Editoriale

I cambiamenti avvenuti all’interno della famiglia in questo ultimo ventennio, veri o presunti che siano, hanno avuto il loro posto sui media: articoli, interviste, studi e ricerche mirati a disvelare la struttura familiare ed i suoi nuovi modelli, i valori ed i miti che ispirano le nuove generazioni. Accanto ad appassionati studi, abbiamo dovuto assistere spesso a tristi fenomeni di mercificazione di comportamenti familiari, vivisezionati in improbabili trasmissioni televisive dove vengono date risposte semplici e semplificate alle intricate e complesse relazioni tra i componenti della famiglia.

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Oggi che i sistemi familiari sono già un crogiuolo di nuove formazioni, vuoi per le nuove strutture famigliari, vuoi per il crescente numero di stranieri presenti nel nostro Paese, la cosiddetta famiglia media italiana sembra sempre più un mero dato statistico. Le nuove biotecnologie, oggetto di tante discussioni da parte di tutti i partiti politici, sono già una realtà con la quale fare i conti, i figli della provetta diventeranno genitori e sembra quindi sia arrivato il tempo di cominciare a comprendere e districarsi in questi nuovi legami famigliari, che quasi presuppongono – come indicato da Silvia Vegetti Finzi, nel suo “Volere un figlio” – nuovi percorsi di Edipo. Il dibattito, ancora in corso tra laici e cattolici, sulla definizione di “famiglia” e la possibilità di riconoscere diritti a nuclei non necessariamente fondati sul vincolo matrimoniale – vedi la Conferenza Nazionale sulla Famiglia, tenutasi a Bologna in presenza del Ministro per la
Solidarietà Sociale, Livia Turco – sembra comunque evidenziare un’idea di famiglia come gruppo di persone dipendenti affettivamente le une dalle altre. Anche il Capo dello Stato, in occasione della sua recente elezione, ha dichiarato alto impegno ed interesse per la famiglia e il suo benessere. In questo numero troverete solo alcuni spunti per cominciare a riflettere su di un tema di grande importanza e soprattutto, crediamo, di grande impatto emotivo: da una parte troverete la poesia nella quale Silvia Vegetti Finzi ci fa ritornare nel rammentarci i bei tempi passati dell’infanzia con le favole raccontateci dai nostri più cari, dall’altra l’articolo di Cirillo sui maltrattamenti in famiglia ci fa vedere il buio di un mondo che comunque va visto. Una prospettiva diversa é quella di Graziella Favaro sulle “famiglie immigrate” e di Mariarosaria Monaco che, con le famiglie affidatarie, ci fa pensare alle grandi risorse che può avere una famiglia, all’amore che non si conta …

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