Esperienze, documentazione, riflessione

Di Teresa Scalici

 

In questo articolo si vogliono definire alcune caratteristiche dell’individuo attraverso il contesto storico in cui è inserito: seppur complesso ed in continua evoluzione, si ha la possibilità di comprenderne il ruolo che ricopre e che dà vita all’identità sociale. Per entrare nello specifico, è necessario analizzare il modo in cui l’individuo percepisce la realtà che lo circonda, reagendo di conseguenza. A tale scopo, si considera la persuasione – elemento fondamentale in tutte le relazioni umane e oggi diventata “iper-persuasione” – per poterne valutare gli effetti sull’identità personale. Capire quali sono state le tappe del suo processo non è difficile, dato che si manifestano quotidianamente attraverso i social, ma spiegarne gli effetti nel contesto sociale rimane comunque complesso. La persuasione si fonda su basi solide come le emozioni e può coinvolgere tutti sin dalla tenera età: al di là dei benefici offerti dal multimediale, vi è un fenomeno pervasivo che va oltre, a discapito della concentrazione, della produttività organizzata e della salute cognitiva. Resta di fatto che i social e la tecnologia favoriscono l’espressione, la creatività, la partecipazione attiva nella società, oltre che consentire l’accesso immediato alle informazioni e alle competenze digitali. A parità di merito, ad esempio con il testo cartaceo, e tenendo conto della diversità dei due elementi, fondamentali per la comunicazione, il testo resta l’elemento principale per eccellenza, per quanto riguarda la possibilità di una risposta cognitiva più completa e di un pensiero ponderato, che si focalizza sull’attenzione. Emozionarsi durante la lettura di un libro ha una certa importanza, e per tale scopo alcuni vecchi libri si prestano più facilmente di altri. Ci sono infatti libri scritti in epoche passate, di vita sociale e quotidianità, che permettono di riscoprire emozioni profonde: ciò è legato anche ad un ritmo lento e alla ricchezza del linguaggio, elementi fondamentali che hanno affascinato ed incantato i lettori nel tempo. Collodi, i fratelli Grimm e tanti altri scrittori del passato, sono riusciti a far porre l’attenzione sull’agire personale, risvegliando la coscienza di grandi e piccini. Leggere un libro cartaceo di fato offre notevoli vantaggi cognitivi. In particolare, leggere libri con remote modalità espressive e stilistiche, per esempio accompagnati da disegni, porta ad avere la combinazione giusta degli elementi essenziali che occorrono a un completo e piacevole apprendimento. Alimentare la fantasia dei bambini di oggi in modo adeguato, prediligendo la naturalità dei sentimenti suscitati da libri che hanno fatto la storia, li aiuterebbe ad affrontare meglio la realtà odierna. Quello che verrebbe percepito sostanzialmente sarebbe il messaggio che si identifica attraverso le emozioni: è importante infatti rispecchiarsi nella propria realtà interiore, e quelle immagini e quei racconti suggeriscono di osservare il mondo per viverlo in modo migliore. Un’immagine costruttiva che sostanzialmente trasmette armonia e tranquillità è la chiave giusta per una crescita sana e consapevole. Il fine dei libri e delle immagini di una volta era quello di voler dare il buon esempio, in modo tale da far acquisire ai bambini quella capacità di trovare la loro naturale attitudine. Anche per questo, oggi alcuni vecchi libri andrebbero rispolverati e proposti. Se il bambino venisse messo in condizione di poter fare scelte in base alle proprie esigenze, sceglierebbe istintivamente un libro cartaceo, per ovvie ragioni. Quello che mette a rischio la libertà individuale, con tutto ciò che ne consegue, è un disallineamento dato da una scarsa competenza nella gestione dell’evoluzione tecnologica. La persuasione pianificata attraverso i social altera la percezione, le opinioni, gli atteggiamenti: ne risulta uno stato mentale modificato dalla pressione su