La vecchia signora narcisista. Il Parlamento della prima Repubblica

Giancarla Codrignani
La vecchia signora narcisista. Il Parlamento della prima Repubblica
Edizioni Pendragon, Bologna 2023, pp. 217, € 16

La vecchia signora narcisista è Giancarla Codrignani, classe 1930, che così si definisce per tutto il testo per raccontare la sua attività come parlamentare nel gruppo della Sinistra Indipendente in tre legislature, dal 1976 al 1987. Ma assumere per sé tale definizione non cela alcuna forma di compiacimento. È semmai un espediente per essere libera di esprimersi, senza timori o falsi pudori, davvero spudorata (come ebbe a definirla Scalfaro) e forse il narcisismo consiste nell’orgoglio di avere fatto quanto nelle sue forze e in suo potere per rendere effettivamente un servizio a coloro che in lei avevano avuto fiducia, tanto da sceglierla come rappresentante.

L’impegno parlamentare di Giancarla Codrignani abbraccia numerosi campi, molti dei quali non venivano (e ancora non vengono) ritenuti così familiari per una donna. Ad esempio, la partecipazione alla Commissione Difesa. Ma «occuparsi di Difesa significa occuparsi della pace, secondo quanto dice la Costituzione. […] e Giancarla sa che prendersi cura di questa parte della vita del Paese significa consolidare la democrazia», come sottolinea nella prefazione Sandra Zappa, collega e amica personale dell’Autrice.

Altro ambito di riflessione politica è costituito dal rapporto tra Stato laico e Chiesa cattolica. Dopo un rapido excursus storico sulla storia della complessa relazione tra lo Stato italiano e la Chiesa, l’Autrice ricostruisce il contesto politico che ha portato alla revisione del Concordato, rammaricandosi che non ne sia stata possibile l’abolizione e che, nonostante le “intese” per numerose confessioni religiose (ma più difficile l’inclusione dell’islamismo «per la molteplicità delle differenze interne»), «continui a mancare una legge sulla libertà religiosa».

Assai significativa – ovviamente, verrebbe da aggiungere dato l’impegno femminista della parlamentare – la parte relativa alla presenza delle donne nelle istituzioni. Il suo giudizio è duro quando afferma che: «Quando una donna arriva in un “posto” importante, può gestire il potere […] solo conformandosi al “potere unico” fondato sullo stereotipo maschile consolidato in primo luogo nelle istituzioni». Istituzioni che non sono certo amiche delle donne se, come ancora ci  ricorda, «Il Senato, prima di sciogliere l’ultima legislatura, nel 2022, ha votato contro l’adozione del linguaggio non discriminatorio negli atti formali del Parlamento: niente sindache e ministre (e nemmeno ingegnere o architette). Una prima ministra diventa davvero “il” presidente». L’articolo “il” è messo in rilievo dalla stessa Codrignani Pagine molto interessanti sono quelle dedicate all’approvazione della legge 194 (interruzione di gravidanza), al relativo referendum, e al lungo (quasi vent’anni e cinque legislature) e faticoso iter della legge 66 (contro la violenza sessuale).

Altrettanto interessanti le parti che riguardano i problemi internazionali che, secondo l’Autrice, «sono sempre (stati) geopolitici» e attengono «i diritti umani e i diritti dei popoli» o la questione del Medioriente che, con un’ironia che fa capolino anche in altri momenti della narrazione «non si sa mai come nasca o dove finisca».

Come si vede, pur da queste brevi notazioni, molteplici sono gli aspetti che vengono affrontati nel testo, ricco e complesso, che si presta a numerose possibilità di lettura.

Una scrittura veloce, eppure sempre chiara, a dimostrazione che l’urgenza di raccontare, o meglio di far capire, è – se non il principale – uno degli l’intenti del testo. Emerge cioè in modo evidente il desiderio che altri e altre possano comprendere che cosa ha significato sedere sui banchi del Parlamento e partecipare, a volte dare inizio, a battaglie che ancora non sono concluse. Perché fare politica, per usare un’espressione desueta, significa per una vecchia signora narcisista occuparsi di rendere il Paese un posto migliore dove trascorrere la vita.

Il testo è curato in ogni particolare: dalla foto di copertina (riproduzione de “La maschera” di Lorenzo Lippi a simboleggiare “l’enigma dell’intenzione”), all’appendice dove si possono trovare le indicazioni per leggere agevolmente i testi integrali degli interventi.

Claudia Alemani


Sede Legale:
Via Ghisolfa, 32 – 20217 Rho (MI)
pec: cooperativa@pec.stripes.it
P.IVA e C.F. 09635360150




Tel. (02).931.66.67 – Fax (02).935.070.57
e-mail: stripes@pedagogia.it
C.C.I.A.A. Milano REA 1310082




RUNTS N° rep.2360

Albo Società Cooperative N° A161242
Capitale Sociale i.v. € 365.108,00



Redazione Pedagogika.it e Sede Operativa
Via San Domenico Savio, 6 – 20017 Rho (MI)
Reg. Tribunale: n. 187 del 29/03/97 | ISSN: 1593-2259
Web: www.pedagogia.it


Privacy Preference Center