Quante persone intorno a noi (- 1 mese all’inizio di Culture Link)

A cura della Redazione

 

«Mi chiedo quante persone abbia guardato per tutta la vita senza averle mai viste». Così scriveva John Steinbeck nel suo ultimo romanzo, L’inverno del nostro scontento. Una frase che, a distanza di oltre 60 anni, arriva fino a noi con una domanda da non sottovalutare: quante persone incontriamo davvero e quante, invece, semplicemente attraversano le nostre giornate?

Vediamo persone al lavoro, a scuola, sui mezzi pubblici, nelle nostre case, sui nostri schermi. Ne incrociamo ogni giorno decine, centinaia. Ne conosciamo il nome e il ruolo. Ma quanto sappiamo davvero di loro? Quanto tempo dedichiamo a fermarci, ad ascoltare, a scoprire nella persona che abbiamo davanti una storia che può non coincidere con ciò che “ci sembra”? In definitiva, cosa significa incontrarsi…? Tanto più oggi, in un tempo nel quale siamo sempre più connessi e raggiungibili, cosa significa conoscersi? Attenzione, ascolto, dedizione, curiosità per l’altro: tutte queste sono solo parole?

Intorno a tali domande – sintetizzate nella parola persone – prenderà avvio tra un mese la 2° edizione del festival CultureLink. Persone è una parola che usiamo continuamente, quasi senza accorgercene, e che racchiude una cascata di tesori: relazioni, fragilità, lavoro, educazione, cura, desideri, solitudini, conflitti, possibilità, collettività, soggettività, umanità. Appunto… che cosa resta di umano nella nostra società?

Forse non è un caso che proprio Steinbeck possa aiutarci a entrare in questa domanda, perché nei suoi romanzi l’umanità è fatta di persone che la società tende a ridurre a un ruolo e che invece la narrazione restituisce nella loro irriducibile complessità. Così, ne L’inverno del nostro scontento, Steinbeck racconta di Ethan Allen Hawley. Discendente di una famiglia prestigiosa ormai decaduta, Hawley lavora come commesso nel negozio che un tempo apparteneva ai suoi e vive il peso di una condizione sociale che non riconosce come propria. Vuole tornare a contare qualcosa, a riconquistare cioè benessere e rispetto. Comincia così poco alla volta a tradire i propri principi (usa gli altri, trasforma le relazioni in strumenti) e ottiene ciò che cercava. Ma scopre che il prezzo più alto da pagare nella vita non è economico: è la perdita di sé.

A più di 60 anni dalla pubblicazione, il romanzo continua a parlarci perché mette a fuoco una tentazione pericolosa e vicina: ridurre le persone a funzioni, a ruoli, a prestazioni, o profili. In ogni ambito lavorativo e privato, il rischio è proprio quello di guardarsi senza vedersi. Di conoscere il curriculum, ma di ignorare l’esistenza concreta. Di misurare il risultato senza accorgersi del percorso. Di registrare una presenza, ma non incontrare chi abbiamo davanti.

Ecco, la 2° edizione di CultureLink nasce proprio per dare spazio a esperienze, domande e linguaggi capaci di riportare al centro l’unicità di ciascuno. A prescindere dalle generazioni, dalle professioni, dalle diverse sensibilità, perfino dai narcisismi dilaganti.

La parola persone, potremmo sintetizzare, è sinonimo di volti e di voci. Per questo vuole essere una parola anche provocatoria: ogni persona non è “uno dei tanti”.

 

 


Sede Legale:
Via Ghisolfa, 32 – 20217 Rho (MI)
pec: cooperativa@pec.stripes.it
P.IVA e C.F. 09635360150




Tel. (02).931.66.67 – Fax (02).935.070.57
e-mail: stripes@pedagogia.it
C.C.I.A.A. Milano REA 1310082




RUNTS N° rep.2360

Albo Società Cooperative N° A161242
Capitale Sociale i.v. € 365.108,00



Redazione Pedagogika.it e Sede Operativa
Via San Domenico Savio, 6 – 20017 Rho (MI)
Reg. Tribunale: n. 187 del 29/03/97 | ISSN: 1593-2259
Web: www.pedagogia.it


Privacy Preference Center