Editoriale – Da una soglia… all’altra

Maria Piacente

Y yo había pasado por la vida tan sólo de paso,
 lejana de mí misma

Maria Zambrano

E io avevo attraversato la vita solo in transito,
 lontana da me stessa

 

Transitare, essere di passaggio in un luogo per poi arrivare in un altro.

Essere in transito da una soglia all’altra, affacciarsi e attraversare le varie fasi della vita, camminare nei percorsi più o meno accidentati che lo stare al mondo ci ha preparato.

Si parla qui, nello specifico, di adulti, di cicli di vita e di passaggi di età, in contesti e in uno spazio-tempo differente per ciascuno e ciascuna, in un momento diremmo epocale, dove si susseguono cambiamenti continui in una attualità che considerare liquida è diventato quasi un eufemismo; in una condizione, quella di oggi, dove diventare adulti è diventata quasi una scommessa.

Al tempo stesso però, nuove soggettività adulte hanno fatto e continuano a fare la loro comparsa e, seppure nelle precarietà e incertezza generale, si aprono nuovi flussi vitali in spazi imprevisti ed impensabili.

Nello spazio-tempo non è possibile, almeno per ora, tornare indietro nel tempo e, tragicamente, non ci rimane che andare avanti e studiare tutte le possibilità per potere stare nelle condizioni migliori. Il che significa anche occuparsi di andragogia, dell’educazione e della formazione degli adulti di oggi e di creare tutte quelle occasioni che consentano agli adulti contesti formativi consapevoli, come ulteriori possibilità trasformative e di arricchimento personale.

Come rivista che si occupa di “cose di pedagogia” Pedagogika.it, non poteva rimanere indifferente al lavoro del Gruppo di ricerca interuniversitario NUSA, Nuove Soggettività Adulte, Università degli studi Milano Bicocca, coordinato da Micaela Castiglioni, che ha organizzato il convegno “Nel frattempo. Transiti nell’età adulta” tema di questo numero speciale. L’incontro con il Gruppo è stato particolarmente fecondo al punto che ne siamo diventati partecipi e continueremo a rendere conto del lavoro del seminario permanente – una sorta di osservatorio sulle fenomenologie dell’età adulta di oggi – nei nostri prossimi numeri di Pedagogika.

L’adultità di oggi è perennemente in fieri, anche nell’età matura, dunque, un continuo divenire in un rispecchiamento perenne con se stessi e con gli altri e le altre. L’alterità che ci abita, se a volte è fonte di angoscia e perdimento, altre volte è invece foriera di individuazione di un sé che improvvisamente irrompe nella nostra vita e che a dispetto di tutto vuole farsi strada. Ancora di più oggi che si è allungata la vita e il passare degli anni sia per le donne che per gli uomini è diventato un transitare dall’eterna gioventù a una immortale vecchiaia, due ossimori  che indicano la possibilità di prolungare le esistenze biologiche, modificando la percezione del tempo e mutando anche il rapporto tra i sessi e le generazioni.

E così, anche nei tempi tra un transito ed un altro succede che, nell’invecchiamento, per esempio accade di poter esperire parti di sé sconosciute, vite che si sarebbero potute vivere. Pezzi di età in più e ci torna in mente un bel libro, scritto da Marina Piazza: L’età in più. Un testo che mescola molti registri (l’autobiografia, il diario, la saggistica) e che ci fa riflettere sul tempo e sulle fasi della vita, una profonda riflessione sulla vecchiaia e sulle domande che scaturiscono sulla vita e sulla morte.

Sempre riguardo al transitare da un passaggio d’età ad un altro, e ai cambiamenti repentini che la vita ci riserva ricordiamo con simpatia la figura della Vecchia signora indegna, celebrata in diversi film che prendono spunto dal racconto omonimo di Bertolt Brecht e che ci ricorda come l’accadimento nel frattempo può diventare un’occasione per vivere una nuova vita, o meglio un pezzo di essa. Berthe, la vecchia signora indegna che ha vissuto una vita di duro lavoro e sacrificio, rimane vedova a 70 anni, i figli le offrono ospitalità, ma lei rifiuta, comincia a cogliere nuovi aspetti della realtà e si accompagna a un gruppo di buontemponi con i quali sperpera le sue sostanze… scandalizzando tutti, tranne un suo affezionato nipote.

Ma di altri cammini e di altri transiti ci dà conto questo numero di Pedagogika per continuare ad attraversare, secondo lo sguardo dell’educazione degli adulti, quattro tempi/luoghi-limite del transito delle soggettività adulte nei quattro contesti: nelle istituzioni totali; negli ambiti istituzionalizzati; nei luoghi della malattia; nella transizione sessuale. Sempre verso una tensione: l’impossibile può diventare possibile. Sempre accanto alla condizione umana, come ci ricorda Edgar Morin, ( in Insegnare a vivere, manifesto per cambiare l’educazione), una delle figure più prestigiose della cultura contemporanea: “La conoscenza della nostra condizione umana è assente dai programmi di insegnamento, perché ciò che è umano è disperso/compartimentato in tutte le discipline delle scienze umane… Dobbiamo anche riconoscere la complessità umana: l’umano è trinitario, individuo-specie-società, e questi tre termini inseparabili sono produttori l’uno dell’altro in un anello ricorsivo e si trovano inclusi l’uno nell’altro: così l’individuo non è solo una piccola parte della sua società; il tutto della sua società è presente in lui nel linguaggio e nella cultura.

Porteremo gli argomenti trattati in questo numero alla Fiera dell’editoria delle Donne, che come lo scorso anno si terrà a Roma presso la Casa Internazionale delle Donne dove siamo stati invitati a parlare di questi argomenti dall’8 marzo al 10 marzo prossimi. Il 9 marzo dalle ore 15 alle 16 presso la sala Ingargiola, discuteremo insieme con chi vorrà partecipare di come nel Frattempo e nei transiti dell’età adulta si snodano Storie e narrazioni di adulti.