dunque ripensarne i fondamenti e il senso, proprio tenendo conto delle più recenti riformulazioni degli argomenti razzisti. Le diverse concezioni del razzismo e dell’anti razzismo vengono scomposte, indagate nei loro presupposti, nella loro origine storico-culturale e sottoposte ad un esame critico che ne rivela le eventuali contraddizioni. Uno degli esiti più interessanti di tale procedimento, consiste nella possibilità di rinvenire modalità di pensiero e logiche comuni nell’ambito di teorie ed atteggiamenti apparentemente opposti: i germi dell’intolleranza possono nascondersi tanto nel razzismo quanto nell’antirazzismo. Il punto di arrivo dell’analisi di Taguieff è l’affermazione della necessità  di riportare la riflessione ad un livello più vicino all’esperienza, e quindi alla complessità: il primo passo verso la rifondazione dell’antirazzismo è quindi l’assunzione di un’attitudine cognitiva ed affettiva di tolleranza dell’ambivalenza, che consenta innanzitutto di  pensare la differenza ed il conflitto.

Michel Foucault

I corsi al Collège de France

I Résumés

E sul pensare la differenza e il conflitto, ci paiono interessanti due testi: uno di Foucault e l’altro di Schmitt. Il testo di Foucault raccoglie I Résumés dei corsi tenuti al Collège de France. La richezza degli spunti   contenuti in questi testi non si lascia facilmente riassumere, poichè tocca tutti i temi che sono poi stati ripresi dallo stesso Foucault nelle opere maggiori. Possiamo però individuare tre grandi filoni tematici: quello della verità, quello del potere, quello del soggetto. La verità viene caratterizzata come un evento legato alle vicissitudini dei desideri, delle
passioni e degli istinti, essa si relaziona con le istituzioni e i poteri per mostrare la varietà delle sue manifestazioni dei suoi modelli  di produzione, circolazione e funzionamento nei dispositivi di sapere-potere. Il tema del potere viene inseguito nelle sue trasformazioni e nelle varie forme della guerra, nei costumi sessuali e nei modelli di governo. Rispetto al soggetto l’accento viene posto sulla costituzione della soggettività, in cui libertà, resistenza e sottomissione,  competono tra di loro in modi sempre differenti e singolari.

Carl Schmitt

Le categorie del “politico”

Il testo di Schmitt ,”Le categorie del ‘politico’ “, affronta il rapporto tra politica e potere fondando l’autonomia della  politica, e cercandone i fondamenti nei rapporti di potere. Su questo testo torneremo con le prossime recensioni, per confrontarlo con toni ‘impolitici’ di autori a noi più vicini. Certo, Schmitt rappresenta bene la storia drammatica della cultura tedesca di questo secolo: rimane, infatti, un autore da interrogare per evitare facili entusiasmi e distorsioni del suo pensiero che lo snaturino per utilizzarlo in termini progressisti. Ma il tema del potere resta ancora, per certi aspetti, impensato. Un approccio possibile è quello di affrontare il potere in termini di possibilità di accesso alle risorse e al loro utilizzo.

Nerina Dirindin

Paolo Vineis

Elementi di economia sanitaria

In questo senso il testo di Economia Sanitaria  di Vineis  e Dirindin, risulta molto interessante. Problemi etici forti stanno alla base di scelte importanti. I numerosi esempi e problemi che si trovano nel testo, possono essere utilizzati per imparare a pensare in termini meno  semplicistici  rispetto alle scelte di politica sanitaria, valutandone attentamente le conseguenze, a volte prevedibili, e a volte no.

Il testo ha il pregio di introdurre  un tema, ostico ma importante, che dovrebbe diventare patrimonio comune, cioé quello della scelta nella collocazione delle risorse. Scelta che non è neutrale e scontata, ma che può essere interrogata e svelare ambiti di possibilità politica che la neutralità apparente nasconde.

Franca Olivetti Manoukian

Produrre servizi

Sempre su questo versante si inserisce il testo della Manoukian, “Produrre Servizi”, qui il discorso si fa interno: segue anche il filo che lega la produzione dei servizi alla cultura interna ai servizi stessi, ai rapporti tra le persone che lavorano e che interagiscono producendo, a loro volta, nuova cultura. E’ interessante, in questo senso, la disamina dei luoghi comuni che attraversano i discorsi sui servizi, la loro banalità, spesso la loro inconsistenza.

Sicuramente un testo utile per chi lavora all’interno di queste realtà. Ma la cultura non é solo quella interna ai luoghi di lavoro, ma anche quella prodotta all’esterno, e sui quali i servizi lavorano.

Giulia Sissa

Il piacere e il male

Su questa strada  incrociamo il testo di Giulia Sissa, molto utile nell’affrontare il tema della dipendenza da droghe nella cultura occidentale, intrecciando e indagando i campi del sapere che se ne sono occupati.

Nella storia che traccia i percorsi  del godimento e del piacere, l’autrice riesce a passare attraverso i campi della letteratura e della farmacologia, per rintracciare nel principio di realtà, il principio  di un rapporto con il reale che sappia fare i conti con il godimento.

Un testo interessante perché, nel mischiare i racconti della letteratura “alta”  e di quella “bassa”, riesce a  far emergere i tratti comuni di una rappresentazione, di una identificazione sociale che copre  il rapporto mortifero con il godimento.

In questo senso, la sua disamina del romanzo (brutto peraltro) “Noi, ragazzi dello zoo di Berlino” risulta particolarmente illuminante.