Genitorialità, costruzione dell’identità e scelte formative
Di SALVATORE BENFANTE PICOGNA
Dirigente scolastico. Già Dirigente Tecnico con funzioni ispettive.
Abstract
Il contributo analizza le proiezioni genitoriali nelle scelte formative degli adolescenti integrando psicoanalisi, teoria del riconoscimento e sociologia della riproduzione. A partire dal concetto freudiano di investimento narcisistico e dalla distinzione winnicottiana tra vero e falso Sé, il testo esamina le condizioni in cui il sostegno genitoriale può trasformarsi in mandato implicito. L’analisi viene posta in dialogo con la teoria del riconoscimento di Axel Honneth e con la nozione ricoeuriana di identità narrativa, evidenziando come il bisogno di riconoscimento e la costruzione di una narrazione di sé si intreccino con le dinamiche di trasmissione del capitale culturale e dell’habitus descritte da Pierre Bourdieu. Le scelte formative emergono così come spazio di intersezione tra dimensione intrapsichica, relazionale e strutturale. In tale quadro, l’orientamento scolastico è concepito come ambito di mediazione simbolica volto a sostenere processi decisionali consapevoli e a promuovere l’autonomia progettuale.
- La tensione progettuale come dispositivo relazionale
Ogni biografia si costituisce nella forma di un progetto. L’essere umano non coincide mai pienamente con il proprio presente, ma si comprende nella proiezione verso possibilità ancora da realizzare. Quando tale tensione anticipatoria si inscrive nella relazione genitoriale, essa assume una configurazione ulteriore: il futuro immaginato non riguarda più soltanto il sé, ma si trasferisce sull’altro. In questo passaggio si produce una trasformazione simbolica decisiva. Il figlio diviene luogo di continuità, di riparazione o di compimento; le scelte formative, in particolare nei momenti di transizione tra ordini di scuola o nell’accesso all’università, si configurano come spazi di condensazione identitaria nei quali si intrecciano desiderio individuale, aspettative familiari e strutture sociali. - Investimento narcisistico e configurazioni del Sé
In Introduzione al narcisismo, Sigmund Freud individua nel figlio un possibile oggetto di investimento narcisistico: attraverso di lui il genitore può tentare di restaurare un’immagine ideale di sé, sospendendo simbolicamente il limite imposto dalla propria storia. L’alterità del figlio diviene così superficie di iscrizione di un progetto che eccede la sua singolarità. La distinzione elaborata da Donald Winnicott tra “vero Sé” e “falso Sé” consente di approfondire tale dinamica. Il falso Sé non è finzione cosciente, ma struttura adattiva: il soggetto preserva il legame ambientale assumendo configurazioni conformi alle aspettative esterne. Applicata alle scelte formative, tale categoria illumina quei percorsi performanti e socialmente riconosciuti che tuttavia non risultano interiormente appropriati. L’integrazione sociale può non coincidere con l’integrazione psichica. Il punto critico emerge quando il sostegno si trasforma in mandato implicito: non un ordine esplicito, ma una direzione interiorizzata che orienta la decisione prima ancora che essa venga tematizzata. - Riconoscimento e identità: l’apporto di Honneth
Per comprendere pienamente tale dinamica è necessario introdurre la categoria del riconoscimento. Axel Honneth ha mostrato come l’identità personale si costituisca all’interno di relazioni di riconoscimento articolate su tre livelli: affettivo, giuridico e sociale. Il soggetto sviluppa fiducia in sé, rispetto di sé e stima sociale attraverso esperienze positive di riconoscimento. In ambito familiare, il riconoscimento affettivo costituisce la base primaria della fiducia. Tuttavia, quando il riconoscimento è condizionato alla conformità a un progetto prefigurato, esso può assumere una forma ambivalente. L’approvazione diviene selettiva; la stima sociale è anticipata e già orientata. Il giovane può percepire che il riconoscimento pieno è subordinato alla realizzazione di determinate aspettative. Si produce così una tensione strutturale: il bisogno di riconoscimento — costitutivo dell’identità — può entrare in conflitto con il bisogno di autonomia. La scelta formativa diventa allora il luogo in cui si gioca la possibilità di un riconoscimento non condizionato, capace di sostenere la differenziazione soggettiva. - Identità narrativa e continuità simbolica: Ricoeur