valori e credenze. In tale contesto, il ruolo dei vecchi libri cartacei qual è e perché sono così importanti? Di fatto la comunicazione sociale alimenta il confronto che porta al cambiamento e il testo scritto risulta un elemento fondamentale: descrivendo la quotidianità, riporta alla mente esperienze e così permette una maggiore e più profonda consapevolezza del cambiamento sociale e quindi generazionale. Grazie ai social, alla tecnologia virtuale e ai mezzi di comunicazione di massa, i giovani oggi apprendono meglio e più velocemente rispetto al passato, ma ciò non deve farci dimenticare il “buon senso” e la complessità della sua evoluzione. Questa saggezza pratica, questa guida, è strumento di orientamento: è fonte di una dote naturale basata sull’esperienza, ma anche su criteri di opportunità condivisa, essendo capacità di adattarsi alle circostanze oltre ad essere la facoltà critica personale per eccellenza. Dunque, grazie al multimediale e alla multisensorialità, i giovani sanno oggi valutare e percepire la realtà in modo diverso e più veloce rispetto al passato. Tuttavia, avrebbero ancora bisogno dei libri cartacei (in particolare quelli che fanno rivivere esperienze di vite passate): per coinvolgersi nei dettagli, nelle sfaccettature di significato; e per sperimentare quella tranquillità data dal distacco di un’esperienza non vissuta in prima persona. Tutto ciò consentirebbe una applicazione più corretta delle nuove strategie di apprendimento nelle emozioni, nelle riflessioni personali e più in generale nel senso delle cose. Il vecchio libro cartaceo porterebbe oggi i piccoli lettori e lettrici ad analizzare ricapitolare in modo diverso il contenuto del testo rispetto al passato, oltre che a concedersi anche un momento di pausa dal mondo multimediale. L’opportunità di comprendere appieno un cambiamento evolutivo sta nel non lasciarsi sfuggire i passaggi che l’hanno consentito, tenendo conto che l’evoluzione cognitiva è inevitabilmente destinata ad evolversi e pertanto ogni tappa risulta fondamentale. Il multimediale resta comunque un’opportunità. Avere consapevolezza di tutto ciò consentirebbe di cogliere l’opportunità di un cambiamento generazionale che aiuti le future generazioni a riportare stabilità e restituire equilibro emozionale. Ecco dunque perché è necessario oggi riproporre nelle scuole vecchi libri dimenticati carichi di sentimenti: per comprendere se stessi e le relazioni umane, saperle riconoscere da subito e quindi trasformarle in vista di cambiamenti futuri costruttivi; per non perdere la capacità di memorizzazione; non da ultimo per ridurre riduzione lo stress visivo. Non è tanto la quantità delle informazioni ma la qualità a fare la differenza: qualità che deve essere curata al fine di garantire lo sviluppo di nuove forme di espressione e competenze. Usare pertanto in modo appropriato, cioè non esclusivo, il mondo multimediale consente di aumentare la percezione e stimolare il cervello per indirizzarlo verso l’apprendimento di nuove abilità. Ciò dà modo di mantenere il cervello attivo stimolandone la plasticità. Grazie, dunque, alla combinazione di esperienze diversificate, si ha la possibilità di una nuova prospettiva di apprendimento didattico ed educativo che fa vedere il futuro sotto una nuova luce. Usare il multimediale in modo consapevole può portare a leggere un vecchio libro cartaceo in modo diverso rispetto al passato esaltando in modo significativo la complessità di un’interazione dinamica fatta di esperienze personali. È così che alcune domande oggi troverebbero delle risposte. Domande importanti: quali sono quei sentimenti che attraversano il cuore ed intensificano gli affetti? Le vicende di un’epoca ormai passata possono contribuire a dare un valore aggiunto ai sentimenti dei nostri ragazzi oggi? Visti i presupposti evolutivi, la risposta è si, ma la scienza riuscirà a confermarlo?

 

 

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