Progetto Stringhe: robotica e sport

Di IGOR GUIDA
Direttore scientifico Stripes Digitus Lab
Unire robotica e sport per aiutare bambine e bambini ad imparare e ad imparare meglio: ecco l’idea alla base di Stringhe – piccoli numeri in movimento. Si tratta di un progetto educativo nazionale nato per contrastare la povertà educativa e sperimentare nuove forme di apprendimento nelle scuole. Oltre 1,2 milioni di minori in Italia si trovano in condizioni di povertà assoluta e ciò ha evidentemente un impatto anche sulle opportunità educative di questi minori: l’obiettivo di Stringhe è stato proprio quello di offrire nuove possibilità di apprendimento a chi rischia di restare indietro per una condizione di svantaggio sociale. Avviato nell’anno scolastico 2019-2020 e conclusosi nel 2025, il progetto è stato selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini – nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile[1] – coinvolgendo diverse realtà del mondo educativo, della ricerca, del terzo settore e istituzioni locali: Mission Bambini, CNR (Istituto per le Tecnologie Didattiche), Stripes Coop, Fondazione Laureus Italia, Palestra per la Mente, oltre a scuole, comuni e associazioni locali dei territori coinvolti.
Complessivamente Stringhe ha interessato circa 2.600 bambini tra i 5 e gli 11 anni (con i relativi educatori e familiari), frequentanti dieci scuole dell’infanzia e primarie situate in alcune zone socialmente fragili delle città di Milano, Napoli e Catania. Così – nei quartieri milanesi di Quarto Oggiaro, Bruzzano e Niguarda; in quelli napoletani di Scampia e Secondigliano, e nel rione catanese di Librino – è successo qualcosa di inaspettato. È successo cioè che ha prevalso la solidarietà, cuore di quella mentalità cooperativa che a nostro avviso potrebbe davvero cambiare il mondo.

Proponendo gratuitamente iniziative didattiche capaci di unire coding e robotica educativa a psicomotricità e sport, le bambine e i bambini coinvolti hanno potuto imparare meglio concetti complessi – come quelli legati al pensiero computazionale – sperimentandoli anche attraverso il corpo e il movimento. Per esempio: programmando piccoli robot i bambini hanno risolto brillantemente problemi logici fino ad allora insormontabili; e partecipando a specifici giochi motori basati sulle sequenze, hanno compreso come orientarsi nello spazio e come collaborare per riuscirci meglio. In questo modo, attività fisica e tecnologie digitali sono diventati strumenti complementari per sviluppare competenze cognitive, sociali e relazionali. Stripes Coop ha contribuito in modo fattivo alla realizzazione di queste attività, mettendo a disposizione un’esperienza pedagogica sempre più persuasa che sono soprattutto le competenze interdisciplinari a promuovere un apprendimento inclusivo.
Le attività di Stringhe si sono svolte sia durante l’orario scolastico sia in momenti extrascolastici, coinvolgendo non solo gli studenti, ma anche insegnanti ed educatori appositamente formati. Infine, il progetto ha previsto un importante lavoro di monitoraggio scientifico realizzato con il supporto del CNR, per valutare l’impatto delle attività e perfezionare il modello educativo.
Ora che il progetto è terminato, l’obiettivo è renderlo replicabile su larga scala facendo confluire i risultati della sperimentazione in una piattaforma e in un toolkit didattico specificatamente destinati alle scuole.
Proprio come nello sport, anche nell’apprendimento contano allenamento, collaborazione e fiducia nelle proprie capacità. Ecco, io credo che se le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 ci hanno ricordato il valore dell’impegno e del gioco di squadra, il progetto Stringhe dimostra che questi stessi valori possono diventare una leva potente anche per l’educazione, aiutando ogni bambina e ogni bambino a scoprire il proprio talento. E così a non restare indietro.
[1] https://www.conibambini.org/contrasto-della-poverta-educativa-minorile/

