I Miserabili-Cinema

Ladj Ly

I MISERABILI

Produzione:
Srab Films Distribuzione: Lucky Red, MioCinema

Durata: 100 min.

L’erba cattiva ha cattivi coltivatori

A CHI Agli adulti che vogliono seria- mente interessarsi di educazione, a tutti gli adolescenti dai 15 anni in su

PERCHE? Per ascoltare il boato del malessere che gridano quelli – giovanissimi – che vivono al piano zero della societa? e per imparare che non e? mai troppo tardi per cambiare. Almeno un po’.

LA STORIA Siamo nella periferia, zona Montfermeil, alcuni chilometri da Parigi. Qui abitano i miserabili. Chi sono? Intanto i poliziotti, una coppia affamata di rispetto che va in giro mo- lestando i piu? deboli e facendo accordi con i piu? forti. E poi gli abitanti del posto che succhiano il siero dell’illegalita? e dell’irresponsabilita? lasciando mucchi di bambini deprivati a zonzo per le strade. Quando alla coppia di poliziotti se ne aggiunge un terzo, uno con uno sguardo piu? sano sui comportamenti marcescenti dei colleghi, la storia si fa dominare dal caos. I poliziotti inseguono un ragazzino colpevole di furto, bande inferocite di minori si accalcano per difendere l’amico allora quelli in divisa perdono il controllo e l’equilibrio si fracassa. Vede tutto un drone, telecomandato da un piccolo nerd che ora e? nei guai.

I TEMI Il degrado sociale che infetta generazioni di umani, abbandonati a se? stessi, persi nel vortice di una rabbia che solo la violenza riesce ad esprimere. Conflitti complicati tra diverse etnie dove la legge della forza vince. Nessuna parola, nessuna relazione buona si in- travede, l’educazione e? fuori uso.

LO STILE Ispirato al senso piu? profondo de I miserabili di Hugo, il film parla la lingua della miseria umana sintonizzandosi sulla radio della storia francese che allora come ora non smette di soffrire. Le prime inquadrature partono con un’ovazione che la folla dedica alla squadra francese il giorno il cui vince i mondiali. L’Arco di Trionfo si accende di gioia, tappeti umani ondeggiano accorpati al tripudio dell’inno nazionale; ma la colonna sonora di sottofondo ha tutto un altro suono, fa ribollire il ventre e annuncia una storia che non ha ancora un finale: ce lo dice l’inquadratura di chiusura che si imprime a fuoco nella memoria.

DA VEDERE Per uscire dal confine di casa nostra e riempirci di una storia che non possiamo far finta di non avere visto. Perche? ci chiama anche il giorno dopo la visione. E anche quello dopo, e quello dopo ancora.

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