Vulnerabilità e dinamiche sociali: alcune precisazioni concettuali

Ogni persona incontra, nel proprio percorso esistenziale dei fattori di criticità che rompono l’equilibrio della vita quotidiana. Quando il tentativo di attivazione delle proprie risorse o quelle della comunità per superare le criticità non aiuta la costruzione di un nuovo equilibrio esistenziale, allora si attiva una condizione di vulnerabilità.

Giovanni Bertin*

Ogni persona, nel suo percorso di vita, si trova a fronteggiare rischi e cambiamenti (in misura maggiore rispetto alle generazioni precedenti) e ad utilizzare le risorse a disposizione per affrontare questi momenti di difficoltà. Sono queste condizioni che definiscono i riferimenti entro i quali sviluppare il concetto di vulnerabilità. In particolare la vulnerabilità sociale si attiva quando la persona non ha le risorse (o non è in grado di utilizzarle) necessarie per far fronte alle fratture esistenziali che incontra nel suo percorso di vita.

Questa impostazione ci porta ad associare il concetto di vulnerabilità ad almeno tre caratteristiche fondamentali, riconducibili:

  • alla complessa rielaborazione degli eventi critici che accompagnano il percorso di vita. Il manifestarsi di tali eventi è affrontato dalle persone attraverso l’attivazione di risorse di tipo individuale (proprie della dimensione micro), ma anche di tipo collettivo (o meglio di beni pubblici, che attengono alla dimensione macro). La disponibilità e la capacità di utilizzare tali risorse consente di evitare di trasformare i fattori di rischio (eventi critici) in una condizione di disagio conclamato;

  • la multidimensionalità. Un evento critico che origina dalla dimensione fisica, non implica una risposta solo a questo livello, ma rompe un equilibrio che riguarda anche la sfera psicologica e quella sociale. Così come un evento critico che riguarda la sfera sociale non rimane circoscritto alle dinamiche socio-economiche e relazionali ma crea effetti, che necessitano di una rielaborazione, anche sul piano psicologico e fisico;

  • la sommatività. Gli eventi, le risposte date e la rielaborazione orientata alla costruzione di nuovi equilibri si sommano nel tempo, contribuendo a costruire le condizioni che favoriscono o contrastano l’insorgere di nuovi eventi critici o la capacità di darvi risposta.

Le fratture esistenziali che determinano la vulnerabilità sono il risultato dell’incontro fra i cambiamenti di tipo macro, che si attivano nel sistema socio economico e ambientale, con i percorsi di vita delle singole persone (dinamiche di tipo micro).

Vulnerabilità e cambiamenti nel sistema socio economico e ambientale

La società post moderna (o neo moderna) è caratterizzata da dinamiche di rapido cambiamento che si riverberano nell’instabilità delle condizioni entro le quali le persone sviluppano il loro percorso esistenziale. Fra i cambiamenti sociali che attivano condizioni di criticità, giova ricordare che:

  • il mercato del lavoro è caratterizzato da “traiettorie” meno stabili. Questo rende più variabile il rapporto fra i percorsi personali, la costituzione di condizioni di stabilità entro cui progettare la propria vita e consolidare i legami relazionali personali. Ma rende meno definito (e definitivo) anche il momento di uscita dal mercato del lavoro;

  • è aumentata la velocità evolutiva delle tecnologie e delle conoscenze. Si pensi, per esempio, al ciclo breve che hanno le tecnologie e le conoscenze e la loro rapida obsolescenza, o alla velocità con cui nascono nuove professioni che non presentano uno status ben definito e una chiara e prevedibile potenzialità di reddito;

– i rischi ambientali hanno frequenti ripercussioni nella vita delle persone. L’aumento della frequenza di eventi critici che originano dell’ambiente fisico costituiscono altrettanti fattori (catastrofici) capaci di rompere gli equilibri della quotidianità e determinare le condizioni di vulnerabilità sociale;

  • le disuguaglianze sociali impattano sui fattori cha attivano la vulnerabilità. Numerose ricerche hanno approfondito l’analisi delle caratteristiche dei sistemi sociali e della loro capacità di produrre effetti significativi sul benessere della popolazione. Sicuramente la ricchezza prodotta è un fattore rilevante, ma la presenza di disuguaglianze sociali ha evidenziato effetti ancor più significativi su numerosi problemi sociali in grado di attivare fratture esistenziali generative di vulnerabilità. Forti disuguaglianze sociali riducono il grado di fiducia nella società e negli altri, aumentano il disagio mentale, riducono la speranza di vita, aumentano il tasso di obesità nella popolazione; peggiorano il rendimento scolastico dei bambini; aumentano il tasso di gravidanze in adolescenza, agli omicidi, i tassi d’incarcerazione e riducono la mobilità sociale;

