La gatta che cantava

 

Traduzione di Tullia Boschi, Giovanna Covi, Elisabetta Nones, Milena Rodella

del Laboratorio Nutmeg Princess/Principessa Nocemoscata

 

 

A Fifi la gatta soriana

piaceva cantare.

“Da piccola, io non sapevo cantare

MA ADESSO SI’”.

 

Andava in giardino

quando la luna era alta

e cantava

alle stelle e agli alberi

e al cielo.

 

Gli altri gatti la sentirono e dissero:

“Possiamo cantare anche noi, per favore?”

Me l’avete chiesto gentilmente? Nooo.

Questa è la mia canzone.

E poi voi non la sapete cantare.

NON BENE ALMENO,” disse Fifi.

 

Così Fifi la soriana cantò

la sua canzone

Miao! Miao! Miao!

Prrr! Prrr! Miao! Miao.

Tutta la notte

 

Un piccolo gufo la sentì e disse:

“Posso cantare anch’io, per favore?”

“Me l’hai chiesto gentilmente? Nooo.

Questa è la mia canzone e tu non la sai cantare!

NON BENE ALMENO,” disse Fifi.

 

Così Fifi la soriana cantò

la sua canzone

Prrr! Prrr! Miao! Miao!

Miao! Miao! e Prrr!

tutta da sola.

 

Poi arrivò un cane.

“Chi è che canta?” disse.

“Mi fa male alla testa, e agli occhi,

e al naso.

Dammi quella canzone

e vedrai come la canto, io!

È una canzone troppo lamentosa

per una notte così luminosa”.

 

“Questa è la mia canzone. E non te la do!”

disse Fifi. “Ma se vuoi

facciamo un concerto.

Allora ti puoi unire.

I gatti e il gufo

e il gufo e i gatti

canteranno con te

tutta la notte.”

 

Così fecero un bel concerto

quella notte nel giardino.

Uuu! Uuu!

Miao! Miao! Miao!

Bau-bau! e Prrr!

 

“O mamma mia!” disse la donna

che viveva nella casa accanto.

“Che spavento!

Ne ho abbastanza di questo chiasso

stanotte!”

 

Aprì la finestra

e disse agli animali:

“Fifi! Vieni dentro! Mi senti quando ti chiamo?

Vola via, gufo!

E Rover, vieni qui!

È troppo freddo,

per stare a cantare lì fuori.”

 

“No! No! No!” disse Fifi la gatta.

“Dai vieni, Fifi! Faremo una bella chiacchieratina.

Ti canterò una canzone

che ti piacerà.

La la la. La la la…”

Così Fifi entrò in casa

e anche Rover la seguì.

E il gufo volò via

uuu uuu.

 

La vecchia signora cantò

a Fifi delle canzoni

e lei si addormentò

sulla sedia della vecchia signora.

La la la. La la la.

 

 

*Scrittrice originaria di Guyana, Beryl Gilroy ha pubblicato una serie di libri per bambini, due novelle, Frangipani House e Boy-Sandwich, la sua autobiografia, Black Teacher, e Echoes and Voices (Open-heart Poetry), sua prima raccolta di poesie, in cui l’autrice celebra i valori dell’amicizia internazionale e della sorellanza tra donne, dando voce ad una moltitudine prismatica di voci e di suoni.
La poesia qui tradotta è tratta da questo suo ultimo lavoro, pubblicato da Vintage Press nel 1991. Si ringrazia l’autrice per la concessione dei diritti.