Editoriale

Poteva essere un numero dedicato alle vecchie e nuove povertà, all’immigrazione ed alle più recenti relative leggi.

Ci sarebbe piaciuto dare uno spaccato dettagliato dello stato di attuazione della legge di riordino dei servizi sociali ma le informazioni che arrivano dalle “province” del nuovo impero federalista danno l’idea di divergenze e cacofonie autoreferenziate e non esaltanti. Gli unici che sembrano aver prodotto riflessioni sensate sono i tavoli tenici degli enti locali periferici e alcuni soggetti del Terzo settore.

Abbiamo, alla fine, deciso che dell’immigrazione parleremo in uno dei prossimi numeri, quando sarà più chiaro se la legge Bossi-Fini è davvero liberticida e sgangherata come si comincia a commentare.

Per quanto riguarda la povertà in Italia abbiamo deciso di contribuire alla diffusione del “Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione soiciale” perchè non si possa dire che non si sapeva.

Sull’attuazione della legge 328 e l’attivazione dei piani di zona abbiamo dato la parola ai soggetti prima indicati perchè da essi ci aspettiamo, nei prossimi mesi, prese di posizione coraggiose.e nuove capacità progettuali.

Nella seconda parte, tra i vari contributi, segnaliamo, di Salvatore Natoli, un importante contributo sul ruolo della memoria e dell’oblìo nell’attività di  narrazione autobiografica.

Maria Piacente