“Abitare il cambiamento” a Milano: se ne parla a CultureLink

A cura della Redazione

 

Casa, welfare, relazioni e trasformazioni urbane: sono questi alcuni dei temi al centro di CultureLink, il festival che mette in connessione esperienze, competenze e punti di vista diversi per leggere i cambiamenti della società contemporanea.

All’interno di questa cornice, sabato 10 ottobre, dalle 14.30 alle 16.00, a CultureLink si parlerà di “Abitare il cambiamento”. Un tema quotidiano, che oggi tocca questioni decisive: il costo della vita, l’autonomia delle persone, l’accesso ai servizi, le disuguaglianze e il futuro delle città.

Pensiamo alla nostra Milano, dove trovare un affitto sostenibile è diventato un problema anche per chi lavora: una stanza può costringere a mettere in conto una parte consistente dello stipendio, un appartamento può diventare accessibile solo spostandosi sempre più lontano dal centro, mentre per molti giovani l’uscita dalla famiglia continua ad essere rinviata. È una delle contraddizioni più evidenti della Milano di oggi: una città che continua ad attrarre persone e opportunità, ma nella quale è diventato sempre più difficile trovare un luogo in cui vivere a un costo compatibile con il proprio reddito.

Quando la casa assorbe una quota eccessiva delle risorse disponibili, le conseguenze non riguardano soltanto il bilancio familiare: cambiano le scelte sul lavoro, gli spostamenti, le relazioni e la possibilità di costruire un percorso di autonomia. Il problema abitativo, dunque, non riguarda più soltanto chi si trova in una condizione di grave fragilità. Riguarda una fascia sempre più ampia di persone che, pur avendo un reddito, non riescono a trovare sul mercato un’abitazione adeguata alle proprie possibilità.

Così, tra mercato immobiliare, politiche pubbliche e servizi sociali, la questione della casa è diventata una questione di welfare e di città. La casa, infatti, è strettamente legata all’autonomia delle persone e alla possibilità di partecipare pienamente alla vita della comunità. Abitare lontano dal lavoro significa trascorrere più tempo negli spostamenti; vivere in un quartiere privo di servizi può rendere più complicato accedere alla scuola, alla sanità o alle attività sociali; non poter contare su una soluzione abitativa stabile può rendere più difficile costruire relazioni e progettare il proprio futuro. Insomma, l’emergenza abitativa non si affronta soltanto attraverso l’edilizia residenziale pubblica. Quali condizioni allora devono essere garantite perché la possibilità di abitare una città non dipenda esclusivamente dalla disponibilità economica?

A confrontarsi su cosa significhi “Abitare il cambiamento”, CultureLink ha invitato realtà e professionisti che osservano il fenomeno da prospettive diverse.

Marco Peverini, di Osservatorio Casa Abbordabile di Milano Metropolitana: ente nato nel 2022 dalla collaborazione tra CCL, LUM e Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano.

Jacopo Loreno Faccini, ricercatore di Codici Ricerca e Intervento: organizzazione indipendente di ricerca sociale nata nel 2005, che collabora con istituzioni, organizzazioni e reti del territorio per affrontare temi come welfare, disuguaglianze, politiche abitative e trasformazioni urbane.

Giuseppe Cangialosi, coordinatore Area Progettazione innovativa e sviluppo dei servizi di SER.CO.P. Azienda Speciale dei Comuni del Rhodense per i Servizi alla Persona: nata per volontà dei Comuni del territorio e attiva da quasi vent’anni nella gestione di servizi sociali, socioeducativi e sociosanitari.

Valeria Inguaggiato, responsabile dell’Ambito Orientamento all’Abitare de La Cordata: cooperativa sociale che dal 1989 offre accoglienza e proposte di integrazione a turisti, studenti, lavoratori, famiglie, stranieri, minori, madri sole con bambini, persone con disabilità.

A moderare sarà Paola Navotti (caporedattrice di Pedagogika.it).

Esperienze diverse, dunque, chiamate a mettere in relazione ciò che non dovrebbe essere affrontato separatamente: casa, lavoro, servizi di quartiere e assistenziali, bisogni del territorio, politiche pubbliche.

Infatti, è la rete di relazioni e opportunità che circonda una casa a determinare la vita di chi la abita. Una vita che istituzioni e realtà cooperative, insieme, possono molto migliorare.


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