– gli squlibri nei sistemi di welfare limitano la loro capacità di contrastare i fattori di criticità. Le politiche di welfare sono una risorsa che può contribuire alla riduzione della vulnerabilità, ma le ricerche hanno evidenziato che non sempre hanno prodotto risultati significativi fornendo risorse capaci di accompagnare le persone nel loro percorso di vita. I principali fattori di criticità vanno ricondotti essenzialmente: alla differente distribuzione territoriale dei servizi socio sanitari ed educativi; alla scarsa correlazione della diffusione dei servizi con i bisogni presenti nei singoli territori, agli effetti sulla disuguaglianza nell’uso dei servizi esistenti dovuta alla difficoltà di avere i codici cultuali necessari al loro utilizzo.

Percorsi di vita ed eventi critici che attivano la vulnerabilità

Per eventi critici s’intendono gli accadimenti che producono discontinuità e rompono un equilibrio che richiede agli individui un riallineamento (psicologico, materiale, sociale) del proprio percorso di vita. Anche il mancato accadimento di un evento atteso attiva le stesse dinamiche di un evento critico e può essere considerato alla stessa stregua. In questa prospettiva giova ricordare che:

– le risorse e i rischi non sono solo materiali. I mondi vitali nei quali si sviluppa la vita delle persone costituiscono contesti nei quali si costruiscono o consumano risorse relazionali e si manifestano eventi critici che influenzano la condizione di vita degli individui. La rottura o la costruzione di una nuova relazione, come l’insorgenza di una malattia o di un lutto, sono eventi carichi di emotività e possono produrre effetti sulla qualità della vita di tutti i soggetti che hanno relazioni significative;

  • l’attenzione va posta sui cambiamenti di stato. La rottura dell’equilibrio dovuta, per esempio, alla perdita del lavoro o alla fine di una relazione associa uno stress emotivo alle altre difficoltà della vita quotidiana contribuendo a sviluppare una condizione di vulnerabilità;

– l’instabilità delle famiglie. L’aumento dei divorzi e delle separazioni, lo sviluppo delle convivenze e delle famiglie ricostruite con figli nati da coppie diverse da quelle che definiscono la convivenza. La forte mobilità territoriale che riduce la densità del sistema relazionale. La ricorsività delle dinamiche legate all’uscita o al ritorno nella famiglie di origine a causa dell’instabilità del lavoro e delle relazioni costruite. Tutti questi elementi contribuiscono all’aumento del tasso d’instabilità delle famiglie e all’insorgenza di fratture esistenziali del percorso di vita.

L’attivazione di eventi critici, per altro, non si traduce automaticamente in una condizione di vulnerabilità. Tale condizione si attiva quando la persona non è in possesso delle risorse necessarie per fronteggiare le criticità incontrate o quando non è in grado di utilizzarle.

Conclusioni

Questi aspetti aiutano a evidenziare l’articolazione del legame fra vulnerabilità e qualità della vita, e ne rafforzano la rilevanza della dimensione processuale e di legame con la storia personale. Le diverse dinamiche considerate comportano la necessità di considerare la vita come un processo di tipo multidimensionale, nel quale la fase della vita è data dall’intreccio di processi non più lineari e non più paralleli. Ogni persona incontra, nel proprio percorso esistenziale dei fattori di criticità che rompono l’equilibrio della vita quotidiana. Tali fattori possono insorgere nel sistema socio economico e ambientale e/o nelle dinamiche relazionali del mondo vitale nel quale la persona sviluppa la propria esistenza. Per fronteggiare queste discontinuità la persona cercherà di attivare le proprie risorse personali o quelle messe a disposizione dalla comunità. Quando questo tentativo di attivazione delle risorse non aiuta la costruzione di un nuovo equilibrio esistenziale, allora si attiva una condizione di vulnerabilità.

Questi eventi e cambiamenti producono, quindi, effetti diversi nella vita delle persone, in funzione della:

  • natura degli eventi o cambiamenti;

  • disponibilità di risorse che l’individuo può attivare (non solo economiche);

  • estensione del sistema di relazioni dell’individuo e della sua rete sociale;

  • preparazione dell’individuo a far fronte al cambiamento;

  • capacità di attivare strategie adattive;

  • disponibilità di alternative per affrontare le criticità evidenziatesi.

Questi elementi aiutano a rappresentare la complessità e multidimensionalità dei processi che attivano la condizione di vulnerabilità. La frequenza con cui si manifestano e la loro capacità di trasformarsi in condizioni di disagio dipende molto dalla posizione sociale delle persone, dalle risorse (individuali, di comunità o pubbliche) a loro disposizione e dalla loro capacità di utilizzarle per rielaborare le fratture esistenziali incontrate nel percorso di vita.

*Docente di Governance delle organizzazioni pubbliche presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia

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