Scelti per voi – Musica

The National

Trouble will find

4AD, 2013, € 18,20

Editors

The weight of your love

PIAS, 2013, € 18,20

Bap Kennedy

The sailor’s revenge

Proper, 2012, € 20,40

Laura Marling

Once I was an eagle

Virgin, 2013, € 15,90

Cosa c’è di meglio che seguire il filo delle associazioni? Divoro il bel romanzo del cinese Yan Lianke, Pensando a mio padre, che finisce con queste parole: “Qualche giorno dopo, mio fratello mi richiamò: «Senti fratellino,» mi disse con voce addolorata, «dopo che sei partito per arruolarti, la mamma ogni giorno ha usato il romanzo che hai scritto per accendere il fuoco, sai, per cucinare e scaldarci d’inverno, e una pagina alla volta l’ha bruciato». «L’ha bruciato tutto?» domandai. «Quasi tutto», rispose lui.”

Un destino, quello riservato al testo faticosamente elaborato da Lianke, che ricorda il giudizio  impietoso che al termine della sua vita il grande Tommaso d’Aquino proferì sulla sua opera, fondamento dell’intera filosofia scolastica. Palea! Cioè, paglia, pula, resti da bruciare, scarto…  Eppure, il suo pensiero è quanto di più rigoroso la mente umana abbia prodotto, una cattedrale della riflessione sistematica. Date un’occhiata alla sua Somma teologica e vi prenderanno subito le vertigini. O, altrimenti, se l’impazienza vi consuma, leggetevi il profilo storico-filosofico che tratteggia Pasquale Porro nel suo ponderoso e meticoloso saggio edito da Carocci. Non spaventavi, certo non è Fabio Volo o Carofiglio, ma ne vale la pena. Tommaso era capace di inaudite illuminazioni come quando scrive: “L’amore è il dono originario. E, solo grazie ad esso, qualunque cosa ci possa esser data indipendentemente dai nostri meriti, diviene dono”.

Guidato da questa splendida affermazione mi volgo, più verso l’alto?, più verso il basso?, chissà?,  alle canzoni. Non è, forse, l’amore la materia impalpabile che le forma, l’orizzonte che puntualmente sollecitano? Bando alle ciance, vengo al dunque. Niente male sono due cd che mi hanno accompagnato per un paio di mesi. Il primo è il fortunato Trouble will find dei The National, band amata da Obama, il secondo è The weight of your love degli Editors. Il cd dei The National è dolcemente melanconico, si insinua sottilmente nell’umore di chi ascolta, quasi volesse cullarlo. E’ perfetto da sentire in una stanza semibuia, aspettando la notte, magari non da soli. Non mi vedo i  The National in un concerto dal vivo, in uno stadio, causa il tono intimista dei loro brani, ma li fanno e quindi… Controindicazioni. Il cd stimola una certa dipendenza, e questo potrebbe essere il meno, prima o poi si smette. Il vero problema è che fa dimenticare l’eccessiva omogeneità che accomuna una canzone all’altra. Insomma, come se fosse (o quasi) sempre la stessa! Però, la qualità è alta…

Metto, invece, sul lettore il cd degli Editors e la voce del cantante mi fa sobbalzare, marcata com’è  nel primo brano “The weight”, poi l’effetto si dissolve nei pezzi successivi… Pare di sentire Jim Morrison o Jan Curtis dei Joy Division. Il disco è più ruspante, se mi è permesso usare quest’aggettivo, di quello dei The National, più vario, ricco di belle canzoni. Per quanto, lo trovo meno fascinoso, meno accattivante… Siamo, comunque, sempre a un ottimo livello.

E, invece, se, passando dal gallo all’asino, come dicono i francesi, cioè di palo in frasca, dico Kennedy a chi pensate? Ai presidenti americani, a John, a Bob, ma anche al fratello Ted… Una famiglia d’origine irlandese. E, allora, ancora uno sforzo, andiamo nella pratica di Joyce, ma anche degli U2 o dei Waterboys.

Bap Kennedy è  un bravo cantautore di quelle parti. The sailor’s revenge contiene brani toccanti e ispirati. E’ irlandese e si sente, lo spirito di Van Morrison aleggia su di lui ( a proposito è uscita una bellissima ristampa di Moondance), ma non esagera come un Alain Stivell o i Pogues, gruppo casinaro e simpaticissimo, cialtrone e musicalmente alquanto ripetitivo, da cui i Modena City Ramblers, alla faccia dei rivoluzionari, hanno copiato a man bassa tutto il possibile. Peggio di uno Zucchero qualsiasi.

Bap, però, è in gamba. Merita. Lo si direbbe, interpretazione del tutto personale e probabilmente infondata (ma tant’è…), in cerca di un riconoscimento proprio che lo valorizzi, individuandolo nella sua particolarità. La copertina lo ritrae davanti al cupo e ventoso mare del Nord. Mah…

Da sentire, risentire più volte per apprezzarlo è il cd di Laura Marling Once I was an eagle. Al primo ascolto direte, come me: che palle! E poi sembra il clone di Joni Mitchell. A un certo punto pare fare pure eco a un celebre verso di sua bobbità o ripetere un’intro che ricorda così tanto “Painted Black” dei Rolling Stones. Ma più l’ascoltate, magari guardando i testi (appello: stamparli con caratteri più grandi e leggibili è impresa troppo faticosa? Ci vuole un genio per accorgersene?), più si coglie la mano di una cantante che scava dentro l’anima propria e, di riflesso, di quella degli altri con onestà e tatto. Notevole, dunque.

E Tommaso, me lo sono per caso dimenticato? No, of course. Ecco il cd d’eccezione. Questa volta, il pusher mi ha consigliato perfettamente. Si chiama “Fanfare”. Lui, l’artista: Jonathan Wilson.  Stupendo, impressionante, potente, nient’affatto monotono. E’ una “Somma” del meglio della musica degli anni settanta. C’è dentro un po’ di tutto. Dylan, i Pink Floyd, la West Coast… Come direbbe un mio amico: imperdibile. Buon ascolto.