Un villaggio per educare

Domande, curiosità e dubbi dal mondo dell’educazione

Gentile Redazione,

credo che faccia parte delle mie competenze di educatrice il fatto di provare il più possibile a riconoscere non solo i bisogni, ma anche i desideri dei bambini e dei ragazzini con cui lavoro per fare in modo che siano accolti e che crescano fiduciosi e sicuri di sé.

Però mi capita di vacillare nel momento in cui ciò che per me è rispetto nel bambino viene interpretato dal bambino come cieca accondiscendenza a ciò che gli gira per la testa, e che nella pratica, gli fa fare quello che vuole, creando magari disagio al suo gruppo di pari. Certo, considero le tappe di sviluppo, incrociate al temperamento di ognuno, come una mappa inesauribile da utilizzare per cercare di leggere il comportamento di un bambino, ma nonostante questo molte volte non so che pesci prendere e mi chiedo è giusto dirgli di sì? Oppure, in egual misura “ha compreso questo no?”, “poteva comprenderlo?”.

Inoltre mi sembra che anche la maggior parte dei genitori cerchino di  garantire ai bambini una vita con la minor quantità di frustrazioni e la maggior quantità di soddisfazioni, ma, mi chiedo, come si fa a renderli consapevoli di non essere “padroni e signori” del mondo? Non li rendiamo troppo fragili se non forniamo mai a loro esperienze anche un po’ frustranti? Basta l’incontro con la vita a scottarci e il contesto educativo serve a fornire una spiegazione a ciò che accade “fuori” oppure fa parte dell’educazione stessa predisporre anche percorsi non sempre facili, tutelanti, certo stando sempre attenti a stare accanto al ragazzino e a fornire una spiegazione ed un ascolto empatico di ciò che accade?

Vi ringrazio della risposta,

Federica M.

Risponde Dafne Guida, pedagogista

Gentile educatrice, condivido la tua preoccupazione circa il pericolo che l’adulto abdichi al suo ruolo educativo tutte le volte che non pone limiti o non sembra capace di tollerare le frustrazioni che genera nel bambino quando dice un no. In modo particolare  lavorando nei servizi educativi capita spesso di entrare in contatto con la difficoltà genitoriale di dare autonomia, di fidarsi della competenza del figlio.

Perchè?

Spesso solo per paura di pretendere troppo, per volontà di protezione.

É invece fondamentale per il raggiungimento di un pieno benessere del bambino iniziare a dare alcune regole, che siano certe, chiare e adeguate all’età, perché i bambini hanno la necessità di un limite, di un contenimento che solo gli adulti gli possono dare.

Nella società attuale, dove si diventa genitori più tardi e quasi sempre di un solo figlio, si tende ad accontentarlo sempre o quasi sempre, ritenendo che far rispettare le regole o dire semplicemente “No” possa arrecare dispiacere o addirittura far sorgere traumi nel bambino. Al contrario le regole non sono altro che “Argini rassicuranti entro i quali crescere”. Un bambino che sente di essere accolto in tali argini non sarà vittima della sua onnipotenza che a tratti può diventare assoluta e distruttiva.

Il genitore a cui stiamo pensando (proposto da Brazelton) non è il genitore della famiglia etica, che dice al figlio: “fa così perché lo dico io” oppure: “fa così se no ti punisco”. Non è quello della famiglia affettiva che dice: “fa così per farmi piacere, così vivremo insieme felici e contenti”. È un genitore che dice: “fa così e sarai autonomo e fiero di te”. L’obiettivo che Brazelton propone al genitore sembra quello di rendere il bambino autonomo e adatto alla vita (e solo in questo senso, probabilmente e indirettamente, più felice).

In conclusione ritengo che porre ad un bambino il problema delle regole sia un “gesto d’amore”, sia come genitore che come educatore di servizi.

Un caro saluto

p.s. Ti segnalo alcuni testi in cui potrai trovare riflessioni, spunti operativi, momenti di confronto sulla genitorialità e sull’avvincente viaggio dei bambini verso l’autonomia.

  • Gertrud Kaufmann-Huber, Gira Gira il mondo. I bambini e il bisogno di rituali, Edizioni La Meridiana, 2000
  • Berry Brazelton, Il bambino da 0 a 3 anni. Guida allo sviluppo fisico, emotivo e comportamentale del bambino, Fabbri, Milano, 2003
  • Gustavo Pietropolli Charmet, I nuovi adolescenti, Cortina, Milano 2000
  • Daniel Stern, La costellazione materna, Bollati Boringhieri, Torino 1995
  • Daniel Stern, Nadia Brushweiler, Nascita di una madre, Mondatori 1999
  • Alba Marcoli, Passaggi di vita, Oscar Saggi Mondadori, Milano 1993
  • Guido Petter, Il mestiere di genitore, Rizzoli,1995
  • Silvia Vegetti Finzi, A piccoli passi, Oscar Saggi Mondadori, Milano 1997
  • Elinor Golschmied, Persone da zero a tre anni, Edizioni Junior 1996
  • Anna Oliverio Ferraris, Le domande dei bambini, Bur, Milano 2000