Paul Ricoeur offre un ulteriore strumento interpretativo attraverso la nozione di identità narrativa. L’identità non è semplice permanenza (idem), ma capacità di mantenere una promessa di sé nel tempo (ipse). Essa si costruisce mediante il racconto che il soggetto elabora sulla propria storia, integrando continuità e trasformazione. In questo quadro, la famiglia costituisce il primo contesto narrativo entro cui l’individuo viene inscritto. Le attese e le proiezioni genitoriali forniscono trame interpretative, ipotesi di futuro, figure di riuscita. Tuttavia, perché l’identità possa configurarsi come ipseità e non mera ripetizione dell’idem familiare, è necessario che il soggetto possa rielaborare criticamente tali narrazioni. La scelta formativa diviene così un atto narrativo: non semplice decisione tecnica, ma configurazione di un racconto possibile di sé. Se il mandato familiare impedisce tale rielaborazione, l’identità rischia di assumere la forma di una continuità non scelta. Se invece l’eredità si offre come repertorio simbolico aperto, essa può essere integrata creativamente nella narrazione personale. - Riproduzione sociale e habitus: il raccordo con Bourdieu
Le analisi di Pierre Bourdieu sulla riproduzione sociale ampliano ulteriormente il quadro. Le traiettorie scolastiche sono influenzate dal capitale culturale e dall’habitus familiare: sistemi di disposizioni incorporate che orientano le scelte in modo pre-riflessivo. Il raccordo con la psicoanalisi e con la teoria del riconoscimento risulta qui particolarmente fecondo. L’investimento narcisistico trova nel capitale culturale il suo supporto oggettivo; l’habitus traduce in disposizioni interiorizzate ciò che, sul piano relazionale, si manifesta come mandato implicito. Il bisogno di riconoscimento, descritto da Honneth, si intreccia con la ricerca di legittimazione sociale; l’identità narrativa, tematizzata da Ricoeur, si sviluppa entro trame già strutturate dal campo sociale. La scelta formativa si colloca dunque all’incrocio tra dinamiche intrapsichiche, relazioni di riconoscimento e strutture di riproduzione simbolica. - Successo, fallimento e disallineamento
Alla luce di tale intreccio, fenomeni come riorientamento, abbandono universitario o successo ambivalente possono essere reinterpretati come esiti di un disallineamento tra habitus familiare, bisogno di riconoscimento e configurazione narrativa emergente. Il fallimento non coincide necessariamente con deficit cognitivo; può essere il segnale di una frattura tra narrazione imposta e narrazione appropriata. Analogamente, il successo può risultare ambivalente: una riuscita riconosciuta socialmente ma non pienamente integrata nell’identità narrativa del soggetto. - Orientamento scolastico come spazio di mediazione simbolica
In questo scenario, l’orientamento scolastico assume una funzione strategica. Le Linee guida adottate con il D.M. 22 dicembre 2022, n. 328, configurano l’orientamento come processo permanente volto alla maturazione di decisioni consapevoli e allo sviluppo delle competenze orientative. La scuola può operare come spazio terzo di riconoscimento: un contesto in cui il progetto personale venga distinto dal mandato, senza negare l’eredità familiare. Il compito educativo non consiste nel neutralizzare le aspettative, ma nel renderle tematizzabili, discutibili, trasformabili. Solo quando il riconoscimento non è condizionato alla conformità e la narrazione di sé può integrare criticamente l’eredità ricevuta, l’identità si configura come autonomia progettuale e non come semplice continuità simbolica.
Bibliografia
Bourdieu, P., & Passeron, J.-C. (2006), La riproduzione. Per una teoria dei sistemi di insegnamento. Rimini Guaraldi.
Erikson, E. H. (1995), Gioventù e crisi d’identità. Roma Armando.
Freud, S. (1976), Introduzione al narcisismo. Torino Bollati Boringhieri.
Honneth, A. (2002), Lotta per il riconoscimento. Proposte per un’etica del conflitto. Milano Il Saggiatore.
Ministero dell’Istruzione e del Merito, Linee guida per l’orientamento (D.M. 22 dicembre 2022, n. 328).
Ricoeur, P. (1993). Sé come un altro, Milano Jaca Book.
Winnicott, D. W. (2019). Gioco e realtà. Roma Armando Editore.

