Insegnare ad apprendere è più facile se… (Pietro Sacchelli)

RECENSIONE DI MARIANGELA ANGELONI

 

Pietro Sacchelli
Insegnare ad apprendere è più facile se… sai come fare! La didattica fenomenologica per la valorizzazione delle differenze
Edizioni Il Papavero 2025
pp.226
€ 20

Introduzione
La crescita esponenziale delle conoscenze, accelerata dall’intelligenza artificiale generativa, impone alla scuola una trasformazione radicale: superare la mera trasmissione dei contenuti disciplinari per valorizzare il ruolo dei processi mentali e metacognitivi, in linea con la quinta competenza chiave europea “Apprendere ad apprendere”. In questa prospettiva si inserisce la proposta fenomenologica della Gestione Mentale di Antoine de La Garanderie (1920–2010), metodica ancora poco conosciuta in Italia. Il presente saggio ne evidenzia la rilevanza pedagogica ed offre suggerimenti utili ad accrescere negli studenti la consapevolezza dei personali stili di apprendimento e delle operazioni mentali implicate nello studio. La didattica fenomenologica si presenta come un approccio che, unendo rigore teorico e applicazioni pratiche, favorisce percorsi formativi centrati sull’autonomia e sulla responsabilità del soggetto nei processi del sapere.


Dal curricolo disciplinare a quello personologico
La scuola, saldamente vincolata agli ambienti di apprendimento e alla teoria culturalista di Olson, può trarre vantaggio da un approccio che consenta di passare:

  • da una programmazione disciplinare a un curricolo personologico,
  • da una conoscenza meccanica a un sapere più profondo e consapevole,
  • dalla dimensione cognitiva dell’insegnamento a quella mentale dell’apprendimento.


Dialogo pedagogico e stili di apprendimento
La metodologia si fonda sul dialogo pedagogico visto come strumento elettivo per stimolare l’auto?osservazione regressiva e promuovere la presa di coscienza dello stile di apprendimento utilizzato. In questo percorso l’alunno è guidato a riconoscere e selezionare la modalità di apprendimento a lui più congeniale, sia essa di tipo endofasico (subvocalico) oppure basata su immagini di pensiero (thought images). Così facendo il discente diviene soggetto attivo e consapevole nello studio, capace di orientare in autonomia le proprie strategie cognitive.


La coscienza come “ponte” tra Erfahrung (fuori di sé) e Erlebnis (dentro di sé)
Nella fenomenologia la coscienza si configura come “ponte” tra la percezione esterna e la sua rielaborazione mentale che Merleau-Ponty definisce “incarnata”. L’esperienza soggettiva passa così da Erfahrung (percezione meccanica) a Erlebnis (rielaborazione vissuta) attraverso evocazioni di tipo endofasico e/o analogico. Con l’integrazione delle operazioni mentali del pensiero (attenzione, riflessione, memorizzazione, comprensione e creatività) viene favorito un apprendimento più consapevole, profondo e dinamico. La didattica fenomenologica, iscritta nelle teorie della mente, si rivela particolarmente efficace nel trattamento delle resistenze all’apprendimento, dei DSA e delle situazioni problematiche di alunni certificati. Le strategie pedagogiche di natura metacognitiva consentono infatti di recuperare o rimodulare processi cognitivi deficitari, migliorando le prestazioni scolastiche e al contempo valorizzando le differenze individuali degli studenti.


Conclusione
Grazie alla sua natura di meta-modello pedagogico, la didattica fenomenologica si configura come strumento flessibile e universale, capace di adattarsi a differenti contesti educativi e formativi.
Essa mira a formare cittadini in grado di governare i propri vissuti in modo consapevole così da affrontare con maggiore autonomia e consapevolezza le sfide di una società sempre più interconnessa e complessa. In un contesto caratterizzato da un’espansione continua delle conoscenze, diventa essenziale la capacità di vagliare le informazioni con spirito critico, trasformando l’apprendimento in un processo dinamico e riflessivo che valorizza le differenze individuali e le potenzialità di ciascun alunno.


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