Siamo in molti …

Girando per Trento può capitare, da qualche tempo, di imbattersi, sui bus cittadini, in riproduzioni, di diverso formato, di oggetti impensabilmente e gradevolmente colorati: sedie a rotelle.

Incuriositi, abbiamo fatto una breve indagine e siamo risaliti ai “colpevoli”: sono i ragazzi della Scuola Media annessa all’Istitto d’Arte, che abbiamo già presentato ai nostri lettori nel numero di settembre-ottobre di Pedagogika.it.

Ci siamo allora rivolti a Daniela Rosi, Responsabile dell’attività culturale del Centro Franca Martini di Trento, chiedendole antefatti ed obbiettivi.

Ci ha, in breve, detto che lo scorso anno scolastico il progetto educativo sulle problematiche dell’handicap e lo sviluppo di terapie alternative per le persone malate è stata l’occasione per guardare alla carrozzina in modo diverso, divertito e divertente:

“Perché le persone disabili dovrebbero essere sempre e solo tristi? Non è la nostra esperienza! Siamo sicuri che non siano disposte a scherzare sugli ausili che usano? Spesso ci scherzano. Quando guardiamo l’altro vediamo realmente quello che è, o non vediamo piuttosto quello che pensiamo che sia? Di certo, ci riflettiamo nelle nostre proiezioni.

Quando i ragazzi ed i malati lavorano assieme, li vediamo spesso sbellicarsi dalle risate, dimostrando nella relazione una totale, reciproca disinvoltura. C’è chi deambula perfettamente e sale sulla carrozzina e chi è afasico e tiene lunghi discorsi. E allora, cosa bisogna dedurne? Semplicemente che, forse,  è proprio il caso di sdrammatizzare.

Gli studenti delle classi IIIA e IIIB si sono perciò divertiti a dipingere per i loro amici sedie a rotelle assolutamente improbabili, utilizzando la tecnica dell’affresco. Dato l’ottimo risultato raggiunto hanno, poi, pensato di farne un cartoncino pubblicitario. Uno di quegli oggetti plastificati che pencolano dal portabagagli dei treni o che ti sbattono ritmicamente in testa quando viaggi in autobus e sei rimasto in piedi. Gli slogan, a quanto pare, sono farina del sacco dei “seriosi” professionisti della riabilitazione che lavorano al Centro. Provocatori e talora demenziali (gli slogan!) ci sembrano un degno coronamento dei disegni dei ragazzi.

Vi proponiamo immagini e parole e per titolare il tutto abbiamo preso in prestito uno dei loro slogan: ci  è piaciuto e sembra anche a noi che di rotelle, in giro, ne manchino parecchie.

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